Amore e morte nei romanzi

… quando si racconta una storia?

Riducendo ogni storia all’osso, hai suoi capisaldi fondamentali, c’è un leitmotiv che ribadiamo in continuazione, ad ogni racconto, ad ogni romanzo? Di cosa si scrive, quando si scrivono storie?

Provate a fare questo piccolo esercizio con me, prendendo come punto di partenza i vostri stessi racconti, o romanzi. Riesumateli dal cassetto in cui li avete ficcati, dategli una rapida sfogliata per rinfrescare la memoria, togliete tutti i fronzoli, smontate l’impalcatura, eliminate tutto il superfluo e anche l’essenziale. Riducete il vostro racconto (romanzo) ai sali necessari, ai componenti basilari che lo formano. Poi andate a monte anche di questi e chiedetevi: di cosa, realmente, ho scritto?

Che dite, vi va? Io lo faccio prendendo come esempio un paio di racconti pubblicati in questo blog, voi fatelo con i vostri, nei commenti o dove vi pare.

Culo grasso

“Parla di una donna con un problema evidente di sovrappeso. Lei vuole dimagrire per sentirsi meglio con se stessa, per essere accettata più facilmente dalla società, per sentirsi bella, e lo fa impegnandosi in numerose diete che falliscono sempre, o frequentando lo studio di numerosi dietologi che si diverte a sostituire in continuazione. Poi si imbatte in un sito on line. In questo viene promessa una cura gratuita ed efficace, basta impegnarsi a leggerla. Non serve altro, solo leggere. La donna decide di provarci, e legge. Legge instancabilmente, per giorni, settimane, mesi, dimenticando di fare qualsiasi altra cosa. La cura è efficace come promesso. La donna perde peso, finendo però per dimagrire troppo. La dipendenza verso la lettura è più critica di quanto fosse quella verso il cibo. Legge. Non può fare altro, non riesce a fare altro. E dimagrisce. Dimagrisce così tanto da trasformarsi, infine, nel suo stesso cadavere. Cosa c’era scritto in quel sito? Quali potevano essere le parole, così efficaci, da farla dimagrire al punto di morire? Un’unica frase ripetuta all’infinito: sei bella.”

Questo è il riassunto del racconto. Ora proviamo a toglie tutti i fronzoli e anche la struttura narrativa e vediamo cosa rimane. Restano:

  • una donna;
  • un problema di sovrappeso;
  • la voglia di riscatto;
  • una lettura misteriosa;
  • la dipendenza;
  • l’amore per se stessi;
  • un cadavere.

Siete d’accordo con me? Ora, andiamo ancora più in dettaglio chiedendoci cos’è che di questo racconto ci colpisce realmente. Naturalmente ci colpiscono due elementi fondamentali:

  • il suo bisogno di amarsi, cioè di amare se stessa, di accettarsi, di sentirsi dire sei bella e di crederci realmente;
  • la morte, cioè la lotta fino allo stremo contro se stessa, giungendo a una conclusione inevitabile.

Se la protagonista avesse deciso di non leggere quel sito, di non credere nella “promessa”, sarebbe ancora viva? Probabilmente sì, ma non ci sarebbe stata una storia. Ecco allora che l’introduzione di due elementi, in contrapposizione fra loro, creano la storia: l’Amore; la Morte.

Ridotto all’essenziale, anzi a monte anche di questo, Culo grasso parla di Amore e di Morte, in contrapposizione fra loro.

12 ore prima

“Parla di uno scrittore perseguitato da uno stalker che lo odia e lo ama. Lo odia perché è uno scrittore di successo, vorrebbe egli stesso esserlo, e lo ama per la stessa ragione. Il racconto ha diversi livelli. Questo è il primo. Il secondo livello è quello del viaggio. Lo scrittore parte dal nord Italia, in auto, per giungere a Roma dove ci sarà una premiazione per il suo ultimo romanzo. In questo lungo viaggio, affrontato in solitudine, si ferma in un Autogrill dove ad attenderlo c’è il suo stalker con una pistola. Il terzo è ultimo livello è rappresentato dal fatto che è tutto una grande montatura, un set, un palcoscenico. Stanno girando uno spot televisivo per pubblicizzare il suo ultimo romanzo che parla proprio di uno scrittore perseguitato da uno stalker.”

