L’importanza di una buona scaletta


L'importanza di una buona scaletta

…quando una scaletta diventa una scalata

Mi piace come scrivo. Mi piace quello che scrivo. Ma… Quel ma pesa come un sasso. A oggi ho scritto quasi un terzo del romanzo – dopo aver ricominciato per ben due volte -, eppure mi ritrovo nuovamente a vagare in mezzo a una foresta sconosciuta. Sperduto.

Ogni volta è sempre la stessa storia. Idea fulminante. Inizio da urlo. Brucio le pagine. L’incipit è facile da scrivere. Le parole volano. Arrivo a 50/80 pagine e poi… il vuoto. Non il vuoto di idee. Io non so cosa sia il blocco dello scrittore. Le idee proprio non mi mancano. Le parole scorrono come flusso benefico, impossibili da arrestare.

Mi blocco perché devio dal sentiero e non mi ritrovo più. Il mio istinto narrativo sa che sto sbagliando, che quello che da un certo punto in avanti ho scritto non va bene, e tira il freno. Io, cocciuto, insisto e vado avanti. Scrivo altre trenta pagine, ma sono robaccia. Nulla a che vedere con le prime cinquanta. Perché?

L’importanza di una buona scaletta

So cosa state pensando: questo idiota, questo simulacro di un aspirante scrittore fallito, non ha ancora capito che non si scrive di getto, ma programmando! Glielo abbiamo detto così tante volte che se proprio non lo vuole capire, non possiamo spendere altre parole.

Vi sbagliate. Non perché non abbiate ragione nel sottolineare l’importanza di una buona scaletta, ma perché questa volta una scaletta l’ho fatta. C’è. L’ho studiata per bene. Funziona perfino. Eppure mi sono perso lo stesso.

A un certo punto ho smesso di seguirla. Non so perché, l’istinto forse. A volte l’istinto ti porta su una buona strada e non puoi in tutta coscienza evitare di assecondarlo. Altre volte invece, ti porta solo lontano. Per me, finora, è sempre stata buona la seconda. Forse ho un istinto di merda. È questo il problema? No. Perché rileggendo la parte che non funziona, be’, è fantastica. Slegata dal resto è meravigliosa. Allora dove sbaglio?

Procedere per piccoli passi

Questa sera, dopo quasi una settimana passata senza il coraggio di rimettere mano al romanzo, anziché continuare a scrivere, mi sono seduto alla mia scrivania e ho fatto una cosa che tutti – dico tutti – i manuali di scrittura creativa sconsigliano: ho riletto il manoscritto dall’inizio!

Mentre leggevo ho capito l’errore. Conoscendo la storia (visto che ho fatto una scaletta) sono balzato troppo in avanti. Ho scritto scene che vanno posticipate e ho ignorato scene che andavano inserite prima. Perché succede?

Succede perché la scaletta che ho programmato, per quanto ben fatta, non delinea la storia per filo e per segno. Semplicemente l’abbozza per grandi punti. Questo perché ho sempre un po’ paura a dedicargli troppo tempo. Per due buone ragioni: 1. perché, dato il mio carattere scostante, ho il terrore che se dedicassi troppo tempo alla scaletta la passione che mi ha spinto verso una certa storia possa nel frattempo spegnersi; 2. perché ho il terrore che una scaletta troppo dettagliata possa essere castrante dell’ispirazione.

I libri non sono film

Visto che un romanzo si scrive sia con la testa, sia con il cuore, voglio concedere il giusto spazio alla fantasia, al guizzo nato sul momento. Sono i migliori secondo me. Senza quelli, scrivere si limiterebbe all’atto di compilare pagine seguendo un copione che ha poco di letteratura e tanto di matematica.

Come per il cinema di Hollywood: tutto matematica. Loro hanno un metodo, che non esito a definire industriale, e lo applicano a ogni film che producono. Ogni genere ha le sue caratteristiche peculiari, certo, ma l’ossatura è sempre la stessa. Visto uno, visti tutti. Se vi concentrate, riuscite perfino ad anticipare le battute o le scene. A me capita in continuazione. A voi no?

Ma i libri non sono film. Non possono essere un prodotto industriale, anche se in giro se ne vedono sempre di più così. Le storie preconfezionate non mi piacciono. È come scegliere cibo surgelato al posto di prodotti genuini. Certo, è più difficile procurarseli. È più difficile cucinare, piuttosto che scaldare il cibo al microonde. Però il risultato si vedrà spero!

Ricominciare, ancora

Dopo aver riletto tutto, quello che devo fare mi è chiaro. Devo tornare sui miei passi. Modificare qualche cosa. Buttare via qualcos’altro. Inserire scene mai scritte e posticipare scene già scritte. Semplice, no?

No. Perché solo l’idea di rimettere mano a una cosa già fatta mi fa venire il latte alle ginocchia e piuttosto che farlo, scrivo questo post… Sono proprio alla frutta. Tuttavia c’è anche un’altra cosa che mi è chiara: questa volta non abbandonerò il romanzo che sto scrivendo. È troppo buono. È scritto troppo bene. Lo so che me lo dico da solo e, vi prego, perdonatemi. Non sto cercando di convincere voi, né di convincere me, è solo una constatazione.

O meglio, sto cercando di convincermi, certo, ma a non abbandonare l’ennesimo romanzo abbozzato. Vedete, le parole scritte con intento creativo non sono solo segni su una pagina, sono creature vive. Puoi scrivere la parola casa, ma se lo fai con intento creativo quella parola non è più solo un segno ma ha il calore di una famiglia, la storia di un luogo, la solidità di quattro mura, il carattere delle persone che ci abitano. Insomma, è una parola viva. Non si può semplicemente gettarla via.

Inoltre sono davvero convinto che il lavoro fatto finora sia valido. Rileggendolo mi piace! È questo è un miracolo, perché nulla di mio mi piace mai davvero. Quello che adesso dovrò fare è trovare la forza, la voglia, il coraggio e lo spirito per tornare sui miei passi e modificare quello che speravo di non dover più toccare. Tutto questo ben prima di intravedere a distanza la fine. Sono lontano dal mettere la parola fine, eppure devo già revisionare. È sconfortante.

La vostra scaletta

Soprattutto, devo rimettere mano alla scaletta. La devo rendere più precisa, dettagliata. Ho paura a farlo. Ho paura che possa passarmi la voglia, che possa castrare la fantasia, ma so che devo. Altrimenti mi perderò di nuovo e non avrei la forza di ricominciare. Quindi, vi chiedo: che aspetto ha la vostra scaletta?

15 Comments on “L’importanza di una buona scaletta

  1. Io ho difficoltà sia a creare scalette troppo pedisseque perché mi vincolano, sia a scrivere di getto perché vado fuori tema e riempio pagine e pagine di dettagli non utili alla storia, oppure mi blocco.
    Dopo aver riflettuto a lungo su come procedere, ho trovato un metodo che per adesso sembra funzionare: prima della stesura, ho fissato gli snodi fondamentali della trama. Poi scaletto per “blocchi”.
    Esempio:
    Supponiamo di aver deciso, in fare di progettazione che:
    – Tizio perde il lavoro
    _ Tizio inizia a spacciare droga
    Ciò che accade fra il punto A e il punto B lo scaletto mentre sto già scrivendo. In poche parole programmo le tappe ma non il percorso.
    Rileggere il libro da capo non è un male se serve a recuperare grinta e creatività. Non dimentichiamoci che siamo in una fase di rinascita dopo un lungo silenzio, dunque il fine giustifica i mezzi. Forse è meglio non ingabbiarsi dentro regole precostituite, fissate da altri, e sentirsi liberi di agire come meglio crediamo.
    Io ho il tuo stesso obiettivo: arrivare alla fine del libro senza abbandonarlo, a prescindere dalla sua qualità. Dunque cerco di andare avanti un passo per volta, un pezzettino per volta, senza paura di cancellare e riscrivere.

    Liked by 1 persona

    • Ciao Chiara, grazie mille per il commento e per l’idea. Mi piace il tuo modo! Proverò da subito a metterlo in atto. Finora, in modo fallimentare, sono sempre partito da un’idea, poi da un ragionamento puramente mentale finalizzato a sfiluppare l’idea a cui faceva seguito la scrittura di getto. Mi sono sempre arenato, al punto di abbandonare. Conscio di questo, per il mio ottavo romanzo, sono partito con lo stilare quella che chiami una prima stesura della trama per punti. Ho utilizzato le tecniche di Vogler per farlo. Di per se funziona, ma dopo un’ottantina di pagine mi sono arenato lo stesso. Già dopo trentasei ero uscito fuori tema a dire la verità. Me ne sono reso conto rileggendo. Tuttavia fare una scaletta dettagliata mi spaventa. L’idea di procedere per blocchi però, potrebbe funzionare. Grazie!

      Mi piace

      • Io ho usato le tecniche di Voegler per gli snodi principali di cui sopra. I singoli punti li pianifico di volta in volta. Prima andavo maggiormente a ruota libera. Poi ho sentito il bisogno di pormi una regola.
        Quando mi sento bloccata lavoro su frammenti di trama in ordine non cronologico. Funziona abbastanza, almeno per ora. Poi dovrò vedere cosa sarà metterli insieme una volta giunta alla fine.
        In ogni caso sono ancora agli inizi. Mi rendo perfettamente conto che il mio metodo è ancora tutto da perfezionare. Occorre molto tempo e molto allenamento. Per questo motivo punto a finire il romanzo, sicura che mal che vada avrò fatto un po’ di palestra.
        Se ti va di capire meglio come opero, ecco: http://appuntiamargine.blogspot.it/2014/06/gestione-della-trama-il-mio-modo-di.html … è già il secondo link che pubblico, e spero non ti infastidisca. Lo faccio per condividere, dal momento che siamo in una situazione abbastanza simile.

        Liked by 1 persona

  2. Ho sempre la sensazione che a bloccarci sia la paura, nel tuo caso la paura di vedere l’idea snaturata dalla programmazione. Non ti succederebbe, ne sono certa. Sicuramente esistono persone che se solo vedono una regola la seguono come mucche alla cavezza, ma tu ti senti così? Se lo sei, ti assicuro che non lo sembri. Se ti fai una scaletta abbastanza dettagliata, prendendo in considerazione a ogni bivio tante ipotesi per scegliere la migliore, poi ci saranno comunque momenti in cui la metterai in dubbio, perché la fantasia esiste per fantasticare; ma ti basterà provare a tratteggiare una scaletta alternativa in base alla nuova idea, seguendo il classico e sempre valido principio causa-effetto, per capire se la nuova strada è migliorativa o va ignorata. Alla fine l’unica cosa davvero dannosa è sentirsi frustrati perché non si riesce a proseguire. Arrivare alla parola “fine” è il primo grande traguardo, altro che pubblicazione!

    Liked by 1 persona

    • Hai proprio ragione, è il primo grande obbiettivo e invidio chi, come te ad esempio, è riuscito a raggiungerlo più volte. Come fai? 🙂
      No, non sono uno che ama seguire le regole e sentirmi imbrigliato non mi è sicuramente favorevole. Però ho l’esigenza di mettere ordine al caos. Ho sempre la sensazione, quando scrivo, di non riuscire ad avere una visione d’insieme. Un po’ come se fossi miope e vedessi una frazione di romanzo per volta. Quello a cui vorrei arrivare, mentre scrivo, è non scrivere focalizzando l’attenzione sulla scena in se, ma con un occhio più generale fissato sull’insieme della storia. Non so se sono riuscito a rendere l’idea… Forse lavorando di più sulla scaletta potrei arrivarci. Tu la scaletta la fai?

      Mi piace

      • Eh sì, non credo che ce la farei senza. Sarebbe un po’ come partire per un lungo viaggio senza sapere dove andare. Parto dall’idea iniziale e inizio a pormi tutte le domande di rito: chi? Dove? Perché? Quando? E se…? Per ogni domanda mi do tutte le risposte che mi vengono in mente (hai presente il brainstorming?) e scelgo quella che mi ispira di più. Passo passo, dopo avere conosciuto bene i personaggi, mi faccio una sequenza di punti di trama da toccare, fino al finale. Dopo smetto di pianificare (perché diventa un’ottima scusa per rimandare la prima stesura) e parto. Al termine di ogni capitolo metto a fuoco abbastanza nel dettaglio come si svolgerà il successivo, così c’è un costante aggiustamento in corso d’opera. Quando vengo fulminata da un’idea diversa procedo come ti ho detto prima. Non è che in questo modo tutto fili liscio, naturalmente; la testa è troppo infida per lasciarmi tranquilla! Ma è così per tutti, credo. Insomma, per me il sistema funziona, ma non è detto sia quello giusto per te.

        Liked by 1 persona

  3. Per me troppo dettagliata non va fatta. Io ho una scaletta appena accennata, ma non la seguo mai in modo preciso. Dipende però da cosa devo scrivere. Per alcuni romanzi secondo me va fatta in modo meticoloso, perché tutto combaci.

    Anche io rileggo il manoscritto dall’inizio: non va fatto? 😀

    Vedrò di scrivere un post su questa scaletta, anche se, come ho detto, io non ne faccio una seguendo un metodo.

    Liked by 1 persona

    • Stephen King dice di no, nel suo On Writing. Ovviamente i manuali vanno presi con le molle. Forse ha un senso non rileggere il manoscritto quando si ha alle spalle decine di romanzi riusciti, ma per noi poveri tapini varrà la stessa cosa?
      Sollecito scrittura molto tecnica di due post tematici: “Come realizzare una scaletta di successo” e “Dieci buoni motivi per non realizzare una scaletta”. 😉

      Mi piace

  4. Meno male che non mi impantano solo io! Per “scalettare” adesso sto usando i consigli di Morgan Palmas, “Come scrivere un romanzo in 100 giorni”, disponibile sul sito “Sul romanzo”.
    – Prima si divide il romanzo in 8 macro-tematiche. Dividi un cerchio in 8 fette e scrivi i punti salienti della storia in senso orario.
    – Da ogni fetta partono poi tre frecce, ogni freccia è una micro-tematica, spieghi a te stesso cosa succede nella storia. E ualà, hai i tuoi 24 capitoli belli pronti.
    – Io poi ho scritto ognuno capitolo su un post-it e li ho appesi in ordine cronologico. Il passo successivo è stato creare l’intreccio, la fabula, quindi ho riposizionato i post-it nell’ordine di come voglio che il lettore li scopra, creando flashback e capatine nel futuro.
    Non so se funzionerà, ma ho sempre desiderato avere una lavagna piena di appunti e ghirigori come i detective nei film, mi fa sentire molto professionale 😉

    Liked by 1 persona

    • Ciao Lisa, benvenuta nel mio blog e grazie per il commento interessante. Non lo conoscevo, Palmas, andrò a buttargli certamente un occhio. Però, descritto così come hai fatto, sembra un metodo molto meccanico. Come “confezionare rose senza pungersi le mani” o roba così. Non so se fa per me… Tu ti ci sei trovata bene? 🙂

      Mi piace

  5. Io scrivo di getto, come se una creatura interna mi dettasse le frasi.Nel mio cervello c’è un ordinato sovraffollamento di idee…Ma, tutto sommato, non sono male! E non è solo una mia opinione, per fortuna!

    Liked by 1 persona

    • Ciao Maria, benvenuta nel mio blog. Anch’io scrivo di getto; è la cosa che mi dà maggiore soddisfazione. Quando vedo la pagina bianca riempirsi di parole e immagini che prima non esistevano prendere vita… be’, ne godo tantissimo. Tuttavia, scrivere un romanzo è un’altra cosa. Scrivere un romanzo è complicato e aiutarsi con una buona scaletta non solo è utile, potrebbe essere indispensabile. Per un racconto, invece, potrebbe non essere necessario; dipende molto dalle caratteristiche dello scrittore. Se hai una buona memoria, non ti serve una scaletta.

      Mi piace

  6. Non sempre uso una scaletta, dipende dal tipo di romanzo.
    Per la serie che sto scrivendo in questo periodo, però, è fondamentale perché si intrecciano diverse ambientazioni storiche, ognuna divisa in capitoli che si alternano con il presente. Uso un file excel con tre colonne: nella prima c’è l’anno in cui il capitolo è ambientato, nella seconda un appunto su cosa accade nel capitolo (proprio tre parole, tipo “tizio ammazza caio”), nella terza metto un “ok” quando il capitolo è finito e revisionato. In questo modo posso filtrare per sotto-trame per assicurarmi che tutto fili, spostare l’ordine dei capitoli (come Lisa con i post-it) e avere sott’occhio le parti da rivedere o completare.

    Non so per quale motivo sia sconsigliato rileggere tutto dall’inizio, io lo faccio spesso.

    Liked by 1 persona

    • È sconsigliato perché la prima stesura, naturalmente dopo aver preparato tutto il materiale (scaletta compresa), andrebbe scritta il più velocemente possibile. Questo per evitare durante la stesura di distrarsi, di far sorgere dubbi e, quindi, di non riuscire a completarla (un problema piuttosto tipico, di cui so qualcosa…). Un altro motivo è che è inutile tornare indietro a rileggere, e correggere, visto che questo è un lavoro che devi fare in revisione.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: