Lettura & scrittura, bilancio 2014


2014

…quando si tirano le somme

Anche per me, come per molti di voi, è arrivato il momento di fare un bilancio di questo 2014. In prima battuta, la prima cosa che mi viene da dire, se dovessi esprimere un parere sull’anno quasi trascorso, direi che è stato pieno… soddisfacente.

Ho ripreso a scrivere con un buon ritmo, ho riacquistato lo smalto perduto e sono perfino riuscito a superare i miei vecchi limiti. Ho letto molto e scritto molto. Ho aperto questo blog, che mi ha permesso di conoscere tutti voi, e che ha contribuito a dare disciplina alla mia scrittura. Ho scritto molti racconti, di alcuni vado addirittura fiero.

Diversamente dall’anno passato, non ho partecipato a molti concorsi letterari. Non ho avuto tempo, né testa. I pochi, tuttavia, non sono andati granché bene; mi sono piazzato quasi sempre però. Ho fatto letture interessanti e a giudicare dal numero, benché non mi possa definire un lettore forte, ho letto più degli anni passati.

Per questo bilancio, ho pensato di dare un’occhiata ai libri che ho letto e ai racconti che ho scritto. Vi va di guardarlo assieme a me?

Letture: narrativa, genere vario

Non vado in ordine, non sono in grado di ricostruirlo. Inoltre sono solito cominciare più libri contemporaneamente… vediamoli:

Fight Club, di Chuck Palahniuk. Al momento Chuck è il mio autore preferito, anche se ammetto che leggerlo è ostico. Non oso immaginare quanto possa esserlo nella lingua originale. Di questo libro avevo già visto il film, non sono rimasto deluso e, anzi, rappresenta uno dei rari casi in cui la voce narrante del film mi ha aiutato a inquadrare la lettura del romanzo. Sarebbe stato più duro altrimenti.

Soffocare, di Chuck Palahniuk. Mi è piaciuto molto, ha un incipit fenomenale, e ho trovato la lettura meno difficile del precedente. Forse, questo, è dovuto all’allenamento fatto con Fight Club. Dopo aver letto il libro sono andato a vedermi il film. Il film mi sembra più riuscito del libro, perché le parti descrittive, in cui il protagonista fa la comparsa nel parco tematico, sono parecchio noiose da leggere, mentre nel film acquistano un’ironia interessante.

ZeroZeroZero, di Roberto Saviano. Questo è forse il libro che ho letto con maggiore piacere. Naturalmente non si può definire narrativa, ma neanche saggistica. Quindi, visto che presenta molte parti narrate e storie interessanti, alla fine, ho deciso di piazzarlo in questo elenco. Saviano non mi pare un grande narratore, ma scrive bene e, di quello che racconta, la parte interessante sta nell’argomento. Non ho letto il libro per cui è diventato famoso, Gomorra, ma ZeroZeroZero è senza dubbio una buona lettura.

La morte a Venezia, di Thomas Mann. Di per sé è un libro scritto in uno stile troppo distante, ormai, da noi. Questo mi ha impedito di gustarlo appieno. Tuttavia ho imparato diverse cose dalla sua lettura… ho scritto anche un post al riguardo. Non lo consiglio, ma nemmeno lo rinnego.

1Q84, di Haruki Murakami. Consigliato subdolamente da un amico, Daniele Imperi, queste ottocento pagine prive di un finale, rappresentano uno dei libri che ho più odiato e, allo stesso tempo, amato di quest’anno. Murakami ha una lentezza morbosa, ma innegabilmente affascinante, quando racconta. Sembra di osservare un ragno che tesse una tela: non te ne frega nulla, ma non puoi fare a meno di fissarlo; compulsivamente soggiogato dai cauti, ma precisi, movimenti ripetitivi. Consigliato, soprattutto agli amanti dei romanzi prolissi.

