lettrice 2014

…ma sempre a piagne’ state!

Il 15 gennaio scorso, l’ISTAT (istituto nazionale di statistica), ha pubblicato il solito report annuale sulla produzione e lettura di libri in Italia. L’attimo subito successivo alla messa in web di questo pamphlet, editoriali giornalistici delle più svariate testate nazionali e regionali hanno pubblicato i soliti titoloni del tipo: “L’Italia non è un paese per lettori” (parafrasando involontariamente McCarthy), oppure “In Italia si legge sempre meno” o, ancora, “Nuovo trend negativo”, manco stessimo parlando di quotazioni azionarie.

«Ma sempre a piange’ stanno questi?».

«Vecchio, cerchiamo di mantenere la calma!».

«Ma carma er cazzo, c’hanno rotto li cojoni».

«Vecchio, t’è uscito un leggero accento romanaccio questa volta…».

«So’ stato in vacanza ar Campo de’ Fiori…».

«Come mai?».

«Pensavo se trattasse de un parco nazionale, c’hanno portato coi purman sabbato scorso, envece ce stavano ‘e bancarelle!».

Stendendo un velo pietoso sulle condizioni mentali dei vecchi nel bel paese, in particolare la carogna fuggita dalla pensione/lager che mi si è appioppata addosso su questo blog, proviamo per un attimo ad analizzare i dati dell’ISTAT.


terza persona narrante

…quando narrare è oggettivo, soggettivo o onnisciente

«Psh. Ragazzo, tocca a me?»

«No, ancora no, vecchio mio».

Cari followers, ben ritrovati. Siamo giunti al terzo appuntamento con il punto di vista in narrativa, vale a dire: con quali occhi narrerò la mia storia? Nel precedente articolo abbiamo visto le principali differenze fra la prima e la terza persona narrante. In questo, invece, proverò ad approfondire i diversi aspetti di quest’ultima; ce ne sono sostanzialmente tre:

  • narratore onnisciente;
  • terza persona limitata soggettiva;
  • terza persona limitata oggettiva.

Ritengo che il modo migliore per illustrare queste tipologie sia di lasciarsi alle spalle le asettiche chiacchiere da manuale e utilizzare degli esempi pratici. Nel precedente articolo alcuni lettori, nei commenti, si sono divertiti a inserire dei brani scritti ad hoc,  riprendendo e ampliando il mio esempio. L’hanno fatto senza che glielo chiedessi, ma dando vita a due validissimi brani. Per aiutarmi con questo articolo allora, e anche per premiare la loro iniziativa, utilizzerò i loro.


stupratore seriale

…quando il sesso sfocia in violenza

In un mondo giusto: un uomo incontra una donna, se ne innamora, la corteggia, ci esce insieme e, alla fine, i due, si ritrovano stesi su uno squallido materasso dozzinale, simile a molti altri, a far cigolare le molle. Il rumore, nel silenzio generale, si protrae per pochi minuti. La luce resta sempre spenta. Quando il cigolio si quieta, la donna, insoddisfatta, mente sulla prestazione dell’uomo. L’uomo, pensando di essere Dio sceso in terra, ronfa con orgoglio.

Diciamocelo: Adamo ed Eva hanno messo al mondo un’umanità priva di midollo spinale. Siamo la brutta favola che nessun bambino vorrebbe mai leggere. La sitcom che non finisce mai in onda sui teleschermi. Per fortuna, a risollevare le nostre sorti, esistono loro, gli: stupratori.

Ok, detto così può sembrare bieco e un tantino cinico, lo ammetto. Peggio: può quasi sembrare che suggerisca ai lettori di diventare essi stessi dei violentatori, o quando meno di portare loro ammirazione. Nulla di più falso. Lo scopo di questo articolo, tuttavia, è di spingervi a guardare il demone dritto negli occhi. Il demone in questione, cari followers, siete proprio voi.