Chi dorme non scrive libri


scrivere libri

…quando il tempo è un sogno

Mercoledì scorso mi è capitato di leggere il post di Carlo, il quale si chiedeva come facciamo a trovare il tempo per scrivere, e visto che di volta in volta la domanda ce la siamo posta un po’ tutti e sicuramente ognuno ha trovato la propria soluzione personalizzata, volevo approfondire meglio l’argomento. Il punto, però, non è come facciamo a trovare il tempo, quello si trova se si vuole, ma quanto decidiamo di dedicarne.

Il tempo che dedichiamo alla scrittura riflette in modo proporzionale la convinzione che ognuno di noi coltiva verso questa “professione”. Non posso certo stabilire io quanto sia il tempo opportuno da riservarvi, non credo che esista una regola generale, le mie quattro ore infruttuose potrebbero diventare una mezz’oretta molto proficua per qualcuno dotato di maggiore talento e freschezza.

Tuttavia la quantità di tempo riflette indubbiamente la nostra convinzione, o testardaggine se credete, palesando una buona dose di follia, ma rappresentando anche un investimento per il futuro. Se questo investimento porti poi a risultati positivi non è il tema di questo post, come tutti gli investimenti può andare bene o male. La fortuna, il destino, la casualità e il talento (che pur sempre di caso si tratta, avercelo o meno non è certo stata una nostra scelta) giocano un ruolo fondamentale e imponderabile.

Il mio tempo vale sogni

Il tempo che dedico io ogni giorno alla scrittura non è poco. Si tratta di ben quattro ore strappate al sonno. Dico, quattro ore vi sembrano poche? Praticamente si tratta di un lavoro part-time da aggiungere a quello ufficiale.

Mentre sto scrivendo guardo l’ora dal computer, sono le 04 e nove minuti. Le quattro del mattino. Oggi ho più sonno del solito e coltivo la paura che questo post venga fuori peggio del normale. Non è sempre così però, ci sono notti in cui scrivo da Dio. Almeno, per me.

Oggi invece non va tanto bene. Ho dovuto rileggere l’incipit tre volte, cercando di afferrare il senso di quello che stavo scrivendo, e ho dovuto riscrivere due o tre paragrafi daccapo. Se quello che leggete vi pare un tantino confuso, be’, chiedetevi come scrivereste voi alle quattro del mattino.

Perché scrivo a quest’ora? Per diversi motivi. Il silenzio innanzitutto. Nel cuore della notte, dalle mie parti, non si sente fiatare una mosca. Poi perché dalle tre alle sette e mezza, orario in cui mi preparo per correre in ufficio, sono ben quattro ore e mezza che posso dedicare in tutta calma alla scrittura, senza interruzioni e senza fretta. Non so voi, ma io non riesco a scrivere se ho fretta di terminare. Quella storia del timer da impostare ogni mezz’ora non fa per me, io non ho bisogno di costringermi a scrivere, invece ho bisogno di tempo e silenzio.

Per riuscire a scrivere quattro ore filate sono costretto ad andare a dormire alle nove e mezza di sera. Dopo cinque ore scarse passate a coltivare incubi mi sveglio. Non lo faccio automaticamente, devo impostare una sveglia. Alle tre sono in piedi. Una buona tazza di caffè americano mi aiuta a resuscitare. Il caffè americano è più utile di quello italiano perché si sorseggia a lungo.

In queste quattro ore scrivo, progetto, rifletto, curo il blog, rispondo alle mail, butto un occhio ai social network – senza perderci troppo tempo -, poi torno a scrivere. Mi piace l’idea di avere tanto tempo a disposizione, ma non è tutto qui il tempo che dedico alla scrittura.

Un pranzo in meno una pagina in più

L’azienda per cui lavoro riserva ben due ore alla pausa pranzo. Due ore. Cavolo, uscissi dall’ufficio due ore prima avrei ancora una buona parte del pomeriggio da dedicare ad altro. Tuttavia non stabilisco io le regole e sono costretto a inventarmi modi creativi per utilizzare quel tempo al meglio.