Misery, di Stephen King. Avevo visto il film, un’infinità di tempo fa, e lo ricordavo con piacere. Tuttavia il libro, rispetto al film, mi ha deluso. Dopo aver terminato la lettura, sono andato a riguardarlo; l’impressione non è cambiata. Nel film la storia è più compatta e avvincente. Semplicemente gestita meglio. Lo sceneggiatore non ha modificato molto, ma dove è intervenuto, soprattutto tagliando e razionalizzando, ha fatto un ottimo lavoro. Nel libro, invece, la storia quadra meno e sembra allungata più del necessario. Forse, Stephen, non applicava ancora la regola del 10% all’epoca… lui stesso afferma che Misery era nato come racconto lungo, trasformato poi in corso d’opera in un romanzo.

22/11/’63, di Stephen King. Bello. Anzi, spettacolare. Uno dei migliori romanzi di Stephen che abbia mai letto. È vero, non ne ho letti poi così tanti dei suoi, ma questo mi è piaciuto molto. Un’idea interessante, trattata bene fino alla fine. Anche in questo caso avrei tagliato di più… ma Stephen si diverte tanto a scrivere.

Una mutevole verità, di Gianrico Carofiglio. Banale. Un libro brutto, striminzito e privo di sapore. Non mi dilungo oltre, ne avevo fatto una recensione, tempo fa… se vi va di leggerla, la trovate qui.

La piramide di fango, di Andrea Camilleri. È stato il primo libro che ho letto di Camilleri e, quando l’ho acquistato, ero un po’ preoccupato per una lettura in dialetto siciliano. Invece mi è piaciuto molto. Il dialetto non ha rappresentato alcun problema e la storia, lo stile, il linguaggio, sono risultati piacevoli e, a tratti, sorprendenti. Sicuramente un autore che consiglio.

Pantera, di Stefano Benni. Banale, anche questo. Due racconti poco interessanti, acquistati alla modica cifra di 12 euro. Per una cifra simile, mi aspetto un bel romanzo. Visto che non mi trovavo di fronte a un romanzo, ma a due racconti (per un totale di 100 pagine), mi aspettavo almeno dei racconti sorprendenti. Non è questo il caso. Benni è bravo, ma mi sarei aspettato di più e meglio da lui. Avevo già letto altri suoi lavori, in passato, e mi erano piaciuti. Questa pantera, invece, mi ha dato l’impressione d’essere stato scritto proprio perché doveva farlo… un’operazione di marketing, insomma. Sconsigliato.

E così vorresti fare lo scrittore?, di Charles Bukowski. L’ho inserito nella narrativa, perché non è un manuale. Ma, a ben vedere, non è neanche narrativa… cos’è allora? Una raccolta di poesie? Un diario di opinioni? Consigli da un veterano della scrittura…? Non ho una risposta. Datela voi a me, se ce l’avete. Tuttavia Bukowski sa scrivere, lo ammetto, e bene pure. È così semplice, il suo stile, da far pensare che chiunque potrebbe riuscirci. Poi ci provi e… lasciamo perdere. Bello, consigliato agli aspiranti.

Come una bestia feroce, di Edward Bunker. Di Bunker avevo già letto, anni fa, Animal Factory e mi era piaciuto molto. Interessante il tema, ben scritto il libro e ben gestita la trama. Come una bestia feroce è altrettanto interessante, ma più acerbo. Lo stile narrativo non è ancora al livello di Animal Factory. Tuttavia, vale la pena leggerlo.

Cane mangia cane, di Edward Bunker. Questo, invece, è stato scritto qualche anno dopo Animal Factory. Nonostante questo, non riesce a raggiungere lo stesso livello narrativo. Interessantissimo da leggere, intendiamoci, una lettura appagante. Però, rispetto ad Animal Factory, lo stile ha fatto un passo indietro. Forse non è giusto confrontare fra loro i libri di uno stesso autore, ma allo stesso tempo è inevitabile farlo. Consigliato, comunque.

Smith&Wesson, di Alessandro Baricco. Baricco, a quanto pare, dà il meglio di sé nelle pièce teatrali. Smith&Wesson è una sorta di sceneggiato teatrale in forma di libro di narrativa. È arrivato di coda, sul finire dell’anno, e l’ho letto in un paio di sere, tra un cenone e l’altro. È spassoso, ma sicuramente non un’opera che lascerà il segno.

Saggistica e manuali: genere vario

Le mie letture non si sono limitate alla narrativa. Comprendono invece anche un certo numero di saggi. Perché uno scrittore dovrebbe leggere dei saggi? Per interesse personale, certo, ma anche per approfondire alcune tematiche. Vediamoli:

Il mestiere dello scrittore, John Gardner. Non è un manuale di scrittura, ma allo stesso tempo lo è. Diversamente da molti altri, Gardner, pone l’accento sul mestiere in sé e fa numerosi esempi. È scritto in un modo piuttosto ostico, ma vale la pena leggerlo.

On Writing, di Stephen King. A metà tra un’autobiografia e un manuale di scrittura, questo libro è arrivato come dono per il mio compleanno (2 Giugno, festa della Repubblica, ricordatevene!). Una lettura piacevole e interessante. Non aggiungo altro… che ve lo dico a fare?!

I serial killer, di Vincenzo Maria Mastronardi e Ruben De Luca. 1200 pagine su serial killer, FBI e psicologia del crimine. Mi saranno utili? Io dico di sì…

I buoni lo sognano, i cattivi lo fanno, di Robert I. Simon. Trecento interessantissime pagine su serial killer, stupratori seriali e psicopatici. Credo che, anche in questo caso, le informazioni contenute mi torneranno utili. Anche solo per escogitare nuovi modi di uccidere e far soffrire i miei personaggi.

Piccolo manuale di editing, a cura di Ferdinando Scala e Donata Schiannini. Nulla da dire al riguardo, semplicemente uno strumento utile per ogni scrittore che aspiri alla professione. Se vi capita, compratelo.

Scrittura: narrativa, genere vario

Questo è stato un anno buono anche per la scrittura. Ho realizzato numerosi racconti e, se ne avete voglia, potete vedere da voi come il mio stile sia progressivamente migliorato. Cosa c’è di meglio per concludere l’anno? Vi faccio un piccolissimo elenco, in ordine cronologico, con i relativi link.

Gemme preziose, genere fantastico. È stato il primo, quest’anno, scritto per partecipare a un concorso. Il racconto è stato scartato all’ultimo. Non credo sia un peccato, perché altrimenti sarebbe stato pubblicato, assieme ad altri nove, e mi avrebbe fatto sfigurare. Quando l’ho scritto ero molto orgoglioso, oggi lo guardo con orrore.

Scatti, narrativa. Un racconto in prima persona, un po’ particolare. Anche questo è stato scritto per un concorso… avevo passato il turno, ma non sono approdato alla finale. Colpa dei like… lasciamo perdere.

Il vuoto dentro, genere fantastico. È stato tratto da un racconto di Daniele Imperi, Il vuoto intorno (link), che mi ha dato l’ispirazione iniziale. Non è stato scritto per nessun concorso, ma è piaciuto sui forum.

Culo grasso, narrativa. In termini di riscontro di pubblico, è quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Da questo racconto si inizia a vedere uno stile più maturo e definito. Almeno, secondo me.

Il vero padrone del mondo, genere distopico. Ho goduto a scriverlo ed è servito anche come banco di prova per testare le mie “lettrici cavie”. Il risultato è stato eccellente. Lo so, me lo dico da solo…

Sophya, narrativa. L’ultimo della serie, per quest’anno almeno, e da poco pubblicato sul blog. Giudicate voi…

Conclusioni

Qui finisce questo noioso elenco di libri e di racconti. Cosa dire al riguardo? Nulla, tranne forse che venti libri, per uno che si è sempre definito un lettore non così forte, non sono poi pochi. Ho letto molti saggi e manuali, narrativa straniera e italiana. Alla fine, il bilancio, è più positivo che negativo. Qualche delusione qui e là, ma nel complesso sono soddisfatto.

