Dieci libri che non ho mai finito di leggere


Libri noiosi

…quando le braccia cascano a pagina 60

Sono un lettore e come tale ogni tanto mi capita di leggere libri che accendono stelle in celo e ogni tanto di leggere libri che le stelle le fanno cadere giù. Non solo quelle… Lo sappiamo, ci sono libri indimenticabili, ognuno ha i propri, e libri che anche sforzandoti non riesci proprio a dimenticare.

Questi ultimi sono quelli che ti segnano di più. Le brutte esperienze si ricordano sempre più a lungo di quelle belle. Spesso questi libri, alcuni dei quali perfino famigerati, non si riesce neanche a finirli, nonostante gli sforzi. Vediamo quali sono i miei dieci libri che non ho mai finito di leggere?

01 Doctor Sleep

Il Doctor King è sempre al primo posto nelle classifiche, quindi anche questa volta gli lascerò il primato. L’ha scritto lui o qualcun’altro? La firma è la sua, lo stile gli assomiglia vagamente, ma la distanza con altre opere di successo è molta. Non so rispondere, forse non importa nemmeno. La firma in calce è la sua, quindi posso tranquillamente affermare che ha scritto un pessimo libro. Non sono riuscito a superare la metà e mi sono sforzato per arrivare fino lì. Lo riprenderò in mano per finirlo? No, credo di no.

02 Cent’anni di solitudine

Gabriel Garcia Marquez, il padre del realismo magico, non mi convince. Non sono nessuno per denigrare un premio Nobel. Non solo, ma uno scrittore che, si dice, abbia scritto il più significativo libro della letteratura del Novecento: Cent’anni di solitudine. Non è questo il mio intento comunque. Rimane il fatto che non sono riuscito a superare pagina 60. Posso assicurare di essermi sforzato parecchio per arrivare fino lì. Non c’è stato nulla da fare. Evidentemente il realismo magico non fa per me. Ci riproverò? Un giorno sì, credo. Solo perché è considerato un classico e va letto. La lettura dei classici, ha detto qualcuno, è più studio che intrattenimento.

03 I racconti di Lovecraft

Mi hanno sempre ispirato un sacco. Ho l’intera collezione. Ho iniziato a leggerli tutti, tutti! Ma Lovecraft scrive davvero male, secondo me. Non sono mai riuscito a finirne uno. Con quelli che mi ispiravano di più andavo avanti saltando le pagine pur di arrivare alla fine… Un vero peccato, perché questo autore è un dannatissimo genio. Ma il suo stile è distante anni luce da me. Non ce la faccio, ahimè. Lo rileggerò? Ogni dieci anni ci riprovo, ogni volta lascio perdere…

04 L’isola del giorno prima

Di Umberto Eco ho apprezzato immensamente Il nome della rosa, benché non sia un testo da intrattenimento. È più complicato di quanto faccia immaginare il film, ma bello, proprio un’opera che ha meritato il successo. Non L’isola del giorno prima invece. Siamo proprio agli antipodi. Lo ricordo con noia e fatica. Non ricordo a che pagina fossi arrivato, avevo una ventina d’anni, ma ricordo che l’ho ripreso più volte. Ci riproverò ancora? No, credo di no.

05 1Q84

Di Haruki Murakami si parla un gran bene, quest’anno poi ha pure sfiorato il Nobel. Il suo 1Q84 però, non sono ancora riuscito a finirlo. L’ho cominciato l’anno scorso ed è lì. Ogni tanto avanzo di qualche pagina, ma non so proprio se né quando lo finirò. Non vale la pena ricominciarlo ogni volta, la storia non è affatto complicata da ricordare, inoltre mi passa per le mani abbastanza frequentemente, ma c’è qualcosa che mi frena nel prenderlo e finirlo con decisione, una volta per tutte. Lo finirò prima o poi? Sì, credo di sì. Perché è un autore troppo in voga per non farlo. Vedete la forza del marketing?

06 Il Silmarillion

Di Tolkien ho letto Il signore degli anelli e Lo hobbit, ma con Il silmarillion non c’è stato nulla da fare. Non ricordo a che pagina mi fossi fermato, ma non me ne pento. Già avevo faticato parecchio con il signore degli anelli – alcune parti andavano tagliate, punto! – non ho intenzione di sforzarmi anche con il silmarillion. Lo riprenderò in mano? No.

07 Il trono di spade

Evidentemente la fantasy non fa per me, ma con Martin non c’è stato proprio nulla da fare, non sono riuscito a finire nemmeno il primo libro. Eppure se ne parla un gran bene… Peccato. L’ho ripreso in mano già due volte. Forse ce ne sarà una terza, ma oltre il terzo tentativo non vado. È una regola che mi sono imposto.

08 L’amante di lady Chatterley

Lawrence è un narratore con i fiocchi, lo devo ammettere. Il suo stile è eccellente e scorre come un ruscello: limpido e vigoroso. Il problema è che la narrativa di inizio novecento, soprattutto del suo tipo, è proprio distante anni luce ormai. Faccio fatica, mi annoio. Questa è la seconda volta che lo riprendo in mano e mi sono fermato a pagina 45. Cercherò di finirlo, perché l’autore mi ispira molto. Quello che non mi ispira è la storia. Peccato…

09 Lolita

Anche di Vladimir Nabokov si parla un gran bene e con qualche ragione, certo. Il problema, l’idea che mi sono fatto, è che quando si esalta qualche autore lo si faccia più che altro per lo stile e la capacità narrativa che per la storia che racconta. A me Lolita non dice proprio un bel nulla. Non mi emoziona né mi eccita. Non ricordo a che pagina mi sono fermato, ma non credo di aver superato il centinaio. Che dite, devo dargli una seconda opportunità?

10 I racconti di Hemingway

Di Hemingway ho letto tutti i romanzi, avevo 17/19 anni. Poi, arrivato ai racconti, non ce l’ho più fatta, mi sono dovuto fermare. Avevo raggiunto il pieno. Era finita un epoca e un gusto. Oggi non lo rileggerei più, quindi non credo che riprenderò in mano la sua raccolta di racconti.

Con questa lista sono riuscito a farmi odiare da tutti. Ne seguiranno altre… Voi, quali sono i libri che non siete riusciti a portare a termine?

12 Comments on “Dieci libri che non ho mai finito di leggere

  1. Io amo il Fantasy, ma Martin non sono riuscita a leggerlo tutto nemmeno io! 😀 E dire che, contagiata dall’entusiasmo di chi me lo aveva consigliato, avevo comprato in blocco tutti i romanzi pubblicati. Questo succedeva un paio di anni fa. Ora sono impacchettati negli scatoloni che non ho aperto dall’ultimo trasloco ^^ Nemmeno la serie TV riesco a guardare *sbadiglia*
    Ho abbandonato anche il Silmarillion. Tolkien mi è sempre piaciuto, ma solo se penso a LOTR.
    Invece con Lovecraft ho un rapporto di amore/odio. Venero la sua fantasia sfrenata e morbosa, adoro la sua *allegra* combriccola di dei folli, crudeli, mostruosi, innominabili, inimmaginabili, ecc… ^^ E mi piacciono moltissimo anche alcuni suoi racconti: quasi tutti quelli di Randolph Carter e, su tutti, “L’orrore di Dunwich” – a cui devo moltissimo, come idee e preferenze scrittorie. Poi, però, capita quel racconto che è al 90% una sfilza di aggettivi e il resto un ammasso di paroloni, il tutto combinato in periodi che sembrano infiniti, e penso che – piuttosto – preferirei vedere sul serio il Sommo Cthulhu sorgere dal mare e addio mondo 🙂

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    • Anche a me piacciono di più i racconti che riguardano Carter, forse sono i più completi.
      Per quanto riguarda Martin, qualcuno mi ha detto che finché il traduttore è stato Altieri si riusciva a leggere con piacere, ma da quando hanno cambiato il traduttore le cose sono notevolmente peggiorate. Non so se sia vero, non sono così esperto, ma la fonte è attendibile.

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  2. Io cerco di finire anche i libri che non mi piacciono perché da scrittrice penso sia importante capire cosa ci sia di sbagliato, nonché avere una visione globale dei pregi e dei difetti di una determinata opera. Anche per questo motivo ho difficoltà a ricordare libri “mollati” a metà, se non prima. Il più recente che mi viene in mente si chiama Come Una Bomba a Mano Sul Cuore, di Marco Cubeddu (o qualcosa del genere), un ragazzo che promette bene ma che, a mio avviso, deve ancora trovare la propria strada. Il personaggio principale è un Gary Stu che lo rispecchia completamente, ma credo di essermi inchiodata sul “noi cresciuti negli anni 90 che….” eccetera eccetera. Hai presente quegli amarcord che girano su facebook? Ecco: copia-incolla 🙂
    Ora sto leggendo Un piccolo gesto crudele di Elizabeth George. 700 pagine di noia pura. Me ne mancano un centinaio. Voglio finirlo. Poi credo che ne parlerò sul blog.

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    • Sei massiccia Chiara, un dannato mastino dei libri. Che segno zodiacale sei? 🙂

      Io non riesco a costringermi. Sono un gemelli, ho bisogno di svago ed emozione 25 ore al giorno! 😉 La leggerezza del vivere…

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  3. Il Silmarillion non è entusiasmante, soprattutto se letto dopo il Signore degli Anelli (che per me è un amico e non un libro… ma qualche sforbiciata se la meriterebbe, se non altro per giusto rispetto al gusto moderno). 1Q84 mi è piaciuto molto. Martin me lo sono cuccato tutto a parte l’ultimo libro, che è lì che aspetta da un po’. Trovo Martin molto bravo nel costruire il suo mondo, un maestro; ma il suo modo di concepire la storia mi disturba: prima o poi muoiono tutti, i personaggi che hai odiato e quelli cui ti sei affezionato, come se non ci fosse alcun significato finale. “Ma nella realtà è proprio così!”, dice qualcuno. Ammesso e non concesso che sia vero, rispondo con delicatezza: chissenefrega. Se quello che cerco è la casualità, non mi metto certo a leggere un libro.
    Non posso dirti quali libri non ho finito, perché li dimentico all’istante. A rischio, al momento, ho un romanzo d’avventura per adolescenti che l’autore ha riempito di descrizioni con tanto di marche e modelli; in pratica non è capace di nominare un oggetto senza scriverne il libretto d’istruzioni. E’ un autore di successo negli U.S.A., mica l’ultimo arrivato. Il penultimo.

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    • Martin arriva dalle soap opere americane, scrive come scriverebbe Grey’s Anatomy: con la consapevolezza che prima o poi i personaggi vogliono andare a recitare in qualche altra storia… 😉

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  4. Cent’anni di solitudine mi sono imposto di finirlo, ma è uno dei romanzi più noiosi che abbia letto.

    Lovecraft ho iniziato a leggerlo per la seconda volta, non me lo toccare 😀
    A me il suo stile piace moltissimo.

    1Q84 letto e apprezzato, seppur con qualche critica.

    Il Silmarillion non è un libro facile, è come leggere la Bibbia. Letto oltre 20 anni fa.

    Il trono di spade: molto bello, a me piace Martin e ho letto i primi 4 romanzi. Divorati.

    Hemingway: ho detestato Il vecchio e il mare, altra noia, e non leggerò altro di lui.

    Io non ho finito Guida galattica per autostoppisti o come si chiama, abbandonato dopo 20 pagine, non capivo di che parlava e mi annoiavo. Poi Moby Dick, dopo 50 pagine di noia.
    Jonathan Strange & il signor Norrell: lasciato la prima volta dopo più di 300 pagine e la seconda dopo circa 250. Ma lo riprenderò per la terza volta.

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  5. Davvero ti piace lo stile di Lovecraft? Io di lui amo tutto tranne proprio lo stile, purtroppo. Peccato, perché lo divorerei, ma non riesco a leggerlo.

    Pensa che Hemingway ha vinto il Nobel proprio grazie a: “Il vecchio e il mare”. Il resto della sua produzione, però, ti potrebbe piacere, soprattutto: “Per chi suona la campana” e “Addio alle armi”.

    Guida Galattica non l’ho finito nemmeno io, però non mi è venuto in mente quando ho scritto l’articolo… 😛

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    • Lo so che ha vinto il Nobel e non riesco proprio a capire che abbia quel romanzo di così particolare. Riguardo agli altri suoi libri non so, credo di essere troppo influenzato dal giudizio che ho ora.

      Sì, di Lovecraft mi piace molto quello stile antico ed evocativo 😀

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