Socing, bipensiero e neolingua
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Le spire del complottismo
«Nell’intero corso del tempo, forse a partire dalla fine del Neolitico, sono esistiti al mondo tre tipi di persone: gli Alti, i Medi e i Bassi». – Emmanuel Goldstein
Ricorderete certamente l’incipit di uno dei più famosi libri della teoria del complotto: Teoria e prassi del collettivismo oligarchico, di Emmanuel Goldstein. Ne parleremo meglio dopo. Per il momento voglio concentrarmi su altri due autori: George Orwell e David Icke. Nel suo celebre 1984, George Orwell ci presenta un mondo diviso in tre superpotenze continentali che si distinguono fra loro più dal nome e dai colori della bandiera che dai contenuti e dai mezzi di coercizione adottati per inibire le libertà individuali. Per spiegare i pericoli verso cui un mondo impazzito come il nostro potrebbe marciate in futuro, Orwell adopera tre parole: socing, bipensiero e neolingua.
Cos’è il socing? Secondo Orwell è una dottrina politico-sociale attraverso la quale si nega l’uguaglianza fra gli individui, si promuove un’organizzazione della società rigidamente piramidale e si annulla qualsiasi forma di libero pensiero. Sempre secondo Orwell, il socing è la naturale evoluzione del socialismo e di ogni movimento intellettuale e politico di sinistra. Il mondo, diceva Orwell nel 1949 – data di pubblicazione del romanzo, va verso una divisione geopolitica in tre superpotenze: l’Oceania, l’Eurasia e l’Eustasia. Tre continenti che si combattono senza prevalere mai, in una perenne guerra di confine, con risvolti a volte fortunati altre sfortunati, perché in fondo: «La guerra è pace».




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