Anche sei racconti, scritti in un anno, da chi non fa il mestierante, non sono poi così pochi… diciamo uno ogni due mesi. Ognuno rappresenta però, uno scalino sull’evoluzione di un mio stile definito e maturo. Ne ho di strada ancora da fare, ne sono sicuro, ma per il momento… sono soddisfatto.

In realtà, c’è un settimo racconto che non appare nell’elenco. Il motivo per cui non l’ho inserito è che ho cercato di venderlo a una rivista. Aspetto ancora una loro chiamata,  quindi, per il momento, non dico nulla. Vi terrò aggiornati però, nel 2015 spero a questo punto.

E il vostro, di 2014, com’è stato?

19 Comments on “Lettura & scrittura, bilancio 2014

  1. Tengo un elenco dei libri letti dal 2010, quindi posso elencarti in ordine di lettura tutti i libri che ho letto nel 2014:

    Paul Doherty, “Alessandro Magno e l’ uomo senza dio”
    Fred Grove, “L’ultima mandria”
    William Hopson, “I mocassini di sangue”
    George Pelecanos, “Angeli neri”
    Lewis B. Patten, “L’avvoltoio non aspetta”
    William Hopson, “Trentacinque cavalieri indiani”
    Stephen King, “Doctor Sleep”
    Lewis B. Patten, “L’uomo del Montana”
    Joyce Carol Oates, “Ragazza nera ragazza bianca”
    Lewis B. Patten, “Hai perso la testa, perderai tutto”
    Michael Brett, “Morte tra gli hippies”
    Paul Doherty, “Alessandro Magno e la vittoria impossibile”
    Q. Patrick, “Il caso Cragge”
    Lewis B. Patten, “La sola pace per i killer”
    Stephen King, “L’ombra dello scorpione”
    Lewis B. Patten, “Vieni avanti e spara”
    Patrick Quentin, “Da’ una spinta al destino”
    Lewis B. Patten, “Con gli indiani alle calcagna”
    Stephen King, “Duma Key”
    Joyce Carol Oates, “Ragazze cattive”
    Richard Stark, “Flashfire – Fuoco a volontà”
    Joaquín Guerrero Casasola, “La legge del più forte”
    Philip K. Dick, “L’uomo dei giochi a premio”
    Davide Del Popolo Riolo, “De bello alieno”
    Lewis B. Patten, “Salute a te”
    David Gibbins, “Distruggi Cartagine”
    Lewis B. Patten, “Le pistole pazze”
    Lewis B. Patten, “Se piangi se ridi”
    Lewis B. Patten, “La vedova e Geronimo”
    Richard Stark, “Parker: a ferro e a fuoco”
    Richard Stark, “Luna – parker”
    Claudio Barrella, “La bambina e il buio”
    Michael Harvey, “Chicago Way”
    Lewis B. Patten, “Ti uccido per niente”
    Lewis B. Patten, “La banda Youngerman”
    Lewis B. Patten, “Il figlio della vendetta”
    Lewis B. Patten, “Il gigante dei pascoli”
    Lewis B. Patten, “Sapore di sale”
    Bruce Boxleitner, “Pianeta di frontiera”
    Elin Hilderbrand, “La nostra ultima estate”
    Richard Stark, “Backflash – Ritorno di fiamma”
    Lewis B. Patten, “Settimo cavalleggeri”
    Audie Barr, “I figli della nuvola”
    Michele Gazo, “Il flagello di Roma”
    Richard Stark, “Comeback – Colpo su colpo”
    William R. Burnett, “Good – bye, Chicago”
    James Crumley, “La cattiva strada”
    Lewis B. Patten, “L’ultima difesa di Custer”
    Giancarlo Micheli, “Elegia provinciale”
    Amneris Di Cesare, “Mira dritto al cuore”
    Lauren Myracle, “Il nostro infinito momento”
    John Marsden, “Il domani che verrà”
    Marco Ernst, “Morte al conservatorio”
    Marco Ernst, “Morte e trasgressione”
    John Green, “Cercando Alaska”
    Claudia Piovano e Silvia D’Agostino, “Per sempre noi”
    Patrick Quentin, “Fiesta di morte”
    Giuseppe Bertolini, “Pollentia A.D. 402”
    Pierfrancesco Prosperi, “Undicimila settembre”
    Darcey Steinke, “Salvami”

