Libri da Autogrill, sotto Natale


Libri da Autogrill

…quando mi fermai in Dicembre

Quando viaggi ti può capitare di avere sete, sonno, fame, bisogni corporali di vario tipo o, semplicemente, il desiderio di alzare il sedere dal sedile e sgranchire le gambe. Quando viaggi in autostrada l’unico modo per soddisfare questi bisogni è fermarsi in un Autogrill.

Gli Autogrill sono luoghi democratici, dentro trovi tutta la società nelle sue diverse sfaccettature: il camionista e il poliziotto, l’operaio e l’industriale, il rappresentante e il manager, il tifoso e il calciatore, la prostituta e la suora, lo studente e il professore. L’Autogrill è un pezzo di Paese che viaggia e si raccoglie in un luogo, senza distinzioni di razza, religione, sesso o fede politica.

Negli Autogrill trovi di tutto. Non solo persone, ma anche e soprattutto prodotti. Fra questi, un oggetto che non manca mai è il libro. Ma non un libro qualsiasi: un libro da Autogrill!

Inutile star lì a spiegarvi, nuovamente, che i libri che trovate negli Autogrill non sono per forza l’apice della letteratura. In fondo, a mister Autogrill, non importa di divulgare cultura; quello che gli interessa, invece, è vendere.

A dicembre l’atmosfera negli Autogrill è speciale. Oggi poi, è quasi Natale. Se non lo avete ancora fatto, se vi manca ancora qualche regalo sotto l’albero, prendetevi giusto il tempo, poco, per leggere questo post e poi fiondatevi in libreria.

Ma se state viaggiando in autostrada e non avete librerie vicine, be’ non vi rimane che fermarvi in un Autogrill. Ecco, quindi, i primi dieci libri che ci troverete:

01 Avrò cura di te

Avrò cura di teCon calzini appesi e un bel turchese che ricorda la carta da zucchero dei nostri nonni, questa copertina attira immediatamente la mia attenzione. Poi leggo il nome degli autori: Chiara Gamberale e Massimo Gramellini, due autori che stimo molto, ma dei quali non ho mai letto nulla. Mi convinco a non rompere la tradizione, ma mi spingo a leggere le due righe di trama sul retro: “Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un’anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l’ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all’angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te.” – Gamberale fa Giò e Gramellini l’angelo custode. Storco un po’ il naso. Decido di non leggere l’incipit, il libro torna sullo scaffale. In fondo, sono sempre stato allergico alle puttanate… speriamo che il libro sia migliore di quello che sembri. Se qualcuno di voi lo ha letto, be’, fatemi sapere.

02 La regola dell’equilibrio

La regola dell'equilibrioSpalanco gli occhi leggendo il nome dell’autore di questo libro: Gianrico Carofiglio. Sono sicuro che ricordate ancora l’opinione che espressi su: Una mutevole verità. Io, almeno, lo ricordo benissimo. Me ne guardo bene dal prenderlo in mano e leggerne la trama, avevo detto basta con questo autore e mantengo sempre le mie promesse. Se doveste leggerlo e trovarlo incredibilmente bello, vi prego di farmelo sapere. Cerco una scusa, valida, per rivalutare Carofiglio. Valida!

03 Morte in mare aperto

Morte in mare apertoA soli tre mesi dall’uscita di Donne, Camilleri sforna un nuovo libro: Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano. Un’altra indagine per Montalbano dunque, questa volta in versione giovanile però. Ormai Camilleri ne sforna uno al trimestre… prima dell’estate avevo letto Una piramide di fango, e mi era piaciuto, ma vista la prolificità dell’autore, mi convinco che perdermi le indagini giovanili di Montalbano non è, in fondo, un gran danno.

