Capii che il disegno non faceva per me quando arrivai alla parte più noiosa del manuale: gli esercizi.


Sono seduto all’interno di una lavanderia a gettoni. Quella che c’è a Torino, all’angolo tra via Cigna e via Cecchi. Attendo che il ciclo dei colorati finisca. Nell’attesa sto leggendo “Se una notte d’inverno un viaggiatore…”. Sono a pagina 41, ed è notte. Io il bucato lo faccio solo a tarda sera, dopo che le strade si sono svuotate di gente. Non è inverno però; è estate e fa un caldo proibitivo. Soprattutto qua dentro. Il bucato nella lavatrice ruota con indolenza e la luce al neon ogni tanto saltella.
Entra una giovane donna. Indossa una gonna rossa e una camicetta bianca, scollata sul davanti. Sotto braccio porta una cesta piena di panni. L’appoggia sopra una lavatrice vuota, a lato della mia, e si lascia cadere sul sedile a fianco al mio.


Questo doveva essere l’incipit del romanzo sui serial killer che stavo scrivendo e che non scriverò più, almeno per il momento… Ho qualcosa di più interessante per le mani. Almeno, spero. Nel frattempo, ditemi che ve ne pare. Capitolo 1 La prima luce del giorno filtra attraverso la veranda, illuminando una cucina disordinata. Un uomo …


Prefazione Il racconto che segue presenta immagini forti, non ideali a un pubblico giovane, o di perbenisti, moralizzatori e baciapile. Altresì, il racconto non rispecchia le idee e i gusti dell’autore. Buona lettura… ***  L’attesa sa essere frustrante. Ad esempio quando inviti qualcuno a cena. Qualcuno di importante. Qualcuno di atteso. Fremi, contando minuti che …

Sophya


Lo stomaco brontolò. Strano, – pensò Sophya, – lo fa solo quando penso alla parola: cibo. Lo fece di nuovo. Chissà se le due cose sono collegate? – si chiese. In accordo con i pensieri, lo stomaco brontolò per la terza volta. Seduta su una panchina di legno, di quelle molto vecchie, in un angoletto …