Facciamo lo stesso esercizio e analizziamo ogni livello in dettaglio. Nel primo abbiamo: uno scrittore; un antagonista (lo stalker); un rapporto di amore e odio. Nel secondo abbiamo: un viaggio; sempre i due personaggio nello stesso rapporto conflittuale; una pistola. Nel terzo livello abbiamo: lo spot; il libro; un rapporto invertito fra i due personaggi.

Riducendo questi elementi all’essenziale, potremmo interpretarli in questo modo: il viaggio è un passaggio da una situazione casalinga che simboleggia la vita, a un luogo di morte (in questo caso l’Autogrill, in cui vengono venduti pessimi best-seller) in cui l’antagonista lo sta aspettando per ucciderlo. Il conflitto fra i due, nel primo livello del racconto, è un conflitto di amore e di odio. Nel terzo livello abbiamo la morte, ma è una morte finta, girata su un palcoscenico, che simboleggia la natura di fiction della narrativa.

Volendo andare ancor più all’essenziale, potremmo dire, ancora una volta, che 12 ore prima parla in fondo di Morte e Amore, in alcune parti in un rapporto di contrapposizione, in altre in un rapporto di convivenza.

Dell’Amore, della Morte e del loro rapporto

Alla fine scoprirete che ogni storia, dall’Iliade ai giorni nostri, parla sempre di Amore e di Morte. Con morte non si intende solo la morte in senso letterale, ma anche un conflitto, una sfida, insomma tutto ciò che conduce o potrebbe condurre in quella direzione: il trapasso, la fine ultima e definitiva. Con Amore, stessa cosa, non si intende solo il significato letterale, ma anche tutto ciò che è amore: la famiglia, l’amicizia, la compassione.

Il rapporto fra questi due elementi può essere di conflitto o di convivenza. Se ne trovate altri, fatemi il favore di scriverlo perché sarebbe utile per tutti. Nell’Iliade, ad esempio, questo rapporto tra amore e morte è continuamente simboleggiato. Non solo l’Amore è la scusa per la guerra e il conflitto, dal canto suo, è sempre una storia di morte; ma anche nelle singole vicende fra i personaggi c’è questo continuo rapporto fra questi due capisaldi.

Quando l’amore e la morte sono in conflitto, si presume che la storia parli di cose in cui questi due elementi non possono coesistere: o si ama o si odia; o si resta con la famiglia, o si va alla guerra; ecc. In altre storie, questo rapporto può essere di convivenza: in Titanic, per fare un esempio cinematografico, la morte e l’amore convivono in maniera così struggente proprio nel finale, in cui lui, immerso nell’acqua, incoraggia lei a sforzarsi di sopravvivere per ricordare il loro amore, altrimenti è come se non fosse mai esistito. Un amore inutile, di una sola notte. E lei sopravvive, cazzo!

Tocca a voi

Adesso tocca a voi, di che parlano le vostre storie? C’è Amore e Morte? E in che rapporto fra loro?

23 Comments on “Di cosa si scrive…

  1. Eros e Tanatos? Beh, giusto. Pulsione di vita e pulsione di morte. Nella storia che ho scritto e che sto revisionando c’è una ragazza tra due fuochi. Tra quei due fuochi lì. In storie più vecchie, anche. Tranne in un paio di casi, io ho sempre una femmina di età variabile divisa tra qualcosa di vitale e qualcosa di mortale.

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  2. Nelle mie storie convivono amore-odio, crescita, morte. Tre punti essenziali, ma allo stesso tempo così differenti tra loro. Ogni personaggio intraprende un percorso di crescita personale, grazie agli ostacoli che interrompono la propria vita quotidiana.
    Bel post! 🙂

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  3. Sì, amore e morte sono presenti nelle mie storie: ogni mio personaggio, per aprirsi all’amore (non necessariamente nella sua accezione “sentimentale”) è costretto a morire e poi rinascere a un livello superiore, abbandonando tutte le zavorre che impediscono ai sentimenti positivi di scorrere liberamente.

    Un altro conflitto importante presente nelle mie storie è quello fra anima e mente, laddove l’anima è la vera natura dell’essere umano, che non si esprime liberamente a causa della mente (quindi paranoie, paure e angosce che ostacolano la libertà).
    Esempio: una donna che ha subito violenze per anni può avere difficoltà a fidarsi completamente degli altri, tenderà a tenere lontano l’uomo che ama pur sapendo che lui non le farebbe mai del male. Dunque c’è una tendenza naturale comune a tutti gli esseri umani (la capacità di amare) che non si esprime a causa della paura. Potrei fare mille esempi di questo tipo…

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  4. Questo ti viene dal corso Holden? Ricordo che un docente, al master, ci aveva ripetuto fino allo sfinimento che si può scrivere solo di amore e di morte! Io credo che in mezzo ci sia tanto altro e/o che l’amore da raccontare possa non essere necessariamente quello verso un’altra persona. Può essere amore per un ideale, per l’arte, per…
    Quindi, sì, nelle mie storie c’è sempre la morte (spesso sono gialli, difficile che non ci sia). Non sempre c’è l’amore, spesso non è l’amore per un altro/a. Sempre c’è anche tanto altro.

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    • Sei bravissima Tenar. Sì, viene dalla Holden. Con Amore, però, non si intende solo l’amore sentimentale. Facciamo l’esempio di un maratoneta che si allena per vincere una gara: l’amore in quel caso è verso lo sport (o verso le proprie ambizioni…) e il concetto di “morte” si esprime attraverso la sfida, il conflitto. Amore e Morte vanno intesi in questa accezione più ampia.

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      • Come puoi ben intuire, mi ricordo bene questo passaggio! Sì, nei miei scritti spesso l’amore è inteso in questa accezione più ampia, ma mi sto sforzando di inserirlo anche nella sua forma più classica. Vedremo quello che ne verrà fuori…

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  5. Nelle mie c’è Ricerca e Morte, ma niente Amore. O almeno credo. Quell’esercizio che fai è utile per scrivere la “logline” del libro, anche se poi andrebbe sintetizzata 😉
    Come al solito, però, io non mi pongo queste domande. Quando scrivo e mi viene in mente una storia, per me quella è solo una storia come tante altre, non sto a guardare cosa potrebbe contenere, significare, svelare.

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    • Invece, ovunque vado (conferenze, scuole di scrittura, seminari, ecc.), tutti insistono sull’importanza di sviscerare la storia. Un po’ come squartare un maiale per poi ricomporlo… o.O
      Ricerca intesa come?

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      • Ecco perché evito conferenze, scuole di scrittura, seminari, ecc. 😀
        Ricerca dell’ignoto, soprattutto. Ma vado a naso, non mi sono mai fermato neanche un secondo a sviscerare la storia.

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        • Dovresti invece, non sai che risate… XD
          In un certo senso, poi bisognerebbe entrare più nello specifico, anche la “ricerca” può essere intesa come una forma di “amore”: amore per la ricerca in sé (cioè per l’argomento della ricerca); ossessione; egocentrismo del ricercatore (amore verso se stesso); ecc.

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  6. Sarebbe sopravvissuto anche lui, se solo lei si fosse fatta un po’ più in là su quella cazzo di zattera… 😛
    Nelle mie storie c’è sicuramente più Amore che Morte, ma si parla di essere viventi per cui la Morte è intrinsecamente onnipresente.

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    • Già… una cosa plausibile, giusto? Voglio dire, nella vita reale probabilmente tutti avremmo fatto lo stesso ragionamento e cercato di stare in due sulla zattera. A maggior ragione se ci si ama follemente. Ma noi, come autori, facciamo letteratura (cinema) e se lui non si fosse sacrificato, se non fosse rimasto in acqua per permettere a lei di salvarsi, non ci sarebbe stato un gran finale. Perché quello che davvero emoziona, è che lei abbia mantenuto la promessa: è sopravvissuta. 🙂

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  7. I miei “libri” sono gli esseri umani, una fonte inesauribile d’ispirazione. Comincia con questa frase uno dei miei racconti inediti. Non seguo nessuno schema, perché il mio “raptus creativo” è poco ragionevole e non ammette vincoli. E’ forse per questo che ciò che scrivo piace tanto? Ha il sapore della libertà intellettuale e di questi tempi non è poco!

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    • Non saprei, non avendo letto nulla di tuo. L’incipit mi pare buono, anche se già sfruttato (non ricordo dove, ma a orecchio mi pare di sì).

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