04 Il mercante di luce

Il mercante di luceL’autore è vecchioni, che apprezzo per alcune canzoni e ricordo con piacere come professore di filosofia a Palazzo Nuovo, l’Università di Torino. Mi piace Vecchioni, come personaggio; non so se può piacermi anche come autore però. Non ho mai letto nulla di suo… ma il libro, e il personaggio, mi attirano. Così decido di leggere la trama: “Marco è ormai prossimo alla fine. Ha diciassette anni e soffre di progeria, una malattia che accelera vertiginosamente lo scorrere del tempo e condanna a una vecchiaia precoce. Suo padre, Stefano Quondam, fuori dal tempo e dal mondo ci si è sempre trovato, anche se in maniera diversa. È un professore di letteratura greca, grandissimo e misconosciuto, un Don Chisciotte che non ha mai smesso di combattere una testarda battaglia contro la stupidità e l’omologazione. Certo, è al tempo stesso un uomo imperfetto, pieno di difetti, ma vuole trasmettere al figlio quanto ha di più suo. E vuole credere con tutto se stesso che la bellezza che gli tempesta la memoria sia una luce così potente da svergognare il buio. Ma tra i due, chi è veramente il mercante di luce? Chi salva l’altro?”. Ripongo il libro sullo scaffale, sono indeciso… forse un’altro giorno leggerò l’incipit, per capire se può piacermi. L’Autogrill non è il luogo adatto per farlo.

05 L’incredibile urka

l'incredibile urkaDue piedoni verdi, da Hulk, infilati in un paio di infradito, attirano la mia attenzione. L’autrice è l’immancabile Littizzetto. Immancabile, perché a Natale è un must. La Littizzetto, come la chiamano, mi sta simpatica… mi sta simpatica perché è di Torino. Per il resto, però, non apprezzo né la satira né le volgarità. La scrittura sarcastica non è il mio genere. Però questo non vuol dire che non sia un buon libro, il suo. Se l’avete letto e vi è piaciuto, non mancate di farmelo sapere.

06 Il Dio del deserto

Il dio del desertoWilbur Smith scrive libri ambientati in Egitto da quando, io, ero ancora un ragazzino. Forse addirittura da prima. Almeno, io lo ricordo così. Ogni volta che andavo a fare la spesa al supermarket, con la mia famiglia, nel reparto dedicato ai libri, in cui mi infilavo aspettando che i miei genitori finissero, lui, Wilbur Smith, lo vedevo sempre. Da sempre mi sono ben guardato dal leggerlo. Purtroppo le piramidi non hanno mai attirato la mia attenzione… anche in questo caso, però, non significa che non sia un buon libro.

07 I tre giorni di Pompei

I tre giorni di PompeiMi piace molto Alberto Angela, sia come parla, quando racconta la storia in televisione, sia come scrive. Ho letto e apprezzato i primi due libri, quelli ambientati a Roma ai tempi dei romani. Apprezzavo molto suo padre, quando lo guardavo in televisione, e le sue trasmissioni di divulgazione scientifica. Inoltre apprezzo il fatto che siano di Torino. A ben vedere, Torino, è un polo sia per la cultura che per la narrativa. Tuttavia, Pompei, non mi attira. Questa volta mi sa proprio che non lo comprerò. Non so spiegarlo, ma ho un rifiuto istintivo verso quella città e quella storia in particolare. Forse in un’altra vita ero un pompeiano io stesso e il vulcano, oggi spento, mi mette soggezione.

08 Tempesta

TempestaNon ho letto Eredità, il libro da cui, se non ho capito male, prende le fila questo. Quindi è improbabile che lo legga. Inoltre, un’altra storia ambientata nel periodo Nazista? Per carità, la memoria storica è importante, però… non so, non mi ispira come periodo. Non conosco Lilli Gruber come narratrice, se qualcuno di voi ha letto qualcosa di suo, me lo faccia sapere, sono molto curioso.

09 Italiani voltagabbana

Italiani voltagabbanaAnche questo, più che un libro immancabile, un autore immancabile… sotto Natale. La domanda giusta è: abbiamo davvero bisogno di un altro libro di Bruno Vespa? O meglio: abbiamo davvero bisogno di un qualsiasi libro di Bruno Vespa? Eppure vende, quindi negli Autogrill lo troverete, vostro malgrado.

10 Il guardiano del faro

Il guardiano del faroCamilla Lackberg è una scrittrice piuttosto quotata, in questo momento, e so che qualcuno di voi la legge con gioia e ammirazione. Io, invece, di suo non ho mai letto niente. Nonostante questo, proprio perché amo farmi contaminare dai miei follower, decido di leggerne la trama: “In una notte d’inizio estate, un’auto percorre a gran velocità la strada che collega Stoccolma alla costa occidentale. La donna al volante ha le mani sporche di sangue. Insieme al figlio, Annie sta fuggendo verso Gråskär, nell’arcipelago di Fjällbacka. Quell’isola scabra, con il faro bianco e la vecchia casa del guardiano dove crescono le malvarose, appartiene alla sua famiglia, ed è l’unico posto in cui lei si sente al sicuro, lontano da tutto. La leggenda popolare vuole che lì si aggirino gli spiriti dei morti, ma questo non la turba, anzi, in quel luogo così solitario, dove il suo sguardo può spaziare solo su scogli e mare salato, ad Annie piace pensare che i fantasmi siano rimasti per farle compagnia. Intanto, a Fjällbacka, Erica Falck è totalmente assorbita dai suoi gemelli di pochi mesi, tanto più che Patrik, da poco rientrato in servizio, è alle prese con un’indagine piuttosto spinosa: il dirigente del settore finanze del comune è stato ucciso nel suo appartamento con un colpo di pistola alla nuca. Il movente dell’omicidio sfugge e la vittima, che poco prima di morire aveva fatto visita ad Annie all’isola degli spettri, sembra essere stato un uomo dai mille segreti. Sfidando un muro di silenzi, la polizia di Tanum scava nel suo passato e trova un collegamento con un’associazione di sostegno a donne maltrattate…”. Vi dirò, la trama, letta così, mi sembra un guazzabuglio un po’ banale. Al momento ho troppi accumuli da leggere, quindi credo salterò questo giro, ma se voi l’avete già letto, fatemi sapere la vostra opinione e cercherò di trovare uno spazietto per questo libro.

______________

Come vedete, l’Autogrill è un luogo democratico. Ogni tipologia di libro trova qui il suo posto. O meglio, ogni tipologia di libro che ha chances d’essere venduto alla massa. L’Autogrill è una vetrina perfetta per capire cosa legge, se legge, l’italiano medio. Non sottovalutate quella che è, allo stesso tempo, un indagine di marketing e uno spaccato di antropologia nostrana. Si impara sempre, anche da ciò che ci fa storcere il naso.

Dunque, fra questi libri, quali sono quelli che avete letto o prevedete di leggere?

Nota:

L’ordine in cui sono stati organizzati i libri, in questo elenco, è stato scelto dell’autore, secondo il suo gusto, senza alcun riferimento alle classifiche di vendita, né l’ausilio di mazzette sottobanco.

P.S. nel caso in cui qualche Casa Editrice volesse “omaggiare” il sottoscritto, il mio indirizzo mail lo trovate qui.

19 Comments on “Libri da Autogrill, sotto Natale

  1. Rieccomi! Un altro libro che secondo me si trova facilmente negli autogrill (nei supermercati c’è) e che vi consiglio caldamente di leggere è questo: *Link eliminato* : )

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  2. Ho concluso “il guardiano del faro” pochi giorni fa, perché della Lackberg non ne ho perso uno. I primi mi sono piaciuti molto, ma da quando ho ripreso a scrivere ho iniziato a notare maggiormente i suoi difetti.
    Ti faccio un copia-incolla della recensione che ho scritto per IBS, così puoi renderti conto di cosa penso di questo romanzo, a cui ho assegnato un voto 3/5! 🙂

    Anche io ho trovato questo romanzo più debole e prevedibile dei precedenti. Segue il trend della “Sirena”: nemmeno quello mi aveva entusiasmata, forse anche perché arrivava dopo “il bambino segreto”, a mio avviso il migliore della serie insieme a “il predicatore” e “lo scalpellino”. C’è una parola che consente di inquadrare l’atteggiamento della Lackberg in quest’opera: infodump, letteralmente “informazione spazzatura”. Riporta infatti un sacco di dettagli inutili, non pertinenti con lo sviluppo della trama. Inoltre, descrive i pensieri senza mostrarli, e questo aumenta il distacco del lettore nei confronti dei personaggi, che sembrano vuoti e distaccati. Molto meglio far vedere uno che spacca tutto, invece di limitarsi a dire che è arrabbiato, no? La trama è piuttosto prevedibile. MI sarebbe piaciuto qualcosa di più intricato. Tuttavia, credo che leggerò ancora questi libri. Ormai sono fidelizzata e, nonostante tutto, la sufficienza riesce a strapparmela…”

    Della Gamberale, invece, ho letto “Le luci nelle case degli altri”: BELLISSIMO!

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    • Secondo me, la Gamberale, è in gamba. Non ho letto nulla, è vero, ma qualche incipit sì e mi sembra un’autrice valida.

      Su “Il guardiano del faro” sono indeciso, ma sai che bisogna leggere anche libri non propriamente validi, per trarre comunque un insegnamento. Credo che mi spingerò a comprarlo…

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  3. Non ne comprerei neanche uno, ma se proprio dovessi scegliere… no, non ne comprerei neanche uno.
    Gamberale e Gramellini sono famosi? Perché, Salvatore, li stimi pur non avendo letto nulla di loro? So che potrei andare su Google e cercarmeli da sola, ma son pigra 😀

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    • Gramellini è più noto come giornalista che non come scrittore. Scrive su “La stampa” da molti anni e solitamente i suoi editoriali sono molto buoni. Di romanzi suoi non ne ho mai letti, anche se “Fai bei sogni” ha avuto un discreto successo. La Gamberale è abbastanza nota. Ho letto un solo romanzo scritto da lei e mi è piaciuto molto.

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    • Gramellini lo leggo sulla Stampa, come ti ha già risposto Chiara, e delle Gamberale ho letto qualche incipit. Di loro non ho mai letto nulla perché gli argomenti che trattano non mi sfiorano, quindi preferisco, dovendo scegliere tra le tonnellate di pubblicazioni, dare la precedenza ad altre letture. Questo in particolare, però, non mi convince. Aspetterò dei pareri.

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  4. A proposito di Camilla Lackberg (che non conosco)… vuoi che ti dica cosa ne penso delle trame spiattellate nella seconda di copertina? Le brucerei insieme a quelli che curano le prefazioni ai romanzi e ti dicono come interpretare ciò che leggi. Potrei fondare un gruppo “a difesa della privacy della storia”. Hanno fondato persino il gruppo per la difesa dei nani da giardino… perché no? (Anche i funghetti da giardino, però… :()

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    • Condivido. Però, giusto due righe, per capire se l’argomento è di interesse… non so, devo rifletterci. A dirti la verità, prima di acquistare un libro, io indago. E quelli che acquisto, in genere, sono stati pubblicati almeno un decennio prima… quindi la cosa mi sfiora poco. 😛

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  5. Aò, e sbrigate co ‘sta rustichella, nu sta sempre a legge ‘ste fregnacce spaccapalle. Ma davero è tuo ‘sto autogrille? Gajardo, però ce farei ‘na zona porno ar posto dei libbri. A cometechiami! A Sarvatore! Er Guardiano der faro, famme er piacere, e rimettilo ar posto suo, tra i ciddì de Venditti. Grazzie Roma, che ci fai vivere e…

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      • Certo, ma c’avrei giurato! Littizzetto, Vespa se non spopolassero nelle vendite di Natale mi preoccuperei. In Italia basta essere sempre in tv per vendere la qualsiasi. Parlo dell’Italia, perché non ho idea di come funzioni oltre i nostri confini!

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        • Neanch’io so come funziona oltre confine, ma non spererei in una situazione eccessivamente diversa. Ad esempio, negli Stati Uniti, è addirittura peggio. Anche se c’è uno zoccolo duro di lettori forti e intellettuali, piuttosto ampio, che riesce a riequilibrare le cose.

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