5 tecniche infallibili per scrivere un romanzo di successo


Scrivere!

01. Trasferisciti a Parigi, affitta una mansarda con i muri scrostati e il tetto pendente in ruvido legno e assicurati che abbia una splendida vista sulla Senna. Certo, dagli abbaini non riuscirai a vederla, tranne sporgendoti pericolosamente in bilico sul tetto, ma ciò che conta è che saprai che è lì… nel caso volessi sporgerti davvero. Assicurati anche di donare tutti i tuoi soldi a un senzatetto scelto a caso, tranne una ventina di euro. Banconota alla mano, entra in un’enoteca e compra una bottiglia di whiskey, oppure di Porto, o di pessimo rum, ma che sia il peggiore di Caracas. Con la stoffa delle tasche pendenti verso l’esterno, ubriacati percorrendo a piedi gli Champs-Elysées fino a quando una pattuglia di Gendarmerie non ti arresterà per vagabondaggio. Passa quindi la notte in cella, fingendo d’essere perdutamente innamorato del volto di una donna, scorto per caso in mezzo alla folla. Il mattino seguente, dopo che la Gendarmerie ti avrà sbattuto al suolo fuori dalla cella, rientra nella tua mansarda (che ti sarai preoccupato di pagare in anticipo per almeno una settimana), appoggia la tua Remington sul pavimento, scarta la risma di carta a grano poroso, inserisci il foglio e inizia a scrivere frasi senza senso, ma belle da leggere. Scrivi come se non ci fosse un domani; scrivi come se fossi davvero innamorato; scrivi come se avessi davvero una storia da raccontare. Una settimana dopo, anche se non l’hai completato, prendi in mano il tuo manoscritto, torna in Italia e precipitati di persona da un Editore importante. Non cambiarti d’abito, lascia che annusi i vapori d’alcool direttamente dal tuo alito fetente, e digli di avere in mano un’opera d’arte. Quando ti chiederà di che genere si tratta, ammesso che non ti abbia già fatto capitolare a forza dal suo ufficio, rispondigli enigmaticamente che si tratta di un romanzo a metà fra il generazionale e una storia d’amore impossibile.

02. Riempi una sacca, di quelle di stoffa, con un paio di camicie, un cambio di pantaloni, mutande e calzini, e prendi un aereo per Nairobi. Assicurati di avere con te una fiaschetta di whiskey, un opportuno numero di sigari e tanti taccuini quanti ne potrai riempire in una notte di scrittura frenetica. Serve anche una biro funzionante… ma tu sei uno scrittore, hai sempre con te una penna e una Moleskine, giusto? Giunto in Kenya, affitta una jeep, assolda una guida e prendi in prestito due Winchester. Ricordati le munizioni, non vorrai trovarti davanti a un leone senza averle con te, vero? Appena il sole calerà sulla Savana, accampati all’aperto, accendi un fuoco e ubriacati assieme alla tua guida; quindi, ormai brilli, chiedigli di raccontarti la sua storia – ma che sia una storia di caccia. Dividi con lui i tuoi sigari e passate la notte a spiare la prateria all’ombra della luna; ad ascoltare i grilli frinire (ammesso che in Kenya ce ne siano); a preoccuparvi per quegli occhi verde fosforescente che vi spiano senza motivo da qualche parte oltre il cerchio di luce del falò. Il mattino dopo, se siete ancora vivi, fatti riportare in città, prendi in affitto una camera nel peggiore albergo di Nairobi e inizia a riempire quelle Moleskine. Vedrai che romanzo d’avventura tirerai fuori…

03. Raggiungi Oslo, in Norvegia, e imbarcati su un peschereccio; di quelli vecchio stile, con l’albero maestro un po’ storto e il carapace in legno scrostato. Prendi il largo nel Mare del Nord e aiuta gli altri marinai a stendere la rete. Di notte, quando le onde saranno alte, il cigolio del legno inquietante e il freddo pungente, non sottrarti al gioco del barile. Se non sai di cosa si tratta, non preoccuparti: gli altri marinai te lo spiegheranno. Assicurati solo che il barile abbia un buco abbastanza largo, non troppo in basso, né troppo in alto, e di non indossare le mutande. Passa così i successivi due anni della tua vita, nutrendoti di pesce fresco e vodka distillata. Tira su bei salmoni, o tonni, o qualunque cosa si peschi da quelle parti e dimentica di essere stato uno scrittore. Di notte dividi la tua cabina con Biorn, il tuo compagno biondo dalla ruvida barba, facendoti raccontare tristi storie da fiordi norvegesi, e ubriacati. Quindi saluta i tuoi compagni, che saranno tristi vedendoti partire, torna a casa, accendi il pc e inizia a scrivere il tuo romanzo. Posso perfino suggerirti il titolo: Notti d’amore sotto la luna di Oslo – un romanzo sulla pesca e uomini soli.

