Libri a Natale

Fingiamo di avere a nostra disposizione una biblioteca contenente un milione (1.000.000) di romanzi e di voler scegliere fra essi solo i migliori: quale strategia adotteremmo per focalizzare il nostro tempo?

Il problema della scelta

Se fossimo lettori accaniti e avessimo tempo a disposizione, quindi senza le preoccupazioni che la quotidianità ci mette davanti (lavoro, affitto, partner, figli, ecc.), potremmo stimare come plausibile un ritmo di 120 libri l’anno? Intendo: letti sul serio; quindi nessuna tecnica di lettura veloce da sfruttare a nostro vantaggio. Libri letti per il piacere di leggere e anche come forma di arricchimento personale. Centoventi libri all’anno significano una media di dieci libri al mese, senza pause. Fingiamo di poter campare cento anni e di aver iniziato a leggere all’età di zero anni: dei piccoli geni. Io non sono bravo in matematica ma… il calcolo è semplice: 120 x 100 = 12.000 libri. Una porzione davvero piccola rispetto alla vastità della nostra biblioteca.

La stima vi sembra inadatta? Pensate che uno che non debba far altro tutto il giorno possa leggerne di più? Ok, vi assecondo: raddoppiamo? triplichiamo quella cifra? Trecentosessanta (360) libri letti all’anno – praticamente un libro al giorno – vi sembra una stima più assennata? Anche fosse così, la porzione di quella biblioteca che riusciremmo a leggere è davvero modesta.

Ora, quanti libri sono stati pubblicati al mondo e in ogni epoca?

È plausibile, secondo voi, ritenere che se prendessimo in considerazione tutti i romanzi (e parlo solo dei romanzi) scritti e pubblicati in ogni epoca e in ogni parte del mondo supereremmo di molto la cifra di un milione? Come sospettavo: è più che probabile.

Dunque, abbiamo un problema: siamo lettori accaniti dal palato raffinato; siamo coscienti che non potremmo mai leggere tutti i libri scritti e pubblicati fino ad ora; vorremmo, per cui, concentrare le nostre energie solo sui più belli, i più riusciti, i più meritevoli romanzi tra quelli a nostra disposizione. Il problema è: come facciamo a sceglierli?

Se fossimo soli davanti alla nostra biblioteca, l’unico modo sarebbe quello di procedere a tentoni; cioè di prendere dei romanzi a caso, leggerli e decidere se ci sono piaciuti o meno; consapevoli del fatto che non potremmo mai leggerli tutti e che quindi una parte importante di quei romanzi, di quelle possibilità che la biblioteca rappresenta, ce la stiamo perdendo. Non solo, in fin di vita, al termine della nostra esistenza, non potremmo neanche avere la certezza di aver tralasciato le letture migliori per mancanza di tempo o di averle effettivamente lette nella piccola porzione che siamo riusciti a divorare.

Ma per fortuna non siamo soli al mondo.

Ci sono persone attorno a noi e persone che sono venute prima di noi. Fingiamo dunque di avere un amico anzianotto. Un amico che è, o è stato, professore di letteratura all’università. Un amico che è anche autorevole quindi nella materia che stiamo affrontando. Ci rivolgiamo a lui chiedendogli consiglio. Quali libri, gli chiederemmo, fra la vastità a nostra disposizione, è opportuno leggere nel poco tempo (si fa per dire) a nostra disposizione?

Qualsiasi risposta ci darà, avremo la certezza di due cose solamente:

  1. Neanche lui è stato in grado di leggerli tutti: quindi la sua esperienza in materia è quantomeno indiretta.
  2. Il suo giudizio è frutto dei gusti personali, culturali, generazionali, e via dicendo: per cui non sono affidabili in senso assoluto.

Il problema dei classici

Tizio è un ignorante. Gli capita tra le mani il Poema di Caio. Gli sarebbe potuto capitare in sorte la Divina Commedia di Dante ma… no, per le mani gli è capitato il Poema di Caio. Lo legge e, poiché non ha la possibilità di confrontarlo con altri, gli piace. Potrebbe anche non piacergli, in fondo se è ignorante (in quanto ignora) è plausibile che leggere non gli piaccia. Ma facciamo finta che sia ignorante per motivi diversi, ad esempio perché non esiste internet, o la scuola pubblica, o una biblioteca facilmente raggiungibile… Legge, dunque, il Poema di Caio e gli piace. Andrà in giro a dire a chiunque incontra – quindi un tipo anche molesto oltre che ignorante – che il Poema di Caio è davvero un bel poema. Fingiamo che incontri solo gente che non abbia letto e che incuriosita vada a leggersi proprio quel poema lì. Avrebbero potuto scegliere la Divina Commedia di Dante… e invece no! gli è capitato il Poema di Caio. Lo leggeranno e, non avendo la possibilità di confrontarlo con altri poemi, quel poema lì piacerà loro moltissimo. Potrebbe anche non piacergli, per carità. Ma fingiamo, invece, che gli piaccia. A loro volta andranno in giro a dire che il Poema di Caio è davvero un bel poema e tramanderanno quest’informazione di generazione in generazione. In effetti potrebbero anche non leggerlo il Poema di Caio e andare in giro a dire che è un bel poema comunque, ma è un altro discorso. Fra qualche generazione, qualcuno leggerà il Poema di Caio, una merda di poema intendiamoci, solo perché per tante generazioni si è continuato a dire che è proprio un bel poema quello di Caio.

