Giovani leve

Ogni giorno faceva la spola tra la casa del nonno e la piazzetta in cui spuntava il chiosco dell’edicola. Ogni giorno acquistava lo stesso giornale. Sempre lo stesso; domenica compresa. Questo aveva incuriosito l’uomo che, all’interno del chiosco, tutti i giorni lo scrutava con attenzione da sopra gli occhiali. 

«Ma tu quanti anni hai?» si decise a chiedere l’edicolante.

«Dodici!» rispose il ragazzino.

«Ma sei sicuro che vuoi proprio questo? Guarda che on line trovi di meglio ormai» insistette l’edicolante.

«Sì, voglio proprio quello» tagliò corto il ragazzino. Allungò una mano e gli mise l’euro e cinquanta davanti.

«Per me… Prendi pure». L’edicolante distolse l’attenzione dal ragazzino e tornò a concentrarsi sul romanzetto Harmony che aveva difronte.

Soddisfatto, il ragazzino ne sfilò una copia dal mucchio. Poi, come aveva visto fare mille volte a suo nonno, lo piegò in quattro e se lo mise sotto il braccio.

«Di’,» lo fermò l’edicolante mentre si stava già voltando, «sono due mesi che vieni qua tutti i giorni…»

«E allora?».

«Perché lo compri?».

«Per… leggerlo?» rispose ironico il ragazzino. «Per quale altro motivo?».

L’edicolante storse la bocca. «Sì, certo. Quello che intendo dire è: perché non lo leggi on line?».

«Tu perché hai aperto un’edicola?».

«Mi piaceva l’odore della carta…» rispose l’edicolante, dopo averci riflettuto un po’ su.

«Ecco, piace un sacco anche a me».

Si avviò per la solita strada, quella che suo nonno per tanti anni aveva percorso ogni giorno. Si fermò difronte a un portone e suonò un campanello. Senza che nessuno gli chiedesse chi fosse, il portone si aprì. Egli s’infilò nell’atrio e salì di corsa le scale. Al terzo piano attraversò un uscio socchiuso. Sfilò le scarpe all’entrata, senza toccarle con le mani, e raggiunse la cucina.

«Posso?».

Senza voltarsi, una donna anziana intenta a preparare il pranzo gli fece di sì con la testa.

Il ragazzino attraversò nuovamente il corridoio. Davanti una porta verniciata di bianco si arrestò. Prese la maniglia e l’abbassò lentamente. Schiuse piano piano l’uscio e penetrò silenzioso nella stanza. Tutto era esattamente come lo ricordava, com’era stato il giorno prima e quello prima ancora. Richiuse la porta alle sue spalle, poi si avvicinò a una sedia. Sfilò il giornale da sotto il braccio e lo stese sul letto. L’uomo aprì lentamente gli occhi. Con fatica voltò la testa verso il nipote. Deglutì, come per dire qualcosa.

«Sì, lo so» l’anticipò il ragazzino. «Solo le notizie sportive. Tanto le altre sono sempre le stesse».

L’ombra d’un sorriso parve allungarsi sul volto del vecchio.

 

Fine

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