Anni fa, quando ero più giovane e perennemente a caccia di donzelle, le passavo a sudare in palestra. Poi mi sono fatto più furbo e adesso le passo davanti al monitor. Non ho idea se il cambio sia valsa la candela, forse così furbo poi non lo sono affatto. Tuttavia in quelle due ore posso fare un sacco di cose. Una cosa che non posso fare, però, è scrivere. In ufficio non c’è la calma necessaria per scrivere in modo creativo. La scrittura è mestiere duro, servono concentrazione e buone idee.

Visto che la concentrazione non la trovo, mi dedico alle seconde. In genere limito la creatività alle idee per i post. Ho un elenco che si allunga ogni giorno. Mi chiedo se riuscirò mai a terminarla quella lista, se riuscirò a parlare di tutti gli argomenti che si accavallano. Ignoro invece volutamente le idee per romanzi, sono deleterie perché mi conosco e finirei per scrivere una nuova storia ogni giorno. Certo, potrei usarle per i racconti, ma ultimamente trovo un po’ sprecato il tempo passato a scrivere racconti. I racconti non mi portano da nessuna parte. I concorsi, certo, ma i concorsi a cui ho partecipato non hanno fatto di me uno scrittore. Molto meglio dedicarsi a coltivare una sola storia, a scrivere un solo libro fino alla sua conclusione.

Nella pausa pranzo rispondo anche alle mail, dedico maggiore tempo ai social network e rispondo ai commenti qui, sul blog. Se avanza tempo, lo passo a leggere. La lettura è parte integrante della scrittura. Il tempo che uno scrittore passa a leggere può rientrare nel computo delle ore passate a scrivere. Leggere è palestra. Alla fine, quindi, ho continuato a dedicare la pausa pranzo all’allenamento, di un tipo diverso però. Non passo più il tempo a tirare cazzotti a un sacco, ma a sfogliare pagine; sempre di palestra si tratta.

I weekend andrebbero goduti

Fino a qualche tempo fa passavo i weekend a scrivere. Lo faccio ancora, ma sempre meno. Le quattro ore notturne sono più che sufficienti a soddisfare il mio bisogno di tempo. I weekend invece andrebbero goduti. Soprattutto per chi, come il sottoscritto, ha una compagna. Tornerò sull’argomento “compagni” di vita prima o poi.

Tuttavia due giorni interi di pausa dal lavoro non posso lasciarli passare senza scrivere neanche una sola parola. Ci provo, certo, ma il bisogno di scrivere mi urla nelle ossa. La mia donna mi odia ogni giorno di più per questo, ma chi sono io per non farmi odiare da una donna? Ogni giorno una manica di cazzoni ci riesce per motivi assolutamente futili, io almeno un buon motivo ce l’ho e anche se non dovesse portare da nessuna parte, il tempo dedicato alla scrittura non sarà mai stato tempo sprecato. Non per me.

Adesso sono le 04 e 53 minuti. Ho impiegato decisamente troppo tempo per scrivere questo post. Il tempo è denaro e il mattino ha l’oro in bocca… Se trovate chi ha inventato questi proverbi spiegategli che se il tempo fosse denaro saremmo tutti dannatamente ricchi e che il mattino con l’oro in bocca mi fa pensare a un vecchio con i denti finti al posto di quelli veri, un immagine tutt’altro che esaltante. Sto divagando, perdonatemi. È colpa dell’orario e anche del fatto che non ho voglia di terminare questo post. Per me scrivere è una droga. Mi alzerei alle tre del mattino se non fosse così?

Il vostro tempo

Alla fine io riservo ben sei ore al giorno alla scrittura, nel suo insieme, più i ritagli di tempo che sono difficili da calcolare e i weekend. Anche i weekend sono difficili da far rientrare nel computo. La mia donna tende sempre a organizzare qualcosa il sabato e la domenica, riempiendo le mie giornate a mio scapito. Chissà perché lo fa?

Ad ogni modo, voi, sì, proprio voi, quanto tempo dedicate alla scrittura? Ritenete sia sufficiente o ne vorreste di più?

12 Comments on “Chi dorme non scrive libri

  1. Anche io ho trovato un equilibrio, con il tempo da dedicare alla scrittura, sebbene non sempre riesca ad essere costante come vorrei. Ieri sera ad esempio non ho scritto perché mi sentivo stremata, ma ho letto moltissimo, il che va anche bene se lo si fa con atteggiamento analitico e disponibilità ad imparare.
    Solitamente dopo il lavoro non riesco a dedicare più di una o due ore alla scrittura e questo mi fa venire una carogna che non immagini… purtroppo svolgendo un’attività che mi tiene incollata al pc rischio di stancarmi troppo. Inoltre, la sera sto volentieri con il mio compagno.
    Sfrutto le mattine del weekend: non abbiamo più voglia di fare le ore piccole, le 4 o le 5… se vado a dormire all’1:00, alle 9 sono bella pimpante. Nel weekend riesco a mantenere un equilibrio fra il tempo da dedicare al mio compagno ed a me, e quello da dedicare alla scrittura. So che potrei fare molto di più, però non sono un robot e purtroppo al momento la mia vita è quella di un’impiegata pendolare. Cerco comunque di alimentare il romanzo in altri modi, durante la pausa pranzo e nei tempi morti.

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    • Io la sera non scrivo. L’ho fatto per tanto tempo, ma come dici tu dopo una giornata passata al computer mettermi al computer anche a casa è troppo. Invece vado a dormire presto e mi sveglio alle tre. Con quattro ore davanti per scrivere non ho più bisogno di dedicare i weekend che invece passo con la mia donna. Inoltre scrivere dopo aver dormito è molto meglio che scrivere dopo un’intera giornata di lavoro sulle spalle.

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      • Per curiosità: voi abitate insieme?
        Noi sì, e capitano momenti nel weekend in cui si è in casa a rilassarsi, magari lui legge un libro, ed io scrivo. Questo non toglie assolutamente tempo alla coppia ma, al contrario, ci aiuta ad avere un giusto equilibrio. C’è stato un tempo, subito dopo aver cominciato a convivere, in cui entrambi avevamo smesso di ritagliarci spazi individuali, e la storia era diventata soffocante. Adesso, a meno che non si faccia una gita fuori porta, nel weekend la mattina scrivo due o tre ore ed al pomeriggio si sta insieme.
        Purtroppo, in questo momento, non posso fare altrimenti. Le operazioni di contorno (blog, ricerche ecc) le faccio tranquillamente anche nei tempi morti al lavoro. Per questo motivo, mi sono quasi imposta di non farlo quando mi trovo a casa, per dedicarmi esclusivamente allo scrivere. Devo dire che funziona abbastanza.
        Al momento, la mia vita è questa qui. Spero che con il tempo le routine possano cambiare, e con esse il tempo da dedicare alla scrittura.

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        • Sì, da cinque anni. Il punto è che sono sempre fuori casa, o in ufficio (e quindi la sera rientro) oppure in trasferta (quindi non rientro). Il tempo che passiamo assieme è davvero poco e lei inizia a diventare tipo un serial killer; faccio fatica ad addormentarmi per paura che mi sgozzi nel sonno… 😛
          Anche noi per molto tempo ci siamo annullati a vicenda, credo sia abbastanza comune. Adesso respiriamo decisamente di più. Solo che abbiamo interessi e passioni diverse. Ad esempio, a lei non piace leggere. Pensa che culo, sta con uno scrittore! 🙂

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          • Noi invece abbiamo un discreto equilibrio. La sera siamo comunque tutti e due in casa, dunque il tempo da dedicare alla coppia non manca. Inoltre lui è appassionato di giochi di ruolo online, quindi riusciamo ad essere equilibrati perché quando lui gioca io scrivo… e poi si sta insieme 🙂

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  2. Sorseggiare in generale si sposa bene con la scrittura; se poi scrivi ai tuoi orari, il caffè americano è una mano santa. Quando lavoravo, scrivevo proprio in orario d’ufficio (non sono un mostro, è che lavorando all’aeroporto avevo momenti molto intensi e altri morti). Non mi era difficile, semplicemente perché restavo nel mondo della storia per tutto il tempo, facendo tre o quattro cose senz’anima nel frattempo. Adesso riesco a dedicare alla scrittura in senso stretto al massimo un paio d’ore al giorno; il resto se ne va tra blog e operazioni di contorno. Pensando a cosa scrivere mentre faccio il mio dovere di mamma-moglie, in quel tempo tiro fuori tra le cinquecento e le mille parole. Per me così va bene, perché se resto troppo sul pezzo la qualità ne risente. L’unico neo è che scriverei meglio e di più la mattina, ma con la famiglia è quasi sempre impossibile, perciò scrivo il pomeriggio, o (di rado) la sera. Mi ci sto abituando, tutto sommato.

