Bottega_Mozzi

… almeno per un po’

Nonostante negli anni abbia seguito diversi corsi esterni alla Holden, la scuola di Alessandro Baricco, – ben due, di cui uno recente e uno dieci anni fa –, l’esperienza avviata questo weekend con Mozzi, a Milano, è stata mille volte più formativa.

Ebbene sì, ho ceduto e sono andato a conoscere il maestro di persona. Seguivo il suo blog, Vibrisse, e quando seguivo solo il suo blog non lo avrei mai definito maestro: per me non lo era; non avevo elementi per valutare. Adesso l’ho conosciuto di persona: posso chiamarlo maestro. Non gli sto facendo un onore, non lo sto vantando, né glorificando; è solo uno, pure uno un po’ strambo, che ha delle competenze molto specifiche e molto ben sviluppate su un argomento che mi interessa molto: la scrittura.

Il weekend è stato lungo – due giorni interi, dalle dieci del mattino alle sette di sera –, è stato duro, è stato pesante, è stato difficile, è stato formativo. In una parola: esaltante. Ho imparato parecchio, soprattutto su un meccanismo narrativo che mi rendeva le cose molto, molto difficili: il dispositivo drammatico. Cos’è il dispositivo drammatico? Il cuore di ogni storia; quella infrastruttura su cui si regge tutto; il motivo per cui si racconta qualcosa. Ho sempre saputo di difettare al riguardo e ho sempre saputo di aver bisogno d’aiuto per uscire dall’impasse. Naturalmente il difficile era trovare qualcuno che mi insegnasse proprio quella cosa lì, in quel modo lì. L’ho trovato. Questo significa che non posso che migliorare, come scrittore almeno. Significa anche che le lezioni da Mozzi possono essere molto utili a chi ha il mio stesso problema, ma possono essere poco utili a chi non ce l’ha. Personalmente: sono soddisfatto.

Venendo a noi, perché scrivo questo post? Perché a lezione da Mozzi ci devo andare un weekend al mese, sempre a Milano, fino a settembre (compreso). I giorni che separano un incontro dall’altro sono (saranno) febbrili, pieni di lavoro, di scrittura e di riscrittura. Si legge molto, si scrive molto, ci si esercita molto. E poi si torna dal Mozzi. Il tempo, poco, di cui dispongo lo devo impiegare in questo.

Ho riflettuto parecchio sulla possibilità di mantenere intatte le tre pubblicazioni settimanali sul mio blog. Ci tengo al mio blog, moltissimo. Soprattutto, tengo molto a Voi. Il blog è la mia casa; voi siete la mia famiglia. Ma ho intrapreso un viaggio, e come per ogni viaggio: dovrò stare lontano da casa, almeno per un po’.

Continuerò a pubblicare il mercoledì, tutte le settimane. Sarà uno sforzo immenso, ma ci tengo a mantenere almeno questo contatto. Se potete, come favore personale, per non lasciarmi completamente solo alla mercé del Mozzi, continuate a seguirmi: la vostra presenza mi dà forza.

Per quanto riguarda il corso, che dire? Non posso né consigliarlo, né sconsigliarlo. Alla fine ognuno conosce i propri limiti, le proprie debolezze e i punti di forza. Quando sono partito, venerdì scorso, non ero sicuro che andare da Mozzi sarebbe stata una soluzione. Non ero sicuro che avrei imparato qualcosa di diverso da quello che già sapevo. Non ero sicuro fosse una buona idea. Dovevo provare con mano e, non avendo più legami, l’ho fatto. Il risultato: mi è andata bene.

Fino a settembre sarò impegnato con lui. Da ottobre, se il Mozzi vorrà, sarò di nuovo impegnato in “bottega”, come la chiama lui, un impegno che durerà un anno e mezzo. Ve lo immaginate? Un anno e mezzo a fare avanti e indietro da Torino a Milano per andare a lezione da Mozzi. Se mi accetterà, perché a lezione non accetta tutti, lo farò volentieri. Poi… chissà.

Cari amici, incrociate, se le avete, le dita per me: ne ho bisogno. Ci vediamo mercoledì, come sempre.

P.S. se avanzerò del tempo, potrò tentare di pubblicare anche il venerdì… Sarebbe bello.

29 Comments on “Pubblicherò solo il mercoledì

  1. Ciao Salvatore,
    Su Mozzi non mi esprimo, con lui tempo fa ebbi una querelle sul suo blog sul self publishing, ma ormai sei diventato un suo estimatore e meglio soprassedere.
    Sarà comunque un’importante esperienza formativa.
    Come consiglio, non farti ingabbiare dai suoi stilemi, ma prendi ogni cosa come spunto per far decollare il tuo talento.
    Il mio in bocca al lupo per questa avventura.

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    • Scusami, ho scritto di fretta e male.
      La querelle era sul self-publishing, non certo il suo blog.

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      • Con Mozzi c’ho fatto certe litigate sul suo blog che saresti invidioso, credimi, ma questo non significa nulla. Una persona va conosciuta, lo dice la parola stessa, di persona! E, di persona, mi ha fatto un’ottima impressione. Già al primo weekend ho imparato un sacco di cose che prima non sapevo, o che conoscevo già in teoria, ma non all’atto pratico, e via dicendo. Obbiettivamente: è valido. Se poi il corso serva o meno per le proprie esigenze… dipende dalle esigenze, naturalmente. 🙂

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        • Le tue litigate le ho lette, sono un lettore di vibress. 😉
          Le sue capacità non si discutono. Lo reputo molto ‘miope’ sul self publishing, ma questo fa parte del provincialismo italiano.
          Certo, di recente ho comprato il suo ultimo libro “l’officina della parola” e credo di non aver mai sprecato peggio 28 euro. Ma mi sta bene, colpa mia se mi son detto magari da lui trovo qualcosa di utile. I manuali son manuali. Acquisite le 4 regolette non servono a nulla.

          Il corso invece ti farà bene senza dubbio. Le conoscenze lui le ha, ma soprattutto è il confronto in itinere la parte utile. Per chi ha talento può rivelarsi un ottimo apprendistato.
          Ma hai valutato anche il corso di Raul Montanari? Sempre a Milano. Dopo la Holden viene reputato tra i migliori in Italia.

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          • Non lo conosco, ma conosco la Holden e adesso ho conosciuto Mozzi. Non so Montanari, ma la Holden è una fabbrica di scrittori “mestieranti”; ci sono andato due volte (mini corsi, per carità) e non mi sono serviti a una mazza. Nel senso letterale del termine. Mozzi in un solo weekend è stato illuminante. Soprattutto, come dici bene tu, per il confronto diretto. Voglio dire, se alla Holden avessi fatto lezione direttamente con Baricco, magari mi sarebbe servita tantissimo. Mi spiego? Comunque vi tengo aggiornati, chissà che la prossima volta non abbia invece un’idea peggiore… 😛

            P.S. di uno scrittore non si leggono i manuali, ma la produzione letteraria. Leggi: Favole del morire; capisci subito che tipo è Mozzi e quanto è bravo a scrivere e a raccontare. Una sola cosa: quando lo leggerai, assicurati di avere uno psichiatra a portata di mano, potrebbe esserti utile. 😀

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  2. Ci siamo mancati di poco, Salvo. Io non mi sono iscritta perché non sono riuscita a zittire i miei sensi di colpa di madre lavoratrice. Sto sognando la Bottega, ma il problema resta, e c’è anche quello del tempo. Per esempio, adesso ti scrivo dalla mia auto e no, non rischio di schiantarmi perché sono ferma in coda, e se non approfitto di ogni singolo minuto vuoto sono perduta.
    Sono felice di tutto quello che c’è nella mia vita, ma oggi un po’ di invidia la provo 😊

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    • Se può esserti di aiuto nel gruppo c’è una signora che è una mamma piena di sensi di colpa… lei viene addirittura da Roma per seguire il corso. Potresti fare un pensiero per la bottega.

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      • Quella mamma di Roma non sono io, ma mi piacerebbe, anche perché ho saputo, diciamo da pochissimo, chi è e cosa fa Giulio Mozzi e quasi mi ha imbarazzato la mia ignoranza.
        In bocca al lupo e facci sapere come procede il corso, sarà di sicuro una bella esperienza! 🙂

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    • Non ho intenzione di abbandonarvi, anzi vorrei che voi non lo faceste con me. 😛
      Grazie! ^^ … vi tengo informati di sicuro, tutte le settimane. 🙂

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  3. Sono d’accordo con Marco per il consiglio di usare le linee guida di Mozzi come indicazioni e non come dogmi inviolabili. Per il resto, penso che tu faccia bene ad adeguare gli aggiornamenti del blog sulla base dei tuoi ritmi e delle tue esigenze. Anche io sto riflettendo sull’eventualità di modificare il calendario editoriale, perché sono cambiate un po’ di cose, qui in ufficio, che rischiano di crearmi qualche difficoltà. Staremo comunque a vedere…

    E anche io sto cercando qualche corso per settembre. All’università ho fatto diversi esami di narrativa, ma sono passati dieci anni. Il problema è che Milano è un po’ lontano per poterci andare ogni weekend. Vorrei muovermi su Genova (ci abita mia sorella, quindi avrei un appoggio) perché a Sanremo e Imperia dubito ci sia qualcosa, e oltreconfine i corsi sono in francese. è una lingua che conosco abbastanza bene per poterla capire, ma avrei difficoltà a scrivere di narrativa, perché dovrei verificare la correttezza grammaticale di ogni frase, cosa che con la mia madrelingua grazie al cielo non faccio. Forse a Montecarlo c’è una scuola che fa i corsi in doppia lingua. Mi sto informando. 🙂

    In bocca al lupo e stai tranquillo, io sono sempre qui! 😀

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    • Grazie tesoro. Mi rendo conto che è giusto fare una precisazione: per quel che ho visto io, in due soli giorni di lezione, Mozzi in genere non parla per dogmi. Parla sicuramente molto, spiega tanto, racconta tantissimo, è affabile se non gli fai girare le palle, se gli fai girare le palle diventa una carogna, ma gli passa subito. Ma non parla per dogmi. Non fa lezione, siamo tutti seduti attorno a un tavolo e si parla faccia a faccia dandosi del tu. Chiaro che ha le sue idee e la sua visione del mondo. Ha definito la scrittura di Paolo Giordano “decente”, il ché mi preoccupa non poco… Però ognuno poi è libero di agire come ritiene più giusto. La cosa che mi piace di più è che è molto altruista, cioè si preoccupa per gli altri e si preoccupa di guadagnarsi davvero la “pagnotta”: non è da tutti. 🙂

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    • Non è ogni fine settimana, ma un weekend al mese. Si può fare, dai. C’è una signora che se la fa da Roma, e un ragazzo da Teramo (se non ho capito male). Zaino in spalla, su. 😉

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      • Anche uno al mese, sono almeno 140 euro di treno, più 2 pranzi, una cena e un pernotto… totale sui 250 euro. Per me è troppo, ma se uno può permetterselo, ok.

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  4. Ci sincronizziamo: mercoledì tu, mercoledì io. 🙂 Sono contenta che tu abbia trovato un bandolo interessante per la tua matassa personale. Si parte con il punto interrogativo e poi, vai a sapere. Grosso in bocca al lupo, e naturalmente ci si ritrova qui, o sugli altri blog della famiglia. 🙂

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  5. Nooo! Così perdo il mio miglior commentatore. Te possino ammazzà!
    Vabbè, è giusto anche migrare. Posti solo al mercoledì, poi un mercoledì sì e uno no, poi un mese sì e uno no, poi un semestre sì e uno no. E poi sparisci del tutto. Spero che ‘sto Mozzi ti mozzi.
    Questa esperienza però ce la dovrai raccontare in divenire.

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    • No, perché perso? Io ci sono, magari un po’ più defilato, per mancanza di tempo, ma ci sono. Vi racconto questa esperienza, certo, a puntate magari. 😉

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  6. Buon corso!
    Come sai io ho fatto il master alla Holden e ne sono mediamente soddisfatta. Era strutturato in modo molto dispersivo, sia come orari (corsi al mattino, al pomeriggio e a volte anche alla sera davvero difficile tenersi anche un lavoretto…) che come argomenti. Ho avuto come docenti sia scrittori affermati che “mestieranti” e, paradossalmente, sento di aver imparato di più dai non scrittori, sopratutto i corsi di critica cinematografica (il mio preferito in assoluto), di scrittura teatrale, di fumetto, di scrittura radiofonica e di sceneggiatura mi hanno dato davvero tanto. Quelli con i narratori “puri” mi hanno lasciato molto meno…
    Poi ci fai sapere com’è Mozzi.

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  7. È giusto così. Il blog deve essere d’aiuto, non d’impiccio, nella scalata verso il successo.
    Mi sento ignorante come al solito, io questo Mozzi non lo conoscevo fino a pochi giorni fa (qualcuno ne ha parlato sul suo blog e così ho scoperto Vibrisse). Perché ci hai litigato spesso e volentieri? Dovrò andarmi a cercare i tuoi commenti.
    Intanto ti faccio un grande in bocca al lupo per questa nuova avventura e spero che ti darà quella self-confidence che ti serve per sfondare 🙂

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    • Mozzi è, nell’ordine: uno scrittore, un lettore, un blogger (dal 2000), un talent scout (attualmente per Marsilio), un uomo brutto e scorbutico. 😀
      A parte gli scherzi, “litigare” è un termine abusato. Scambio di opinioni è più corretto.
      Grazie, incrociamo le dita. 🙂

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  8. Il blog è una tana, un rifugio.
    Non è una verità assoluta che tu debba scrivere sempre, con costanza, in ogni momento.
    Dedicati alla tua bellissima avventura: sono certa che ne trarrai ottimi risultati.
    E noi stiamo sempre qui, ad aspettarti più festanti che mai a ogni nostro incontro! (^^)

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