Editoriale 2017


Editoriale 2017

2017

Un nuovo anno davanti

Comincia per questo blog il terzo anno di vita. Se il primo in genere presenta delle difficoltà per via dell’esordio e il secondo ancora di più perché dopo un buon inizio ci si aspetta sempre grandi cose, come sarà questo terzo anno? Soprattutto: come ci arrivo io?

Il blog è un successo: perennemente in crescita di visite e di contatti. Con la scrittura ho cominciato a guadagnare fin da subito, vendendo racconti al Gruppo Editoriale Mondadori; e anche questo lo possiamo definire un successo. La mia scrittura è ormai, almeno per me, maturata fino a livelli soddisfacenti: credo che anche questo, infine, lo si possa considerare un successo. È proprio vero quel detto che recita: Si ottiene sempre quel che non si cerca. Uno dei motivi per cui ho tenuto aperto un blog così a lungo e con tanto impegno era l’allenamento che ne derivava per la mia scrittura. Il blog è il mio manifesto artistico sulla rete; un manifesto liquido, che si evolve e vive di vita propria anche grazie a voi. Maneggiare bene la scrittura mi serve per raccontare con efficacia quelle cose che più di tutte mi stanno a cuore. È questa, semmai, la vera sfida: capire quali sono le cose che fanno girare il tuo mondo. Questo terzo anno, per tutti questi motivi, comincia quindi decisamente in salita.

Ammetto di sentire un po’ di fiacca. Raggiungere altri traguardi che non siano legati unicamente alla crescita di visite, non credo sia possibile con questo solo strumento. Inoltre se ho faticato tanto per imparare a gestire bene la mia scrittura, era per farne qualcosa che non fosse solo tenere aggiornato un blog. Mentre scrivo queste parole guardo la mia agenda: identica a quelle su cui l’anno scorso e l’anno prima ancora programmavo la pubblicazione degli articoli: ci sono una marea di pagine bianche, tutte da riempire. Manca però lo stimolo a farlo. … e la domanda che continua ad assillarmi è se riuscirò a tenere lo stesso ritmo di tre pubblicazioni a settimana. Ne vale ancora la pena?

Poi penso che la rubrica del lunedì sulla grammatica non è ancora conclusa, e che da dire ce n’è ancora molto; penso che i post del mercoledì, in cui parlavo un po’ di scrittura creativa un po’ della mia visione delle cose, mi mancherebbero immensamente se smettessi di scriverli. Il venerdì… sarò sincero: il venerdì è un problema. Lo è perché non ho più tanta voglia di scrivere racconti da pubblicare qui o sulle riviste; lo è perché stare dietro ai guest post, anche se a scriverli è qualcun altro, è sempre un bell’impegno; lo è perché, nonostante i racconti e i guest post, riempire quattro giorni al mese richiede idee ed energie. Eppure è un appuntamento ormai assodato che mi dispiacerebbe abbandonare.

Oltre tutto c’è pur sempre l’ombra del romanzo, che si fa più densa e viscosa ogni minuto che passa. Era questa la meta, giusto? Prima o poi dovrò mettere da parte le mie riserve, smetterla di giocare «allo scrittore» (come mi disse qualcuno) e darmi da fare sul serio. Forse è arrivato il momento…

Giocare. Pare una contraddizione. Proprio come questo post. Eppure più ci penso, più mi convinco che la scrittura non sia una cosa seria. Forse sono io a non essere un uomo serio, ma sono abbastanza sicuro del fatto che nella mia vita la scrittura occupi una casella ben precisa: il gioco, appunto. Scrivo perché mi diverte farlo. Tengo aperto un blog perché è divertente interagire con altre persone su argomenti e interessi comuni. Perfino il mio “lavoro” con quelli della rivista è più un gioco che una cosa seriosa. Le cose di cui mi importa sono altre, stanno più in profondità.

Alcuni già lo sanno, molti altri ancora no: da agosto un grosso progetto mi ha tenuto impegnato fino a ora. Un progetto che spero porterà qualche novità a partire dalla seconda metà di questo primo semestre. Se le cose vanno come spero che vadano, l’idea di scrivere un romanzo sarà meno fumosa e molto più concreta. Ho maturato il mio immaginario e il mio stile, grazie a questo progetto. Adesso so di cosa voglio parlare, e come farlo. Ho anche trovato la mia lettrice Alfa — ricordate il racconto? — che ha già affiancato Beta. Insomma, le carte sono state distribuite: si tratta solo di cominciare a giocare. E questa sì, che è una cosa seria.

Strano come le parole cambino di significato a seconda di come le si usa…

Non voglio e non posso anticiparvi nulla – e me ne scuso – ma se potete, incrociate le dita per me come io faccio sempre per voi. Anche se lo confesso molto poco, sono soddisfatto dei risultati che i miei lettori più attivi hanno raggiunto l’anno scorso. Sono orgoglioso di voi, di tutti voi. Nel mio piccolo spero di non essere proprio io a rappresentare una delusione.

Via, facciamoci questo comune in bocca al lupo per l’anno che verrà: che i nostri progetti si concretizzino, portando con sé grandi risultati.

Buon 2017, cari follower.

 

35 Comments on “Editoriale 2017

    • John Beluschi è un mito; un mito finito male. La frase dovrebbe essere: «Se sei capace, fallo fin da subito: perché aspettare?». Ma visto che in giro ce ne sono un sacco di inetti perditempo come il sottoscritto, allora la frase di John è in effetti una bella frase. Ma siamo qui per imparare, giusto? 😉 😛

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      • Io non la intendo così la frase. Anche perchè è inserita in un diverso contesto: “Cosa? È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi. È forse finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbour? Col ca**o che è finita! E qui non finisce, perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.”
        E’ quindi un “non aver paura, vai avanti dritto!” E’ di fatto un In bocca al lupo! 😉

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  1. Non so perché ma prepotentemente la canzone Avrai (di Baglioni) mi è suonata in testa.
    Tre impegni alla settimana sono tosti a cui tenere fede, ma anche il resto che ti sei posto, quindi tengo le dita incrociate perché tra le cose che non sveli sta il meglio. Inizia con buoni propositi il 2017 e questa è una bandiera da far sventolare alta.

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  2. Viva il lupo per tutti!
    Ma da dove arriva tutta questa insicurezza? Hai in mente la tua strada, ma nessuno ti vieta di cambiare direzione se ne hai voglia o sei stanco. Successi e fallimenti continueranno ad alternarsi, è naturale. Stai sereno 🙂

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  3. Il terzo anno è sempre il più difficile
    nella carriera di un blogger scrittore
    😛
    E così in questo 2017 torno anche a commentare 😉
    Buon Anno!

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  4. Leggere questo post mi ha fatto ricordare i miei viaggi in mare aperto. Un po’ come apprendere dal bollettino meteo mare, proprio mentre ti appresti a una traversata, che per un po’ non ci saranno tempeste, venti sfavorevoli o mare grosso, ma solo sole, sole e ..vento. Insomma, ho una sensazione positiva.
    Le piccole delusioni sono da valutare nel contesto generale di una strada imboccata bene e percorsa ancora meglio.
    Io ho avuto molte difficoltà con i miei blog quest’anno, ma i progetti che sono stata capace di immaginare prima e realizzare poi sono di gran lunga capaci di ristabilire il sereno. E scrivo, perché si, scrivere sarà anche un gioco ma soprattutto un impegno serio in primo luogo verso noi stessi e poi verso chi ci legge, tanti o pochi che siano.
    Incrocio le dita per te e per tutti i lettori del blog.

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    • Anche in mare capitano momenti di bonaccia. Questo, per me, potrebbe essere uno di quelli. E anche vero che il blog è la mia voce sul web: non credo che me ne starò zitto. 🙂

      Però guardando a quello che voglio fare, ci sono cose più importanti del blog. Vedremo…

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  5. Amo il racconto delle Consultazioni. Lo amavo prima e lo amo di più adesso (dovresti tenere bene a mente l’ironia, a proposito. Ti riesce meravigliosamente).
    L’immaginario è tutto (l’ho scritto pure io, prima di leggere questo post. Ora sembrerà che ti ho copiato! :)), vai a viverci dentro e lascialo crescere.

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  6. Tre post a settimana sono tantissimi.
    Io ne scrivevo uno a settimana all’inizio e mi sembrava una missione impossibile.

    Incrocio le dita per i tuoi progetti, anche se sono una curiosa patologica, hai solleticato non poco la mia fantasia e vorrei iniziare a farti domande a trabocchetto per capire cosa bolle in pentola.

    Complimenti per essere arrivato al terzo anno proponendo contenuti di qualità, che stimolano il dibattito e la riflessione. 🙂

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  7. Allora viva il lupo, che tu raggiunga il traguardo che ti sei prefissato! Tre post a settimana sono parecchio impegnativi, comunque anche in caso di riduzione dei tuoi post ti leggerei lo stesso…

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  8. Intanto, ricambio gli auguri :).
    In secondo luogo, mi è tornata in mente quella famosa frase di Aristotele che qui calza a pennello e hai praticamente citato: “Il gioco è puerile ma il fatto di giocare è una cosa seria”. Direi che il miglior augurio in questo contesto è di continuare a giocare a lungo, sempre divertendosi: le regole, come ho potuto constatare in tante chiacchierate, non ti sono per nulla estranee, quindi ora bisogna solo avere buone carte in mano.

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  9. Io, più che mai, voglio giocare con la scrittura. Voglio che la scrittura sia un momento mio, di sfogo mentale, otium in senso latino, persino fuga se serve. Il fatto è che, da accanita giocatrice di ruolo, sono serissima quando gioco. E oltre tutto odio perdere…
    Buon 2017 a tutti!

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  10. Pingback: Argomento Mensile: Intenti 2017 | Circolo16

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