Come ci ricorda Luca Serianni nel suo fondamentale saggio Prima lezione di grammatica, la coppia egli /ella, per molto tempo caldeggiata e preferita dall’intellighenzia tradizionale in riferimento a persona, è oggi in forte declino; ad essa si contrappone con crescente fortuna, per la stessa funzione, la coppia lui / lei.


Talvolta, all’io e al tu, si preferiscono le forme «oblique» me e te, anche in funzione di soggetto.


Dal latino pronōmen [parte del discorso], che si colloca al posto di un nome, nella sintassi della frase il pronome fa le veci del sostantivo, eguagliandolo in genere e numero. Esso è una parte importante del discorso; se ben giostrato, è uno di quei coesivi che permettono di articolare frasi complesse in modo semplice e chiaro. Essere bravi a gestire i coesivi significa saper padroneggiare pienamente, da professionisti la propria lingua. Quindi su di loro mi dilungherò un po’ di più.


I numerali sono una parte del discorso atta a indicare una quantità, un rapporto, un valore numerico. Per semplicità si è soliti dividerli in gruppi: cardinali, ordinali, frazionari, moltiplicativi, sostantivi e aggettivi numerativi, distributivi. Vediamoli uno alla volta.


La grammatica italiana si è data tre gradi per indicare la diversa intensità o quantità di un aggettivo: positivo, comparativo e superlativo…