Il vero padrone del mondo


Il vero padrone del mondo-copertina

La realtà è una menzogna. La storia com’è raccontata è una barzelletta. Il mondo conosciuto finora volge al termine. La parabola umana è al suo apice: da qui in avanti non può che accartocciarsi su se stessa.

A pensarlo non è un uomo qualunque. Non è nemmeno un complottista reazionario. A pensarlo è il vero padrone del mondo.

Per mimetizzarsi, nascondendo se stesso al resto dell’umanità, ha assunto l’identità di un patetico e insignificante spazzino. Gira in ape, impugna una scopa di saggina e veste in tuta blu. Indossa perfino un cappellino con visiera. Gli piace fingersi spazzino. Spazzare la strada lo soddisfa in un modo molto concreto. Tutt’altra cosa rispetto alle lunghe ed estenuanti trame che è costretto a ordire.

Comanda tutto e tutti, il vero padrone del mondo. Ogni forma di potere è tale perché lui lo ha concesso. L’umanità non è una linea retta, ma una piramide il cui vertice punta su di lui. Egli è l’inizio e la fine di tutto. L’alfa e l’omega. Il re dei re. L’uomo nero che nasconde se stesso perfino alla gente che conta.

Il titolo che più gli piace attribuirsi, però, è il burattinaio. Rende l’idea meglio di ogni altra figura retorica. I fili con cui gestisce il mondo sono tesi, ma invisibili. Nessuno lo nota, ma tutti gli dipendono. Tuttavia è solo l’ultimo di una stirpe. Il primo di loro, in origine, era un uomo normale che si era guardato attorno con disgusto e aveva cominciato a tessere trame, abbozzando complotti.

Lo stesso disgusto lo prova lui oggi. Ogni volta che pensa al pianeta su cui vive, ai danni fatti, prova disgusto. Miglia e miglia di foreste vergini tagliate e bruciate. Chilometri di praterie su cui è stato colato cemento e costruiti grattacieli. Intere specie animali portate all’estinzione.

La nostra specie divora tutto peggio delle cavallette – riflette.

Spazza la strada e pensa queste cose, il vero padrone del mondo. Quando qualcuno lo incrocia, passandogli a fianco con fare distratto, egli alza lo sguardo e lo fissa con odio. Pensa che tanto manca poco. Poco, sì. Alla fine del mondo. L’apocalisse cristiana è un’invenzione, ma lui ha disposto ogni cosa affinché si realizzi per davvero.

Chi l’ha preceduto ha inventato il denaro. Poi hanno fondato le banche e ideato il credito. Quindi hanno spinto gli Stati a farsi guerra e a indebitarsi in modo permanente. I debiti sovrani sono strutturati in modo tale che è impossibile ripagarli davvero. Mentre tutti si affrettano a stringere la cinghia, per superare crisi economiche studiate a tavolino, loro inventano virus sotto forma di vaccini. Poco tempo ancora e la cura definitiva contro l’umanità sarà pronta.

Eppure il piano è così labile che basterebbe poco per mandarlo a monte – riflette lo spazzino.

È voluto naturalmente. Loro si affidano a grandi teorici e nulla è lasciato al caso. Chi ha stabilito le regole, generazioni fa, ha pensato che fosse opportuno ritagliarsi una via di fuga. Infatti basterebbe che tutti smettessero di litigare per cose insignificanti. Basterebbe che smettessero di usare il denaro come mezzo di scambio e di gratificazione. Basterebbe che smettessero d’essere egoisti e egocentrici.

Lo spazzino si blocca a metà di una spazzata e fissa il vuoto. La fragilità del piano non è poi così sottile – conclude.

È impossibile che un’umanità rincoglionita dalla televisione e ingrassata dai fast-food, abituata a pensare se stessa al centro dell’universo, sia capace di ravvedersi da sola.

Loro lo sapevano. Per questo avevano inventato le religioni. Ma le scimmie parlanti avevano colto questo dono come ulteriore motivo di litigio. Allora hanno inventato la filosofia, pensando di offrire all’umanità uno strumento per ragionare, ma ragionare non era il loro forte. Infine hanno svelato il piano, sbandierandolo sotto il naso di tutti, ma le scimmie spaziali hanno pensato che fosse solo una trovata ridicola inventata per spingerli a odiarsi di più…

Lo spazzino scuote la testa e torna a ramazzare. Di chances gliene abbiamo concesse parecchie, mi pare – pensa fra sé il vero padrone del mondo.

***

Un altro uomo percorre la stessa via. Lo fa sovrappensiero. Mentre cammina pensa alla sfiga d’essere nato povero in un mondo di merda. Ha un lavoro che non lo gratifica. Vive in una città che odia. I soldi con cui mantiene la famiglia non bastano e la donna che ama, infine, lo tradisce. Lui è buono, sa di esserlo, però è incazzato.

Prova rabbia, solo questo. Verso il mondo, verso la società, verso l’umanità. Perfino verso se stesso. Ne ha di motivi per essere arrabbiato. Sogna un mondo diverso la notte, ma è in questo che si sveglia ogni mattina.

In un momento di follia, o di lucidità forse, ha acquistato una pistola. È una beretta di piccolo calibro. Chi gliel’ha venduta ha detto che è pulita. Mai stata usata per compiere un delitto, mai stata registrata da nessuna parte. Semplicemente non esiste. Ma esiste invece, ce l’ha infilata nei pantaloni, nascosta dalla t-shirt.

La sua presenza è fredda, ma confortante. Finora non l’ha mai usata, ma pensa di farlo prima o poi. Non sa dove né quando però. Soprattutto, non sa contro chi. La moglie? La ama, anche se lo tradisce. Verso se stesso allora, ma non ne ha il coraggio. Su una folla forse, ma poi pensa che in fondo sono tutti dei poveracci come lui. Ci vorrebbe qualcuno che ne valga la pena, su cui sfogare tutta la rabbia.

Cammina sovrappensiero, l’uomo con la pistola, desiderando usare il ferro. Gli piace quel giocattolo, è proprio un bel giocattolo. Mentre cammina, incrocia un altro uomo. La strada è deserta, l’uomo la sta spazzando. Indossa una tuta e un cappellino con visiera. Impugna una ramazza che scuote avanti e indietro, ma non gli pare stia facendo un buon lavoro.

I dipendenti pubblici sono la specie peggiore – pensa l’uomo con la pistola.

Prendono uno stipendio da favola e se ne stanno in giro tutto il giorno senza che nessuno li controlli. Qualche ramazzata qui e là e hanno fatto. Se sono stanchi, riposano. Se non hanno voglia, si appartano. Se gli gira storto, si fermano.

Mentre l’uomo con la pistola passa, il vero padrone del mondo alza lo sguardo e lo fissa con odio.

L’uomo con la pistola, fra sé, sta pensando che lo spazzino è un incapace, ma che in fondo più di tanto non gli importa. Quando si accorge dello sguardo però, si arresta. Istintivamente se ne domanda il perché. Egli sa cosa sia l’odio, lo sperimenta ogni giorno. È un piccolo cancro che cresce inosservato, fino a quando è troppo grande per poter essere ignorato ancora.

L’uomo con la pistola ruota su se stesso e torna indietro. Si pone di fronte allo spazzino, dominandolo da almeno una spanna, e lo fissa con aria di sfida. Lo spazzino ferma la scopa e ricambia lo sguardo, ma non c’è più odio nei suoi occhi, solo un sottile timore.

L’uomo con la pistola pensa che qualcuno dovrebbe proprio dare una bella lezione a quell’individuo. La sua incapacità lo urta, ma la spocchia dello sguardo lo istiga. Si allunga quindi in avanti e con gesto mirato gli strappa di mano la scopa.

«Se proprio devi farlo,» gli dice, «fallo bene». Quindi inizia a ramazzare al posto suo.

Lo spazzino adesso lo guarda perplesso, la paura lascia presto spazio alla stizza. Poi nota la pistola. In un impeto di rabbia la sfila, la punta alla nuca dell’uomo e spara.

***

Quando giunge la volante, due poliziotti stupefatti osservano uno spazzino ramazzare sangue attorno a un cadavere. Mentre ramazza urla d’essere il vero padrone del mondo, alternando le urla a incomprensibili parole ripetute con ossessione sottovoce. I poliziotti si scambiano uno sguardo d’intesa, poi si fanno avanti e lo afferrano. L’uomo si volta a guardarli, ma con sguardo vacuo, come se non li vedesse.

I poliziotti pensano che sia uno squilibrato colto da un raptus, non fanno troppo caso alle parole che recita. Non fanno caso neanche ai gesti che compie. Mentre uno sfila la trasmittente per avvertire la centrale, l’altro prende le manette per immobilizzarlo. Nessuno dei due si accorge che l’uomo è ancora armato.

Fine

 ___________________

Note

Un ringraziamento speciale alle mie due lettrici cavia: Chiara Solerio e Giuseppina Oliva.

17 Comments on “Il vero padrone del mondo

  1. Come direbbe il mio capo, hai recepito i miei suggerimenti! 😉
    Il punto di vista nella prima parte ora va benissimo. E anche il finale è perfetto!
    P.S. Sono un editor fantastico, posso tirarmela?

    Liked by 1 persona

    • Puoi tirartela. 😉
      Mi resta solo il dubbio che la prima parte sia troppo depotenziata rispetto a come l’avevo scritta in origine. So che la perfezione non esiste e che nessun scrittore è mai veramente soddisfatto, ma ho paura che l’introduzione abbia perso un po’ di spessore. È una mia paranoia, naturalmente. 😛
      Grazie per l’aiuto, davvero prezioso. Adesso vi aspetta (a te e Giuseppina) un lavoro più importante… 😀
      P.S. preferirei non ne parlaste fra voi, così non vi influenzate a vicenda.

      Mi piace

      • Io non penso che tu l’abbia impoverito. Al contrario, mi sembra sia stato definito meglio. La prima parte mescolava un onnisciente ad una terza limitata, rendendo difficile prendere una posizione. Inoltre sei riuscito ad estrapolare i concetti fondamentali, dunque mi piace molto di più 🙂

        Liked by 1 persona

  2. Bel racconto, anche se sembra più raccontato che mostrato, ma sappiamo che lo “show, don’t tell” non è una regola da osservare sempre. In realtà però non è narrato, è solo scritto con uno stile che lo fa sembrare così.

    Farei i complimenti alle editor, ma non so com’era prima la storia. Glieli faccio allora sulla fiducia 😀

    Liked by 1 persona

  3. Chiara è stata molto brava XD

    Hai seguito anche alcuni miei consigli! 😀
    Tranquillo bocca cucita con Chiara! Non parleremo del tuo lavoro. 🙂

    Aspetto il prossimo, anche se mi sa che non sono molto brava 🙂

    Liked by 1 persona

  4. È un racconto molto particolare, ti faccio i complimenti. Un efficace espediente per raccontare la triste realtà che stiamo vivendo. Visionario e megalomane il ” vero padrone del mondo”, deluso ed esasperato “l’uomo con la pistola”: due categorie di persone di cui l’Italia è piena, mi pare! 😉

    Liked by 1 persona

    • Grazie Marina, sei molto gentile. Il racconto nasce dall’osservazione della realtà che mi circonda infatti. Senza dimenticare i cospirazionisti… 😉

      Mi piace

  5. Mi piace l’idea di società deviata che si respira in questo racconto, e il finale è azzeccatissimo, perfetto per questa storia.

    C’è un punto che non mi convince, mi “suona” strano che un tizio incazzato col mondo e con una pistola in cintura rischi di farsi vedere a ramazzare in pubblico, non vorrebbe essere scambiato per operatore ecologico (sai che io sono posh e non uso mai termini politically incorrect) 😛

    Posso chiederti perchè hai scelto di non dare nomi ai personaggi?

    Anch’io vorrei leggere la prima stesura, e le correzioni proposte dalle beta-veline.

    Liked by 1 persona

    • Il tizio con la pistola non ha alcuna paura di mostrarsi così com’è, tra le caratteristiche che lo descrivono non ce n’è nessuna che dovrebbe portarti a pensare una cosa del genere. Altrimenti, ad esempio, non penserebbe a se stesso in termini di “marito tradito” con tanta tranquillità, ti pare? Per lui è più importante portare ordine in una società disordinata, in cui non riesce a riconoscersi. Stessa cosa vale per lo spazzino megalomane. In fondo si potrebbe dire che soffrono della stessa deviazione, anche se in termini e con risultati diversi.
      Ho preferito non usare nomi per evitare che il lettore si identificasse con uno dei personaggi. Preferisco, invece, che si identifichi con il contesto, che riconosca nella propria società, attorno a sé, gli stessi sintomi che legge nel racconto. Chiunque di noi, guardandosi intorno, potrà riconoscere l’operatore ecologico megalomane, il fallito incazzato e il poliziotto distratto… anche se con ruoli e posizioni diverse da queste.

      Mi piace

      • Interessante, grazie di avermi spiegato. Ho riletto la descrizione del fallito incazzato e la parola che probabilmente mi aveva fatto pensare che anche lui in fondo importasse è “buono”.
        (Non è una critica, anzi, meglio che sia buono, così il lettore prova emozioni più forti, si identifica con la vittima della società malata).

        Liked by 1 persona

  6. Chissà perchè nessuno si accorge che il simbolo triangolare è quello degli Illuminati! Setta satanica per eccellenza… certo è Satana adesso il padrone del mondo…
    Ma sia lode al Dio altissimo, il vero Re, che abbiamo schifato, cancellato, eliminato dal mondo. Torna Presto Signore!

    Mi piace

  7. Pingback: Lettura & scrittura, bilancio 2014 | Salvatore Anfuso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: