Un nuovo anno


 

New year 2014, 2015, 2016, 2017

Editoriale

Il 2015 è stato un anno duro, ricco anche di soddisfazioni, ma tutto in salita. Ne ho già parlato, credo, la settimana scorsa: una convivenza finita (bene), un lavoro che non ha più molto da offrire, un corso di narrazione con Giulio Mozzi… un anno duro. Dicono che la discesa segua sempre una salita. Staremo a vedere. Per il momento sono felice che si sia chiuso un anno e se ne sia aperto un altro.

Come sarà il mio 2016? Non ne ho idea. Credo che le tensioni in ufficio siano destinate a salire, come credo sia normale, quando un lavoro inizia a starti un po’ stretto, pensare di cambiare. In fondo quei jeans che un tempo calzavano a pennello ci fanno imbestialire se poi tendono a non abbottonarsi… Ma con un lavoro è diverso: se sta stretto è perché nel frattempo sei cresciuto, maturato, migliorato. Qualcosa di positivo insomma.

Vorrei continuare a coltivare la strada dei racconti con Mondadori e pian piano creare nuove opportunità anche con altre riviste. Mi sembra una via che possa portare buoni frutti, non solo per fare curriculum letterario, per farsi conoscere dalle lettrici, per imparare a rapportarsi con il mondo dell’editoria; anche per coltivare una passione che migliora se stessa a ogni nuovo tassello.

Il blog mi ha dato grandi soddisfazioni. Ho conosciuto tutti voi; mi sono confrontato con voi. Leggermi con costanza è un lavoro, farlo non è affatto scontato: i miei ringraziamenti più sinceri. Continuerò a ripassare con voi la grammatica (tutti i lunedì), a perdermi in chiacchierate sulla scrittura creativa (tutti i mercoledì) e… be’, per il venerdì, al posto dei racconti, ci inventeremo qualcosa. Magari vi andrebbe di veder pubblicato su questo blog qualche vostro pensiero, nella forma del guest post.

Infine, dopo quasi sei mesi di ragionamenti, sto cominciando a lavorare al mio primo romanzo. Lavorarci non significa scrivere; significa raccoglie materiale, trasformare un’idea astratta in qualcosa di concreto, predisporre il lavoro affinché, quando a scrivere si comincia sul serio, tutto sia pronto. Questo sarà un anno fondamentale. Non credo che ne stenderò la prima parola già nel 2016, ma ho alcune letture importanti che mi aspettano (circa una ventina), delle storie da abbozzare (esattamente dodici), dei personaggi da delineare (circa trentasei), prima di essere pronto. Soprattutto devo ancora meditare sulla struttura sinfonica che ho in mente di dargli. No, non sarà una raccolta di racconti, ma un romanzo vero e proprio anche se diverso dal solito e per questo ambizioso. Qualche amico mi sta aiutando: Alessio Montagner e Davide Grillo sono tra questi.

Insomma, quello che comincia oggi sarà un anno di lavoro intenso ma fondamentale. Spero di poterlo percorrere in vostra compagnia.

GRAZIE DI CUORE E BUON 2016

20 Comments on “Un nuovo anno

  1. Voi scrittori siete più metodici di noi ingegneri 😀
    Gli auguri li ho già fatti…
    Ecco, nel frattempo fra i botti mi sono venute un paio di ideuzze, le devo verificre, poi ti faccio sapere 😉

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    • Gli scrittori affamati sono peggio degli schiacciasassi, poi con l’età e il successo diventano lenti e grassi… XD

      P.S. grande Grilloz, sempre concentrato sugli obbiettivi! 😉

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  2. Il mio piacere di incrociarti il 1° gennaio 2016 lo devo a Grazia Gironella: grazie! A te, a noi, auguri per i progetti in cantiere, per quelli che ancora stanno germogliando in noi, complimenti per la tua energia! Grazie, Salvatore!
    PS. Negli anni Novanta del secolo scorso mi sono fatta ben un anno in Mondadori a Confidenze 🙂

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    • Ciao Gloria, il piacere è mio. Benvenuta nel mio blog. Avevo già adocchiato qualche tuo commento sul blog di Grazia. 🙂

      Com’era Confidenze negli anni novanta? Come mai solo un anno?

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      • Ciao, Salvatore, solo un anno perché ho fatto una sostituzione di maternità: è stato il mio primo contratto giornalistico. Confidenze è stata un’esperienza avvincente perché mi ha consentito di pensare a me e a mia figlia dal punto di vista economico nelle fasi cruciali di una separazione difficile, tanto più con bimba piccola. Poi, è stata una scuola professionale importante perché ho iniziato a lavorare in redazione dopo anni di libera professione. E, come tutti i giornali, luoghi di equilibri, di poteri e gerarchie, anche Confidenze aveva le sue regole. Ho imparato presto a rispettarle e a farmi rispettare 🙂

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      • Sul significato e sull’origine dell’augurio In bocca al lupo ci sono diverse e contrastanti opinioni. A quella più diffusa, e persino accreditata dall’accademia della crusca, che si appoggia sull’idea di un utilizzo apotropaico e persino scaramantico di tale formula nella constatazione della crudeltà del lupo, si contrappone l’immagine secondo la quale la lupa trasporta i propri cuccioli in bocca nel tentativo proteggerli dai pericoli esterni. Dire In bocca al lupo sarebbe quindi un bellissimo augurio nella speranza di essere protetto dai pericoli tanto quanto la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca. A questo augurio pertanto si dovrebbe rispondere “viva il lupo”, anziché “crepi”.
        Non so se questa ricostruzione sia attendibile o meno. Ma a me piace interpretarla così. Per cui Viva il lupo!!

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  3. Fai bene a continuare la collaborazione con la rivista.
    Come trovi quelle che pubblicano racconti?
    Auguri per il romanzo, allora – ma non ne stavi già scrivendo uno? – e buon 2016 🙂

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    • Andando in edicola… 😉
      Sì, ne ho iniziati diversi in questi anni, ma non erano romanzi importanti. Quello su cui sto “riflettendo”, invece, lo è. Almeno spero. Buon anno Daniele. 🙂

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