Immagino stiate pensando che è un po’ riduttiva questa ipotesi e che nella realtà le cose non vanno proprio così… Ne siete sicuri? Spostiamo il problema dai libri ai quadri. Fingiamo che non abbiate una cultura in materia e che qualcuno vi porti davanti a un quadro moderno, magari espressionista, e vi dica: questa è la miglior opera d’arte visiva che sia mai stata creata. Per assecondarlo concorderete, anche se, personalmente, quel quadro non vi dice un bel nulla. Ma d’altronde non avete una cultura in materia per fare dei confronti, giusto? Gli credete sulla parola e archiviate l’informazione nel vostro cervello. Poi andate da un’amica/amico e, per parlare, magari anche per vantare una cultura che in realtà non possedete, vi mettete a ripetere pedissequamente che il quadro espressionista di Sempronio è proprio la miglior opera d’arte visiva che sia mai stata concepita nella storia… e via dicendo. Ecco, questo capita più o meno tutti i giorni, in tutti gli ambienti e gli aspetti della vita.

Però, potreste opinare, esistono gli accademici, i critici, gente istruita insomma. Allora tornare indietro e rileggete il post da capo. Ho una biblioteca di un milione di romanzi…

Il senso è che nessun può aver letto l’intera produzione letteraria pubblicata al mondo e in ogni epoca. La questione dei gusti, come ha ben illustrato Montagner, è relativa. Quindi? come facciamo a scegliere?

Forse dovremmo considerare la possibilità che non è possibile alcuna scelta e che qualsiasi libro vi capiti per le mani in queste vacanze natalizie: può essere “bello” o “brutto”, ma solo voi ne sarete i giudici.

Vi auguro quindi il miglior Natale di sempre, e anche le migliori letture. Migliori… fino alle prossime.

Buon Natale, ragazzi.

20 Comments on “Classici da leggere

  1. Interessantissimo post. Lo condivido subito sul mio diario di facebook.
    Sai, è una cosa a cui pensavo, questa che hai descritto. In effetti, non può essere che come dici tu.

    Saludos!

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  2. Io leggo secondo il mio istinto, raramente chiedo un’opinione. I gusti sono troppo personali, quindi ciò che tu reputi un capolavoro per me può essere spazzatura e viceversa.
    Buon Natale a te, ciccio, e leggi qualcosa di bello, mi raccomando 😀

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    • Condivido: è sempre una questione di gusti. Per dirla alla Montagner: «Chi legge Fabio Volo difficilmente troverà interessante la Divina Commedia…». 😉

      Per questo Natale ho già acquistato “Va’, metti una sentinella” di Harper Lee, che è il seguito di “Il buio oltre la siepe”… non vedo l’ora! 🙂

      P.S. Buon Natale a te! 😀

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  3. Come facciamo a scegliere? Dimenticandoci della filosofia!
    E poi molti pacchetti sotto l’albero sono inequivocabilmente dei libri: qualcuno ha già scelto per me. Mi sa che dovrò fidarmi dei loro gusti e della loro capacità di capire i miei 🙂

    Buon Natale e buone festive letture!

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  4. Per il 2016 mi sono ripromessa di dedicare ampio spazio proprio ai classici della letteratura, soprattutto quelli che ho letto tanto tempo fa e ormai quasi dimenticato, tipo Promessi Sposi, Madame Bovary, Delitto e castigo etc etc.
    Per il resto sceglierò anch’io di volta in volta in base a ciò che più mi ispira. E se il mio buon Babbo Natale riterrà opportuno, spero di trovare soprattutto libri sotto l’albero come regalo sempre prediletto.
    Buon Natale, Salvatore. 😉

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  5. Anch’io seguo l’istinto e comunque sarà impossibile leggere tutti i libri in circolazione, poi oltre a leggere è anche importante vivere, quindi 360 in un anno sono troppi, un po’ meno e andiamo meglio. Comunque oggi proverò a passare dall’edicola per leggere un racconto natalizio.
    Buon Natale Salvatore!

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  6. Ritagliarmi più tempo per leggere è uno dei buoni propositi per l’anno nuovo. Quando non ci riesco ne sento davvero la mancanza. Leggere è bello e mi piace scegliere la prossima lettura secondo l’umore del momento. Dentro un libro non sei mai solo, con un libro puoi viaggiare, imparare, scoprire, divertirti, commuoverti, arrabbiarti, ma è sempre un’esperienza personale.
    Buon Natale!

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  7. L’unico classico che leggo è Salvatore Anfuso, un postmoderno…

    Ok, per una volta non voglio essere ironico ma Serianni. Auguri di buon Natale allo scrittore più pazzo che c’è.

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    • Ciao Lisa, mi ero perso il tuo commento! Già, ma chissà se questi logaritmi sono più interessati a venderti un libro al posto di un altro, o i libri di una casa editrice al posto di un’altra… eccetera.

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