Guest-Post

Un guest post di Emma Frignani

Secondo la Treccani, l’amicìzia [dal lat. amicitia, der. di amicus 
«amico»] è il vivo e scambievole affetto fra due o più persone, 
ispirato in genere da affinità di sentimenti e da reciproca stima.

Salvatore scrive:

«Parrebbe che al mondo di cose buone non ce ne siano, o quantomeno, non così buone da mettere d’accordo tutti. Eppure un paio di buone cose al mondo, nei miei quasi quarant’anni, credo di averle trovate. Una di queste è la stima…».

La stima. Credo fermamente nella bella definizione che ne dà Salvatore nel suo post Le buone cose:

«Con stima intendo il sostantivo femminile mirato a indicare quell’imperscrutabile magnetismo emotivo che si viene a generare tra due individui che la pensano sì diversamente, ma che ugualmente nutrono e alimentano una favorevole reciproca considerazione. Stima: né più né meno che questo.»

Un’affinità, un sentirsi vicini all’altro, nell’accordo e nel disaccordo, nella buona e nella cattiva sorte. E che neanche la morte può far svanire.

Nei miei di quasi quarant’anni, ho incontrato molte persone e a molte mi sono affezionata. E molte le amo ancora, nonostante la distanza, sia essa fisica o dovuta a scelte differenti. Non sempre questo sentimento è reciproco – illazione –, ma poco importa.

Salvatore mi ha domandato di scrivere un post sull’amicizia tra donne e sull’amicizia in generale. Per fortuna, non ha visto la mia espressione non appena ho letto la sua gentile proposta. Per fortuna, non ho visto la mia espressione (sgomento).

L’amicizia è un concetto impalpabile e tuttavia pregnante nella nostra esistenza. Per questa sua natura, è quasi impossibile da definire, da inquadrare in maniera univoca e assoluta.

Per me, l’amicizia è esserci. È ritrovarsi dopo lungo tempo e chiacchierare come se ci si fosse sentiti il giorno prima e quello prima ancora. Come se la distanza non esistesse.

L’amicizia è essere sinceramente felici per i successi dell’altra persona. Spronare senza diventare invadenti, preoccuparsi e saper aspettare. Perdonare e incazzarsi a morte, litigare e abbracciarsi, lasciando colare via il male. Ricordare un dettaglio, una risata, uno sguardo nei momenti più impensati.

Ho sempre avuto difficoltà nell’instaurare rapporti duraturi e profondi con persone del mio stesso sesso, perché per me l’amicizia non è qualcosa di morboso, esclusivo e ricattatorio. Non è recriminare una mancanza (o presunta tale), non è ricattare per ottenere qualcosa, non è invidiare fingendo solidarietà. E spesso, ho visto un atteggiamento simile in alcune (e lo dico con grande dispiacere) donne. Ma è soltanto il mio vissuto a parlare e, per fortuna, in alcuni casi l’ho potuto contraddire con enorme soddisfazione.

L’amicizia è come l’aria, invisibile ma essenziale per la sopravvivenza (almeno, di tutte le creature aerobiche). Fin dall’antichità, tutto si è originato dal soffio vitale, così come molte buone cose hanno origine dall’amicizia.

Come il vento, forte e beffardo quando serve.

È una carezza, un bisbiglio, ma sa anche essere uno schiaffo in piena faccia. Di quelli che schioccano e ti lasciano il segno delle dita sulla guancia, prima che lacrime di vergogna scendano a bruciare quel rimasuglio di orgoglio ferito.

L’amicizia è una scelta deliberata e un caso. Dipende dai punti di vista.

È un punto fermo. Una virgola che ci separa dalla solitudine e ci libera dal bisogno di compagnia. L’amicizia è un cubo di Rubik, che è bello anche se non riesci a risolverlo.

L’amicizia è un pungolo, una mancanza riempita. È il gusto del gelato quando lo stai finendo. È un’occasione e uno spunto. Altrove, è una perdita di tempo e uno sputo. Può nascondersi per farti spavento. Si insinua nelle tue giornate senza il tuo permesso. È invadente, qualche volta appiccicosa. È sottile, impalpabile eppure sempre presente.

Posso dire che, nonostante il mio iniziale scetticismo, grazie alla rete ho scoperto persone che non stento a definire amiche. L’amicizia in rete ha un che di meno casuale di quella che può nascere offline, ma questa è soltanto una mia sensazione. Per lo più indefinibile. Le mie amicizie online sono fondate su una pregressa comunanza di interessi e passioni. Le persone che ho conosciuto non le ho conosciute per caso, ma per scelta. Per tutte le scelte che ho compiuto. Ci siamo avvicinati, attratti dai medesimi argomenti, ci siamo visti e, dopo un iniziale sospetto, ci siamo annusati. E sì, ci siamo piaciuti.

Non farò nomi, ma mi sento circondata da figure che considero amiche, perché le stimo. Per quello che sono e per quello che fanno.

Grazie!

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Emma Frignani

13450100_841353102637926_6850152744128307476_nMi chiamo Emma, risalgo al secolo scorso, precisamente al 1977. Amo scrivere. Dopo anni di rifiuto, non ho più potuto nasconderlo. Ho preso la sacca della mia vita e mi sono incamminata sul sentiero della scrittura. Sono in continuo mutamento, eterna crisalide in cerca della farfalla.