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    • Il mattino è un buon momento anche secondo me, soprattutto il mattino presto. Molti scrittori si svegliano prestissimo per scrivere, almeno così dicono. Cosa facevi in aeroporto? Era interessante lavorarci?

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      • Lo è stato in passato, diciamo i primi quindici anni. Ultimamente ero in un ufficio più burocratico che operativo, in un ruolo di per sé migliore del primo, ma in pratica noiosissimo. Non faceva per me. E’ colpa di quel lavoro se adesso non mi sveglio presto per scrivere. Già così, per motivi familiari, mi sveglio alle 6; se devo anticipare, dopo lustri passati a svegliarmi alle 4,30, mi viene la tristezza.

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  3. Ma anziché dormire alle 21,30 e alzarti alle 3, non è meglio scrivere dalla sera, diciamo dalle 20, fino a mezzanotte? 🙂

    Io la notte crollo, mi alzo alle 6,30 e quando sono le 23,30 ho bisogno di dormire. Raramente faccio mezzanotte o più tardi, ma solo se vado al cinema.

    Per me la pausa pranzo ideale è quella che facevo da militare: mezz’ora, più che sufficiente. Vuoi mettere staccare da lavoro alle 16,30? (In caserma non è mai successo, ma è un altro discorso).

    Puoi provare a scrivere racconti per le selezioni editoriali, ce ne sono diverse in giro. Non è tempo sprecato e avresti delle pubblicazioni.

    Io ultimamente invece nei fine settimana non accendo proprio il computer.

    Non ho fatto il conto di quante ore scrivo al giorno, ma vedrò di farlo. La tua donna, stavolta devo essere solidale con una donna, ha pure ragione: lavorate tutta la settimana, almeno sabato e domenica bisogna staccare da tutto e staccare fa bene anche alla scrittura 🙂

    Io vorrei passare le giornate a leggere e scrivere, ma non è possibile.

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    • Scrivere la sera non è la stessa cosa che scrivere al mattino presto, perché di sera hai tutta la giornata sulle spalle, sei stanco e le idee, anche quelle buone, ormai hanno la muffa. Inoltre alla sera c’è più rumore che alle tre del mattino. Invece al mattino presto, dopo aver comunque dormito bene ben 5 ore, si è riposati e freschi, pronti per scrivere qualunque cosa.
      Per le pubblicazioni editoriali, ci penserò. Magari potresti fare un post al riguardo. 😉
      Le donne non hanno mai ragione, punto. Adesso scusami, devo andare a scavarmi la fossa… 😛

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  4. Salvatore, complimenti!! Sottrarre così tanto tempo al sonno è notevole, questa sì che è determinazione. Io non sarei capace di svegliarmi a quell’ora, se dormo poco non combino niente.
    Però lo capisco il fatto di scrivere quando c’è silenzio e tutti gli altri dormono.
    In linea di massima, se tutto va bene, dedico alla scrittura un paio di ore al giorno, compresi eventuali post. Il fine settimana invece neanche io tocco computer, se non per giocare 🙂
    Le donne non hanno mai ragione, eh?! sgrunt

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    • Ciao Maria Teresa, voi donne avete così spesso ragione che ogni tanto è più che opportuno affermare il contrario, altrimenti vi montate la testa e poi chissà dove si va a finire… 😛 😉
      Tieni conto che non sottraggo tempo al sonno, dormo comunque ben 5 ore (!), che non sono le otto che vorrei, ma possono bastare. Forse il problema è che sono un pessimo scrittore, non riesco a fare in 4 ore quello che farebbe uno scrittore talentuoso in 1… Forse. Ad ogni modo il ritmo che ho adottato mi piace. Se funziona anche, però, lo vedremo solo fra qualche mese.
      Un paio di ore al giorno, tutti i giorni (weekend esclusi), mi sembra un ottima media comunque. 🙂

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