    L’ultimo non l’ho ancora letto tutto, ma sono sicuro di finirlo entro il 2015.
    La migliore lettura in assoluto del 2014 è stata “L’ombra dello scorpione” di Stephen King; tra i romanzi pubblicati nel 2014, invece, “La bambina e il buio” mi ha fatto molto ridere, ma il migliore è “Per sempre noi” di Claudia Piovano e Silvia D’Agostino.

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    • Un elenco voluminoso, non c’è che dire, anche senza contarli. Ce l’hai un lavoro? E una vita privata? Spero, almeno, un po’ di spazio a casa, per farceli stare tutti… oppure leggi digitale?
      Scherzi a parte, prenderò in prestito dal tuo elenco qualche idea per le mie letture del 2015. Sono interessato soprattutto a Joyce Carol Oates, di cui ho sentito parlare un gran bene, ma della quale non ho ancora letto nulla (a proposito, com’è “Ragazze cattive”?), e il libro di Claudia Piovano e Silvia D’Agostino, visto che lo promuovi. 😉

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      • Di Joyce Carol Oates ho letto nell’ordine:

        Bestie
        Una brava ragazza
        Sexy
        Un giorno ti porterò laggiù
        Uccellino del paradiso
        Doppio nodo
        La ragazza tatuata
        Occhi di tempesta
        La donna del fango
        Ragazza nera ragazza bianca
        Ragazze cattive

        Ragazze cattive è bello, ma mi è piaciuto di più Uccellino del paradiso. Anche Occhi di tempesta sarebbe un ottimo punto di partenza.
        La lettura digitale non mi piace, quindi i miei acquisti sono esclusivamente cartacei. Lo spazio effettivamente si riduce di anno in anno.
        Oltre a “Per sempre noi” leggi anche “La bambina e il buio”, ti farà piangere dalle risate.
        Ti ringrazio per l’educazione che dimostri nel rispondere sempre ai miei commenti: purtroppo molti bloggers non seguono il tuo esempio. Buone feste, e buone letture! 🙂

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        • Guarda quanto il titolo riesce a fare… “Ragazze cattive”, nonostante i tuoi suggerimenti, mi attira parecchio, pur senza sapere di cosa parli. Incredibile, vero?
          Io cerco di alternare il digitale al cartaceo. Preferisco il secondo, ma il digitale ha delle comodità indubbie. Tuttavia, in digitale, riesco a leggere meno, molto meno. Dopo un po’, il cervello, si stanca.
          Buon anno anche a te. 🙂

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  2. “Consigliato subdolamente” 😀
    Del tutto involontario fu.

    Palahniuk devo ancora leggerlo.

    22/11/’63 mi incuriosiva. L’hai letto in italiano?
    La piramide di fango non l’ho mai sentito… Ma tu non eri siciliano? Camilleri lo leggo senza problemi io… 😛

    I primi due libri sulla scrittura li ho letti anche io anni fa e mi sono piaciuti. Ti consiglio Minuti scritti di Annamaria Testa.

    Quello sui serial killer ce l’ho da anni, preso per gli stessi motivi. Prenderò quello sull’editing.

    Gemme preziose devo ancora leggerlo!

    Il mio post sulle letture del 2014 lo trovi domani. In genere soddisfato per le letture, non molto per la scrittura. Di racconti ne ho scritti 10 e iniziati altri due o tre.

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  3. Palahniuk devi leggerlo assolutamente, questo non significa che ti piacerà. Come per tutto ciò che ha un grande valore: o lo ami, oppure lo odi…
    22/11/’63 l’ho letto in italiano, certo. In inglese neanche mi azzardo. Hai dubbi sulla traduzione? Credo sia il libro più riuscito, almeno negli ultimi tempi, di Stephen King. Ho anche iniziato Doctor Sleep, che come vedi non compare nell’elenco. Il motivo è semplice: non l’ho mai finito.
    Io sono siciliano, è vero, ma di origine. Questo significa che il siciliano non lo parlo e, se è molto stretto, non lo capisco neppure. Camilleri, tuttavia, usa un dialetto particolare… ad esempio, mio padre, che il siciliano lo parla, Camilleri non lo capisce. Sarebbe da indagare, perché l’impressione che ne ricavo è che il dialetto di Camilleri sia una fuffa. Nel senso che usa un italiano furbescamente sporcato. Ad ogni modo non ho alcun titolo per affermarlo, è solo un’impressione.
    Aspetto domani allora. 😉

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    • Prima o poi proverò Palahniuk, magari un romanzo breve. Ma prima ancora mi leggo qualche anteprima 🙂
      22/11/’63 lo metto in lista. I dubbi sulla traduzione ce li ho sempre, io.
      Sul siciliano di Camilleri potresti avere ragione.

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  4. Un anno produttivo direi!
    Mi sa che sono l’unica che non si segna i libri letti e poi a fine d’anno va a memoria…
    Non mi resta che augurarti un 2015 ancora più ricco sia di letture che di scrittura!

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    • No, anch’io sono andato a memoria. Non era un elenco così lungo, comunque, da essere dimenticato. 😉
      Grazie Tenar, auguro uno splendido 2015 anche a te. 🙂

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  5. Non mi metto a stendere la lista delle mie letture, ma sono abbastanza soddisfatta del mio mix narrativa-saggistica-biografie. In comune con te ho solo 1Q84, su cui ho un’opinione simile alla tua, con un maggiore accento positivo. Di davvero speciale ho trovato “La valle dei re” di Sanderson, “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee, “La strada” di McCarthy e “La mano sinistra delle tenebre” della Le Guin.
    Nel 2014 non ho scritto racconti, perché ho deciso di non partecipare più a concorsi, e le due cose per me erano strettamente correlate. Se fossi negli Stati Uniti, dove i racconti vengono più facilmente acquistati e pubblicati da giornali e riviste, forse sarebbe diverso, ma qui non ci trovo più molto sugo, anche se è stata un’esperienza interessante e formativa. Se ho poco tempo per scrivere, voglio che sia dedicato a qualcosa di sostanzioso. Le due creature del 2014 sono il saggio su creatività e scrittura “La via delle parole”, in uscita il 12 gennaio, e lo young adults attualmente in mano al mio agente, per cui incrocio veramente le dita. Più “veramente” del solito. Il blog, intanto, è cresciuto ed è diventato molto importante per me. Insomma, sono piuttosto contenta del mio anno.

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  6. “Il buio oltre la siepe” l’avevo letto l’anno passato e trovo che sia il miglior romanzo (breve) mai letto. Harper Lee è davvero fantastica. Nel 2015 ho lasciato apposta uno spazietto per leggere il tuo libro: Due vite possono bastare. 😉
    Gli altri, però, aspetteranno. Stai diventando prolifica quasi come Camilleri! 😛 😀

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  7. Ma guarda un po’… quella Donata lì è la stessa dell’Angolo di Donata. Piccolo il mondo, non solo nell’editing, ma anche nella vita… Questo vuol dire che sei sulla buona strada. Auguri, che sia un 2015 denso di racconti. Ciao.

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