04. Prendi un aereo e raggiungi L’Avana, poi affitta una camera vista mare proprio sopra una taverna e colloca sul tavolo della tua stanza, in bella vista, la tua Remington nuova di zecca e una risma di carta non troppo porosa (con la salsedine, i fogli, si inumidiscono in fretta). Tutte le mattine fai una sana colazione a base di mojito e sigari cubani. Di giorno affitta un peschereccio, assolda un istruttore e procurati una canna da pesca; quindi prendi il largo per la baia a caccia di Marlin. Lotta tutto il giorno con squali, tonni, pesce spada e immigrati clandestini. Ignora la guardia costiera americana e riporta a casa la pellaccia. La sera: passeggia per il lungo mare, bevi rum e osserva le giovani cubane danzare sui tavoli. Di notte, ama. Ama con il cuore, ma scopa con l’uccello. Poi ubriacati; ubriacati in continuazione. La sobrietà non è prevista. Poco prima di procurarti un sano coma etilico: scrivi.

05. Affitta un lussuoso appartamento a New York, con vista su Central Park, muri in cemento armato e finestroni a parete in vetro temprato; nello stesso stabile in cui alloggia sempre Tom Cruise quando è in città. Invita bellissime modelle a bere aperitivi analcolici. Offri loro il tuo cuore e i tuoi soldi. Non bere: in America è illegale farlo; ma ubriacati di vita – qualsiasi cosa esso voglia dire. Metti via quei sigari cubani che ti sei procurato a L’Avana; per il momento c’è ancora l’embargo e poi, i Newyorkési, guardano male chi puzza di fumo. Osserva gli USA, il loro stile di vita, e nutriti di hamburger e patatine fritte. Non scrivere. A New York gli scrittori non lo fanno. Pensa, invece, e leggi tanto; tutto ciò che è alla moda. Quando sarai sazio di vita (qualsiasi cosa esso voglia dire), lascia il tuo lussuoso appartamento di città e trasferisciti in un villino nel New Jersey, in un quartiere silenzioso, tranquillo… e inizia a scrivere. Scrivi come se ti avessero puntato una pistola alla tempia. Se non hai abbastanza immaginazione per farlo, non ti preoccupare: è probabile che capiti sul serio.

… oppure

Puoi fare tutto questo, oppure prendere un treno, scendere alla stazione centrale di Milano, affittare una lurida stanza in un motel pieno di puttane, spacciatori e scarafaggi, proprio di fronte alla sede di Laurana Editrice, ubriacarti fino ad avere i bulbi oculari annacquati dall’alcool e il ventre gonfio di succhi gastrici, e andare a lezione da Mozzi. Il risultato è lo stesso…

37 Comments on “5 tecniche infallibili per scrivere un romanzo di successo

  1. Ne mancano ancora 5 per essere al livello di Mozzi 🙂
    Poi, ma solo per amore di bastan-contrarianesimo, bisognerebbe spiegare al novello Hemingway che l’embargo, a Cuba, è finito. Come anche i leoni in Kenia, credo. Di cose preoccupanti ci è rimasto solo il riscaldamento globale. 😉

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    • Non posso ancora dirmi al livello del mestro… per il momento limito i miei spunti a 5. 😉
      L’embargo è stato tolto completamente? Secondo me ne stanno ancora parlando, ma non ne sono sicuro.

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  2. Direi che se qualcuno mi regala un milione di euro provo a metterli in pratica tutti e cinque (ai leoni non sparo, però). Poi vediamo se scrivo un libro di successo.

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  3. Io coinvolgerei Lisa Agosti: lei è ferratissima con viaggi in ogni dove e avventure da sintetizzare. Mi sa che leggerò qualcosa di Mozzi per dire la mia sulla tua nuova pelle! 🙂

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  4. Già, già, il contesto stimola l’estro… Ieri al tramonto ho visto tre aquile reali librarsi nel cielo, non mi era mai capitato di vederle volare in gruppo, sullo sfondo del cielo rosseggiante. Mentre mi passavano sulla testa ho subito preso la Moleskine dalla borsa… e me la sono messa in testa pregando che le aquile non silurassero proprio in quel momento 😉
    Come sono poetica… colpa di quei maledetti gnu albini che continuano a distrarmi mentre scrivo.

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    • Mai dubitato della tua sensibilità poetica. Per quanto riguarda gli gnu: tieni con cura, che quando vengo a trovarti ce li facciamo alla brace. 😉

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    • Tranquilla, mi inventerò qualcosa anche per te… che ne pensi di una casa di campagna in stile ottocentesco, con tanti alberi in fiore, una primavera esuberante e cerbiatti che zampettano ovunque? Potresti scrivere qualcosa in stile Jane Austen, utilizzare uno pseudonimo (tipo Elena Ferrante) e far cadere ai tuoi piedi il mondo dell’editoria. 😉

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  5. Che roba 😀

    Non credo di essere tipo da avventura, anche se, in questo periodo sto rispolverando i miei muscoli 😀
    Che fatica 😛

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  6. Pingback: Buon compleanno, salvatoreanfuso.com | Salvatore Anfuso – il blog

  7. Essendo un po’ pigro punterei sul metodo uno, ma poi il romanzo devo anche scriverlo o basta raccontare che lo sto scrivendo alle ragazze che incontro per strada?

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