Pignola fino al puntiglio, apprensiva, solitaria ed egocentrica, ma anche generosa e accogliente. Una contraddizione in termini, quasi come il mio amore per la filosofia, sfociato in una laurea in logica matematica. Come ogni ricerca, non so dove porta. Ma è una porta che varco, curiosa come un gatto.

Scrivo per passione e, ora, anche per professione. Collaboro con un’agenzia web, occupandomi della gestione del suo blog; inoltre, costruisco insieme ai clienti che lo richiedono strategie di comunicazione che li aiutino a promuovere la loro attività in rete. Infine, offro consulenza in ambito social, dalla scelta del canale più efficace alla sua gestione.

Ho un mio blog, laboratorio di scrittura dove mi cimento su argomenti che spaziano dalla comunicazione alla crescita personale, per approdare alla scrittura di racconti e recensioni e a riflessioni di varia natura su quello che mi circonda.

Perché lo faccio? Perché mi diverto e sento che questo magnifico impegno mi sta portando in luoghi che non credevo esistessero e che non mi lascerò più scappare.

17 Comments on “L’amicizia è un soffio

      • Ti devo fare anche i complimenti per i tuoi racconti, che ho letto. I due sul pub di Elli sono bellissimi, mi è piaciuto molto anche “Lo strappo”. Leggendoli mi è capitata una cosa per me rara: non cambierei una parola, non sposterei una virgola. Perfetti.

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        • Piango? La mandibola ha avuto un lieve cedimento. La perfezione è una cosa che ho cercato per tanti anni, con rabbia e cattiveria nei miei confronti. Poi, ho ceduto. Mi sono arresa all’imperfezione, ed ecco che tu mi scrivi queste impressioni. Per le quali ti sono infinitamente grata. Ho lavorato di fino per arrivare alla sensazione che hai descritto con tanta precisione: “non cambierei una parola, non sposterei una virgola”. Perché è quello di cui ho bisogno per poter chiudere il documento. Mi piacerebbe leggere qualcosa di tuo, dove ti trovo?

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  1. Ciao Tiziana, che commento! Grazie di cuore, sono felice che quello che ho scritto ti piaccia. È stata dura riflettere su un concetto così sfuggente e al tempo stesso così importante per la nostra natura. Sono grata a Salvatore che mi ha accolto nel suo spazio e mi ha permesso di prendere in esame questa bolla di sapone che è l’amicizia. Fragile, cangiante e bellissima.

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  2. Di nulla. Ti dirò di più, mi stra-piace e la penso allo stesso modo.
    MI ricordo anche del post di Salvatore”Le buone cose”…😊
    Inno all’amicizia. …e anche dopo “mille fregature”, so che c’è ,esiste.
    Anzi , è proprio da chi nutri stima, che c’è nonostante la distanza, le difficoltà , i pensieri opposti, ma rispettati, ti fa capire che è un amico /a.
    Nella buona sorte gli amici si contano in dita, mani, piedi, peli. …. (non ho altri parametri fisici di misurazione)😀
    È nella cattiva sorte o le differenze che si contano sulle dita.

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  3. Condivido molto questa tua visione dell’amicizia, soprattutto quella in cui affermi che l’amicizia è ritrovarsi dopo tanto tempo e sentirsi come se non fosse passato tutto quel tempo. A me è successo davvero. La vera amicizia annulla il tempo e la distanza.

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  4. Questo post mi risolleva un po’. Allora non sono solo io ad avere difficoltà nel creare, e mantenere, amicizie con altre donne! Ho sempre pensato che fosse il mio lavoro, informatico, a farmi avvicinare per lo più amicizie maschili. Tempo fa poi, in un corso di comunicazione, saltò fuori che il rapporto d’amicizia tra maschi è più semplice e diretto di quello tra femmine, perché tra queste c’è sempre una sorta di competizione, di confronto, di vendetta pure. Lì per lì dissi che è assurdo, dipende solo dal carattere delle persone. Con il tempo, mi ritrovo con più amicizie maschili. E quelle femminili sopravvivono perché sono lontane, o fisicamente o mentalmente, a mettersi in gara. La cosa peggiore è stata scoprire dopo un decennio quanto alcune amicizie femminili fossero fasulle, se non addirittura deleterie. Per fortuna, ne nascono anche di nuove e inaspettate, per cui non perdo quanto meno la speranza.

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    • Ciao Barbara, purtroppo, i rapporti umani non sono mai semplici. Ma non so se sia una questione di genere o piuttosto un nostro modo di porci. Naturalmente, sto parlando di me. Ho pochi amici e pochissime amiche, secondo la definizione di amicizia che ho dato e cui mi atterrò. Credo dipenda anche dal mio carattere molto solitario, perciò non mi lamento. Falsità e ipocrisia sono all’ordine del giorno ma possiamo cercare di evitarle come fossero buche piene di serpi velenose. Per il resto, ti posso dire che da quando ho smesso di cercare, ho incontrato persone straordinarie. Non sono sicura della natura del nostro rapporto, ma di sicuro i presupposti per creare un’Amicizia sono buoni 😉

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  5. Pingback: Amici di blog: amici veri? – LETTORE CREATIVO

  6. Ciao Emma, è molto poetica la tua descrizione. L’amicizia è quello che chiedi non nel momento del bisogno, il pensiero rivolto a una persona che ti manca e alla quale telefoni così, mentre sei in fila alle casse del supermercato, solo perché ti sei ricordata di un episodio vissuto insieme e vuoi che se ne ricordi anche lei. Una cosa che mi accade spesso da quando vivo lontana dalle persone che amo di più.

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