cervello in tempesta

… quando lo scrittore è un team

Il mio cervello in tempesta lo è continuamente, ma per le ragioni sbagliate temo. Se ho un accenno di idea, di quelle che vorticano senza forma urtando l’osso parietale, semplicemente non riesco a svilupparla continuando a pensarci. Piuttosto mi è utile smettere di pensare e concentrarmi su qualcos’altro. L’idea resta lì, ma in sottofondo. Come musica da piano bar in una serata moscia. In genere se è una pessima idea sparisce in fretta e non si fa più vedere. Se l’idea invece non è tanto male, allora resta abbarbicata e prima o poi si scontra con una seconda idea di natura diversa. Questo scontro provoca quella famosa reazione chiamata: scintilla. I miei racconti – e i tentativi di romanzo – nascono così.

Tuttavia, da un po’ di tempo, leggo di questa procedura diventata famosissima fra gli aspiranti scrittori più alla moda. Parlo del Brainstorming. Ho paura che non sia una tecnica così innovativa, ma io sono lento in certe cose. Molto lento. Soprattutto, senza l’aiuto di qualcuno, non le capisco bene. Ad esempio: come fa una tempesta di parole a farmi scrivere un romanzo?

Il metodo del Brain-storming

Stando a quanto ho capito e a quello che ho letto in giro, il brainstorming consiste nel raggruppare un certo numero di persone, dargli un tema e spegnere la censura per tutta la durata della sessione. I giudizi, le valutazioni, le pacche sulle spalle e i calci nel deretano vengono posticipati a una fase successiva. Finché si lavora al brainstorming nessuno giudica nessuno, né tantomeno le idee che, per quanto balzane, stravaganti o surreali, vengono fuori. So già che in una sessione del genere la mia indole mi porterebbe a fare battute a raffica e a cercare le idee più folli che possano venirmi in mente, ma il metodo, dicono, funziona proprio per questo. Anzi, più sono lontane e impossibili le associazioni che vengono fatte, maggiori sono le chance di trovare una soluzione originale.

Fin qui è tutto molto chiaro, mi sembra. Questa tecnica viene utilizzata molto bene dalle aziende che vogliono lanciare un nuovo prodotto, o rivitalizzare un prodotto datato. Oppure dalle compagnie pubblicitarie per sviluppare idee sul marketing di un cliente. O, ancora, nella preparazione – in particolare negli Stati Uniti – di un processo giudiziario, sia per difendere sia per accusare un imputato. Insomma, si sondano tutte le strade, anche quelle paradossali o con poco senso.

Quello che però non riesco proprio a capire è che uso possa farne uno scrittore. Uno scrittore è un individuo, per cominciare, non un team. Quindi le idee che avrà saranno sempre limitate dai propri… limiti, appunto. Inoltre in che modo uno scrittore può applicare efficacemente questa tecnica alla progettazione di un romanzo? Non fa prima ad aprire il dizionario a caso e ad associare le parole che trova in questo modo, cercando di imbastire una storia? In alternativa può tirare dei dadi…

Mappe mentali, Metaplan, Pensiero laterale

A quanto leggo, questi sono tutti metodi per implementare l’uso del brainstorming. Certo, possono essere anche utilizzate separatamente e per scopi diversi; alla fine, anche in questo campo, il metodo va adeguato alla persona o al team. Tuttavia spesso le mappe mentali vengono utilizzate in concomitanza con il brain storming, nel seguente modo: il team fornisce un certo numero di idee che, per qualche ragione, sono collegate anche alla lontana o in modo strampalato al concetto di partenza, poi qualcuno riporta queste idee su una mappa mentale.

La mappa mentale è radiante e ramificata. Significa che il concetto da cui si parte sta al centro e tutte le idee che gli si collegano si muovono, per gerarchia, verso l’esterno. La ramificazione collega le associazioni. Tutto questo significa che dal passaggio del brainstorming alla mappa mentale viene introdotto un elemento nuovo: la critica. Se nel brainstorming c’è assenza di critica (intesa come giudizio), nel passaggio alla disposizione delle idee sulla mappa mentale queste vengono organizzare per gerarchia e per associazione; quindi c’è qualcuno che decide cosa è gerarchico e cosa è associato.

Un passaggio ulteriore è quello del Metaplan. A quanto ho capito sono stati i tedeschi a ideare questo metodo, infatti è complicato… Scusate la lieve critica verso i cugini europei. Dicevo, il Metaplan è sempre una sorta di mappa mentale, solo che si utilizzano foglietti di colore e dimensioni diverse, a seconda delle associazioni e delle gerarchie, e ne vengono distribuiti in numero limitato un tot a ogni partecipante. In pratica si cerca di unire in un solo passaggio il brainstorming con la mappa mentale. Il problema è che viene meno quella caratteristica fondamentale propria del brainstorming: l’assenza di critica.

Edward De Bono, psicologo maltese, aveva il vizietto di possedere e indossare alternativamente sei cappelli. Che se ne fa un maltese, per di più psicologo, di sei cappelli? Ogni volta che ne indossava uno, cambiava punto di vista. Questo viene chiamato pensiero laterale, vale a dire un approccio non logico, diretto e sequenziale al problema. Ecco, questo metodo lo trovo, ad esempio, già più utile a uno scrittore. Mettiamo di avere nel nostro romanzo ben sei personaggi importanti. Importanti non significa che siano tutti e sei protagonisti, ma che il loro punto di vista influisce enormemente nello sviluppo della storia. Un bravo romanziere cercherebbe di indossare i panni di tutti e sei i personaggi per rendere il romanzo più spesso, stratificato, completo.

Tuttavia, nonostante le letture, ancora non capisco come uno scrittore, un individuo solo e solitario per definizione, possa utilizzare efficacemente questi metodi… Lo so, sono un po’ tardo, ma forse voi potreste aiutarmi. Facciamo che vi do un tema e voi mi mostrate in che modo, con l’uso del brainstorming (per la mappa mentale sarebbe troppo complicato immagino), lo sviluppate?

La piazza

Facciamo finta di voler sviluppare una storia sul concetto di incontro, o meglio di luogo di incontri. In senso lato, per carità. La piazza, che per definizione è un luogo ideale in cui gli incontri possono avvenire, è il concetto di base. La piazza la si può pensare sia in modo letterale, cioè una vera e propria piazza; oppure in modi meno logici e intuitivi, mantenendo però come collegamento sempre il concetto di luogo di incontri.

Stupitemi, che la tempesta abbia inizio.

23 Comments on “Come funziona il Brainstorming nella scrittura?

  1. Conosco il brainstorming da quando ero all’università e nell’ultimo periodo lo sto utilizzando parecchio. Funziona benissimo anche se una persona è da sola. Basta scrivere una domanda al centro della pagina e poi scrivere di getto tutte le risposte che vengono in mente. La procedura corretta prevede che poi uno le valuti, ma io spesso sono intuitiva quindi, nel momento in cui la scelta giusta emerge, la riconosco al volo e procedo su quella. è utilissimo secondo me. Ora che sto riprogettando alcune parti, non posso farne a meno. Tu sai che progetto e scrivo in contemporanea! 😉
    La mappa mentale in solitaria funziona nello stesso identico modo.

    Liked by 1 persona

    • Non avevo pensato alla domanda, perché da quello che ho letto in giro suggeriscono di scegliere una parola e poi di getto tutto quello che ti viene in mente. Con una domanda in effetti è più facile.

      Mi piace

  2. Questo è un bel gioco, di quelli che mi piacciono. Certo che i creativi in rete sono estremamente timidi, perché quando bisogna portare degli esempi concreti non ci aiutano mai, mai, mai… 🙂
    I sei cappelli per pensare sono utilissimi, specie se fa freddo; anche il metaplan per il mal di testa (prodotto farmaceutico); le mappe mentali servono invece per l’isola del tesoro… Non mi viene in mente niente.
    Una piazza è tanta gente che frenetica va avanti indietro, si incontra o si saluta, prende mille direzioni. Batteri al microscopio; pulcini in un allevamento intensivo; carcerati nell’ora d’aria; 100 manager tutti assieme al corso di De Bono; gente al ridotto della Scala; strumenti musicali senza i musicisti, che si incontrano nella buca dell’orchestra; ingredienti del minestrone che bollono in pentola, girando e borbottando; pattinatori sul ghiaccio all’aperto a Natale al Rockefeller center o a Central Park; spermatozoi nel preservativo. Unisci il tutto, mischia con cura, crei il romanzo dei romanzi. Può bastare?

    Liked by 1 persona

    • Mi sarei fermato appena prima degli spermatozoi… 😀 Come al solito, caro Hell, lei è unico. Peccato che l’abbiano già inventata, altrimenti la inventerei io. 😉

      Mi piace

      • La prima vita è quella di un musicista d’orchestra. Muore e diventa manager. Con la creatività dei sei cappelli inventa la finanza creativa mandando in rovina molta gente. Muore e si reincarna omicida, va in prigione. Muore sulla sedia elettrica. Diventa poi spermatozoo ma gli va male subito. Si reincarna come pulcino, dura poco. Rinasce pisello ma finirà dentro un minestrone. Si reincarna come battero. Fine delle reincarnazioni organiche. Rinasce come lamina di pattini da ghiaccio e infine cassa armonica di strumento musicale. Arriva il musicista e inizia a suonare. Titolo provvisorio: Nove giri di vite.

        Liked by 1 persona

        • Sembravi quasi serio… ero già lì a far scoppiettare i popcorn… poi: il titolo. E ho capito tutto, il solito realismo neoclassico del cinema italiano. -.-‘

          Mi piace

  3. Io sto facendo una specie di brainstorming per il romanzo che sto scrivendo. Mi ero fermato, perché c’erano degli errori, delle modifiche grandi da fare, altrimenti non potevo andare avanti. Così ho scritto in un foglio i punti salienti della storia e poi alcune domande: ora sto dando le risposte e devono essere risposte valide e logiche, altrimenti quelle domande se le porrà il lettore.

    Liked by 1 persona

  4. Io uso il brainstorming per superare il blocco dello scrittore, non faccio domande e non uso mappe, lascio scorrere il flusso di coscienza. Funziona quasi sempre. L’ho fatto anche per un’intervista che uscirà a breve sulla mia vita, ho scoperto che faccio MOLTA fatica a rispondere a domande su di me, quindi ho detto al giornalista che avrebbe dovuto fare lui il lavoro di taglia e cuci delle mie storie e gliele ho mandate così come mi venivano. C’è chi è più bravo con l’emisfero destro e chi con l’emisfero sinistro. Se tu Salvatore non ti trovi bene con il brainstorming si vede che per la tua mente non è adatto, ci sono invece persone che all’idea di poter catalogare i propri pensieri per colori e strutture si sentono sollevate, perché li aiuta a dipanare la matassa e renderla comprensibile. Perché dici che i tedeschi fanno cose complicate? A me sembra invece che facciano spesso un ottimo lavoro, studiato con cura e in profondità (tragedie aeree a parte…)

    Liked by 1 persona

    • Io non credo di essere bravo con gli emisferi, in mezzo c’è qualcosa?

      Ti hanno intervistata? Che hai combinato, sei diventata la nuova serial killer canadese? o.O

      Ehi, voglio leggerla l’intervista! È tipo: ultime lettere dal braccio della morte? 😛

      Mi piace

  5. Di solito uso il brainstorming per gli snodi narrativi più ostici. Quando mi si presentono problemi che non paiono superabili, o che comunque non avevo previsto in fase di pianificazione del testo, butto giù ‘nero su bianco’ tutte le possibili idee che potrebbero risolverlo. Capisco che chiunque possa pensare ‘be’, non è la stessa cosa che si fa pensandoci semplicemente?’.
    No.
    Per qualche processo mentale che, in realtà, non mi è particolarmente chiaro… il brainstorming aiuta nella scelta e anche nel processo creativo. Dopo i primi minuti di ‘imbarazzo’ le idee dovrebbero affiorare più velocemente e i tuoi filtri dovrebbero pian piano venire tutti a meno. Credo che questo sia l’elemento più importante. Se non abbatti i tuoi stessi filtri il brainstorming non può funzionare.

    Liked by 1 persona

  6. Io il brainstorming lo uso sempre, e funziona alla grande. Non hai bisogno di nessuno, tanto il romanzo devi scriverlo tu! Il mio metodo è così: prendi fogli di carta in quantità e penna o pennarelli. Metti che ti sia venuto in mente un personaggio specifico, diciamo uno scienziato, e da lì tu voglia partire per inventare la storia. Pensi a una domanda specifica su quel personaggio e la scrivi al centro di un foglio in un circoletto (graficamente non è l’unico modo, ma così faccio io). Esempi: che famiglia ha? Perché ha deciso di dedicarsi alla scienza in quel campo? Dove lavora? Chi sono i suoi colleghi? Parti con una domanda, e intorno scrivi a mo’ di satelliti tutte, ma proprio tutte le risposte che ti vengono in mente, come se dovessi non cercare idee, ma svuotare il serbatoio della fantasia. Poi passi alla domanda successiva, e così via, fino a quando hai messo insieme le risposte possibili a quattro o cinque domande, e vai a riguardartele. Di solito a questo punto qualche ipotesi accende una piccola lampadina. Ancora non scegli, ma ti fai guidare da quelle ipotesi per inventare domande nuove. Decidi tu quando pensi di voler evidenziare con qualche colore le ipotesi più interessanti. Il trucco è essere liberi nell’ipotizzare. Il processo si avvia da solo, in pratica, quando qualche nesso ti colpisce, e allora le domande diventeranno mirate. Uso il brainstorming anche quando scrivendo resto bloccata su qualcosa. Uscire dall’idea del “risolvere un problema” per entrare in quella di “inventare tutte le possibili soluzioni a un problema” è molto, molto efficace, tanto che ne ho parlato anche nel mio manuale.

    Liked by 1 persona

  7. Mhhh leggendo mi sono ricordata le fasi principali della mia progettazione, ma le domande a cascata vanno soprattutto sui personaggi. Domande infinite, che portano dei mutamenti anche profondi nel loro essere. Per le trame forse utilizzo il brainstorming, ma non ne sono sicura! Molte volte sono intuitiva e faccio determinate cose senza rendermene conto.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: