Di Stile si muore. Lo sanno bene i tanti autori che pur di suffragare la propria singolarità, scelgono di non svendersi alle occorrenze editoriali. Questo, a scapito delle vendite. In libreria un libro che non vende è out. E lo diventa in poche settimane; quasi subito. Un libro scritto con “stile” è quasi certo che non venderà. E un autore che non vende, è bello che morto. Se volete considerarvi scrittori, vi conviene piazzare almeno 1200 copie del vostro prezioso manoscritto già alla sua prima edizione. Meno di così, e non siete niente; anzi, nessuno. Ma perché lo stile non vende? Soprattutto: cos’è lo stile?


Quando si dice: “Il mattino ha l’oro in bocca”, una delle cose che non ti dicono mai è che, di conseguenza, devi anche svegliarti presto. C’è da dire che in Bulgaria la mia sveglia era puntata alle 5 del mattino, e non andavo mai a letto prima della mezzanotte. Sia come sia, ogni scrittore ha una fascia oraria in cui rende di più. In cui la sua materia grigia, per parafrasare Hercule Poirot, è capace di maggiore concentrazione. La concentrazione nella scrittura, come nella vita lavorativa in genere, è tutto. Quella che la maggior parte degli aspiranti scrittori, o degli scrittori “paraculi”, chiama impropriamente ispirazione, non è altro che uno stato di serenità mentale e di benessere generale tale da permetterti di calarti completamente in quello che stai facendo: concentrazione appunto.


Corri, ragazzo, corri! Dopo essermi lasciato alle spalle l’esperienza come direttore di uno stabilimento industriale in Bulgaria, sono tornato all’agio delle mura domestiche. Il mondo che osservo, così familiare fino a non molto tempo fa, mi pare cambiato. Spingo lo sguardo oltre la finestra: tutto sembra uguale, eppure tutto appare diverso. Sono sicuro che l’unico …