Tag: Punteggiatura
6 motivi per usare il punto e virgola
Che il punto e virgola sia il segno più incompreso della blogosfera è fatto assai noto. Meno noto è il motivo per cui al suo posto si tende ad adoperare il punto o la virgola. Io credo che di fondo ci sia da un lato un po’ di confusione circa il suo utilizzo, dall’altro un po’ d’innata pigrizia. Rientra in quest’ultima categoria la giustificazione che in proposito continuiamo a raccontare a noi stessi: ciò che può fare il punto e virgola lo possono fare benissimo il punto o la virgola… Dunque perché sforzarsi di adoperare un segno interpuntivo in più?
La virgola: tra soggetto e verbo
Tra il soggetto è il predicato o tra il predicato e il complemento la virgola, che normalmente serve a separare una frase dalle sue eventuali subordinate o a evidenziare in posizione parentetica degli incisi, non è mai ammessa tranne in tre soli casi che, dopo una necessaria premessa, andremo ad analizzare in questo articolo.
Il loquace silenzio del punto
Esso chiude e connette. Secondo la convenzione grammaticale il punto sancisce la conclusione di una frase, di un periodo o di un intero testo. Esso è allo stesso tempo un elemento di divisione e di connessione: divisione, quando sancisce una conclusione; connessione, quando interrompe una sequenza. Il primo caso lo si riconosce perché a seguito del punto cambia l’argomento di cui si parla. Si riconosce il secondo perché cambiano le cose dette sullo stesso argomento. Il procedere a tappe, attraverso la frammentazione del periodo, dà infatti maggiore rilievo alle singole informazioni.


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