La zona grigia


Cubo alfabetico

… nella normativa linguistica

«Molto frequente è un atteggiamento iper-razionalistico, fondato sull’idea che la lingua sia un monolite nel quale si possa sempre tracciare il confine giusto-sbagliato sul fondamento di un’astratta immagine della norma, sottratta alla variabilità degli usi concreti». 

[Luca Serianni]

L’Espresso delle 8 e 20

Il tedesco di origini romene Eugenio Coseriu, uno dei massimi linguisti del Novecento, nel 1952 pubblica un testo titolato: Sistema, norma e “parole”. In questo libro introduce un bizzarro paragone, quello dell’espresso delle h. 8,20. In esso, dice, si possono individuare alcuni elementi di sistema: «l’orario di partenza e di arrivo, ad esempio, o il numero delle fermate sono tratti costitutivi senza i quali non esisterebbe quel certo treno delle 8,20». Altri, invece, rientrano nella norma, come: «la disposizione dei vagoni, il loro numero, il loro colore e così via». Questi ultimi, sono elementi che ci aspettiamo di vedere rispettati se siamo frequentatori abituali di quel dato treno; se non lo siamo, la loro variazione non implica la «non-esistenza del treno».

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Parentesi e apostrofi


Punteggiatura

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Torniamo, con questo post, a parlare dei segni paragrafemici non sintattici (cioè, privi della funzione specifica di sintassi, anche se in realtà lo sono tutti). Rimanevano le parentesi (tonde e quadre), l’apostrofo, l’asterisco e la sbarretta. So che si sono aperte delle scommesse, se riuscirò o meno a terminare con questo articolo il discorso sulla punteggiatura: vedremo…

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Chiamami Monteiro


Rifugio antiaereo

Da cinque anni percorro via Madama Cristina scrutando i nomi sui campanelli. La città non sembra più la stessa. La guerra ha raso al suolo molti edifici della mia infanzia. Io, però, sono sopravvissuta.

Preceduti dall’urlo delle sirene, ai fischi ogni tanto si aggiungeva il boato di un edificio che crollava giù. Ogni volta ero contenta non fosse il mio. Sotto le bombe, con Matteo, giocavamo a ricordare i nomi dei personaggi famosi. Sceglievamo un lettera dell’alfabeto e gareggiavamo: Romain Rolland, Glenn Miller, Vasilij Kandinskij… Lo facevo vincere sempre, il mio nipotino; vivere a quel modo era già una punizione severa.

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