La pagella dello scrittore


Stephen King

Andando a zonzo per il web ho ribeccato questo meme. Era apparso in origine su Pennablu, questa volta invece lo ritrovato sul blog di Sam. Quando era uscito la prima volta l’avevo letto senza però dargli troppo peso. A distanza di qualche mese invece, mi sento pronto a confrontarmi con le mie paure.

Questi 22 punti sono stati estrapolati da On Writing di Stephen King e sono una sorta di riassunto dei consigli che egli dà nel suo libro, su cui ragionare e darsi dei voti. Riuscirò a meritare la sufficienza per il Dottor King? Vediamo.

01 – Smetti di vedere la televisione. Leggi invece il più possibile

Caro Dottor King, al riguardo mi trovi pronto e preparato. Non guardo la televisione. Non mi piace. La trovo noiosa, ridondante, sempre uguale a se stessa e culturalmente davvero bassa. Quando mi ritrovo solo in casa per periodi lunghi dimentico che esista.

Leggo parecchio invece. Non so dire quanti libri all’anno. Forse non sono un lettore fortissimo, ma sono certamente un lettore molto vario.

Voto: 8 (perché non mi piace guardarla, ma leggere sì)

02 – Preparati a più fallimenti e critiche di quanto pensi di poter affrontare

No, su questo non sono preparato affatto caro Dottore. Anzi, mi demoralizzo facilmente. Ognuno faccia i conti con il proprio carattere. Per fortuna ho una compagna con le palle (non in senso letterale). Ci pensa lei a tirarmi su, quando ne ha voglia.

Voto: 3 (perché i fallimenti mi buttano proprio giù)

03 – Non perdere tempo a cercare di piacere alla gente

Altra cosa su cui devo sforzarmi un po’. La verità è che la gente mi piace poco e, forse per riflesso, io piaccio poco a loro. Tuttavia non si può scrivere senza essere letti, dico bene? Quindi un po’ ci provo a piacere, lo ammetto. Prenderò per buono il tuo suggerimento Dottore: smetterò di sforzarmi. Anzi, mi sforzerò di essere me stesso.

Voto: 4 (perché ci provo, ma nemmeno più di tanto)

04 – Scrivi soprattutto per te stesso

È quello che faccio Dottore, scrivo per me. Le motivazioni sono quelle giuste. Ciò non significa che non ci siano in mezzo anche quelle sbagliate: sperare di sentirsi dire bravo, guadagnare qualche soldo, vedere il proprio libro in vetrina nelle librerie… Insomma, dobbiamo sempre essere perfetti?

Voto: 6 (dai la sufficienza ci può stare)

05 – Affronta le cose che sono più difficili da scrivere

Non trovo ci siano cose difficili da scrivere, trovo che ci siano cose tecnicamente fuori dalla mia portata. Ma ci stiamo lavorando…

Voto: 6 (perché non ho paura di scrivere quello che penso)

06 – Quando scrivi, stacca dal resto del mondo

Ma quanto mi piacerebbe poterlo fare Dottore. Se non ci riesco non è per colpa mia, ma per questioni – diciamo – ambientali. Scrivere in santa pace, senza essere disturbati, immersi nel silenzio, è un vantaggio che possono permettersi in pochi. Nonostante questo sono sicuro che in giro ci siano situazioni peggiori della mia.

Voto: 6 (le condizioni ambientali non sono così proibitive)

07 – Non essere presuntuoso

Ahi ahi ahi, Dottore, mi hai beccato. Sono presuntuoso, ma che dico, sono egocentrico! Anche un po’ permaloso. Conosci qualche aspirante scrittore che non lo sia?

Voto: 4 (cercherò di migliorare)

08 – Evita avverbi e paragrafi lunghi

Caro Dottor King, anche se la tua battaglia contro l’avverbio selvaggio è meritevole, non concordo fino in fondo. Indubbiamente l’avverbio usato nei dialoghi o nelle attribuzioni rompe il ritmo. Tuttavia in grammatica l’avverbio esiste, un motivo – evidentemente – ci sarà.

Per quanto riguarda i paragrafi, invece, forse ho il problema opposto. Il mio stile è: frasi brevi, paragrafi brevi. A volte, forse, un po’ troppo brevi.

Voto: 7 (perché ne uso comunque pochi, nel posto giusto)

09 – Non farti coinvolgere troppo dalla grammatica

Probabilmente quando sarò uno scrittore affermato quanto te, caro Dottor King, potrò anch’io permettermi un’affermazione come questa. Adesso, però, mi sembra un po’ prematuro. Tuttavia comprendo quello che vuoi dire: ciò che conta davvero è la storia. La nostra attenzione dev’essere rivolta soprattutto a questa. Un’occhiatina alla grammatica, però, ci sta.

Voto: 6 (non so che voto darmi, quindi prendo la sufficienza)

10 – Padroneggia l’arte della descrizione

Non amo descrivere troppo, preferisco dare solo alcuni riferimenti al momento e nel posto giusto. Poi lascio che il lettore faccia da sé. Credo sia più facile calarsi nella storia se si lascia un po’ di libertà all’immaginazione. Non ritengo di cavarmela poi così male.

Voto: 7 (perché le mie descrizioni mi piacciono)

11 – Non dare troppe informazioni sull’ambiente

Ecco, vedi che mi dai ragione? Le informazioni devono essere quelle giuste, anche un po’ minimaliste nel mio stile, date nel modo corretto. Lasciamo che il lettore immagini l’ambiente come meglio creda. In fondo il libro si scrive in due: lo scrittore con la sua arte, il lettore con la sua fantasia.

Voto: 7 (perché lo descrivo poco, ma bene)

12 – Racconta storie su ciò che la gente fa realmente

Anche in questo caso mi trovi preparato. Io scrivo mainstream, il che significa che parlo di persone reali nel mondo reale. Mi piace osservare gli altri, ascoltarli parlare, quindi mi piace scriverli così come li vedo o l’immagino. Non so se ci riesco sempre però.

Voto: 7 (perché mi piace raccontare storie sulla gente così com’è)

13 – Rischia; non giocare sul sicuro

Be’, caro Dottore, con il libro che sto scrivendo sto rischiando davvero molto. È una storia forte che parla di cose di cui solitamente si preferisce tacere. Il rischio, se è questo che intendevi, è implicito.

Voto: 8 (rischio, forse troppo)

14 – Mettiti in testa che non hai bisogno di droghe per essere un valido scrittore

Non mi drogo e non bevo (tranne qualche birra con la mia compagna, ma fuori dall’orario di lavoro…). Come potrei scrivere se non ho la mente lucida?

Voto: 9 (perché una birra o un bicchiere di vino a volte ci scappano)

15 – Non cercare di rubare la voce di qualcun altro

Più che altro sto cercando di trovare la mia. Non so se ci sono ancora riuscito, ma per il momento il risultato mi piace.

Voto: 7 (perché la voce che ho trovato è la mia)

16 – Comprendi che la scrittura è una forma di telepatia

Su questo andiamo male dottore. Io so cos’ho nella testa quando scrivo, ma non ho idea di cosa vedrà il lettore nella sua quando legge. Ho bisogno di qualche ripasso.

Voto: 4 (la nebbia assoluta)

17 – Prendi sul serio la tua scrittura

Non capisco bene questo punto Dottore, come potrei non prenderla sul serio? Passerei tante ore dopo l’orario di lavoro, per la maggior parte di notte, a scrivere come un dannato se non lo facessi? Per scrivere perdo il sonno, spendo tempo ed energie, costringo la mia compagna alla solitudine (dalla mia presenza). Non mi pare di prenderla poco seriamente.

Voto: 8 (perché la prendo sul serio, troppo forse)

18 – Scrivi ogni singolo giorno

Ci provo, lo so che lo devo fare, ma non è sempre così facile. Non come dirlo almeno. Abbiamo una vita e problemi che richiedono la nostra presenza e la nostra attenzione. Non è sempre possibile scrivere tutti i giorni. Se poi prendiamo in considerazione un’ispirazione spesso altalenante, be’, meglio lasciare perdere.

Voto: 5 (perché ci porvo)

19 – Finisci la prima stesura in tre mesi

Non pensavo fosse anche un cabarettista, Dottor King. Come dice? Non è una battuta? Ah! In questo caso mi permetta di dirLe una cosa. Finirei anche la prima stesura in tre mesi se: non lavorassi otto ore al giorno che, se ne aggiungiamo due di pausa pranzo e una per gli spostamenti, diventano tranquillamente undici; se non avessi altra preoccupazione che scrivere sapendo che, per quanto male, qualche milioncino di copie le vendo lo stesso; se non avessi una compagna, dei genitori e, qualche volta, anche degli amici, che la mia attenzione per fortuna la richiedono. Non finirò in tre mesi, spero tuttavia di finire prima o poi, questo sarebbe già un bel traguardo.

Voto: 5 (perché la vita è la vita)

20 – Quando hai finito di scrivere, fai un lungo passo indietro

Quando finirò, ci proverò…

Voto: ND (perché non ancora pervenuto)

21 – Abbi il coraggio di tagliare

Anche in questo caso non è possibile dare un voto, non ci sono ancora arrivato alla revisione. Tuttavia proprio questa notte, nella solitudine della mia scrivania, riflettevo sul fatto che stavo scrivendo una scena che mi piace molto, ma che già so dovrò tagliare. Per due motivi, porta fuori tema (quindi si può risparmiare); il libro si sta rivelando più lungo del previsto (quindi meglio accorciarlo). Ma dovrò aspettare per sapere se ne avrò il coraggio.

Voto: ND (perché non ancora pervenuto)

22 – Cerca una relazione stabile, stai in salute e vivi una buona vita

Ce l’ho, tutte e tre. Certo, c’è sempre qualcosa di cui ci si può lamentare. Tuttavia non va poi così male. Forse, ci fosse qualche soldino in più…

Voto: 8 (perché facciamo un po’ la fame, ma per il resto è ok)

Promosso o bocciato?

Facendo la media matematica viene fuori un bel: 6,25. Come dire: 6+, come si usava a scuola. Direi che la sufficienza l’ho raggiunta. E voi, ce l’avete la sufficienza?

7 Comments on “La pagella dello scrittore

    • Se scrivessi per professione ce la farei anche, forse. Se ci si concentra solo su quello otto ore al giorno è possibile, anzi, probabile che si riesca a completare una prima stesura in tre mesi. La domanda però è: quanti possono permettersi di scrivere per lavoro? Scrivere romanzi intendo. Perché fare il giornalista o il copywriter, come nel tuo caso, non è la stessa cosa.

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  1. Un discreto punteggio! Anch’io sono messa benino, almeno per i punti (quasi tutti) su cui sono d’accordo. I tre mesi fingiamo di non averli mai sentiti. Quanto a scrivere per se stessi… sorry, scrivere mi piace tanto, ma se arrivasse un veggente garantito e mi dicesse che non ce la farò mai a essere letta da un numero consistente di persone, farei altro. Non so cosa, ma mi sembrerebbe uno spreco di vita dedicarmi al soliloquio, con tante cose interessanti da approfondire. Il prezzo però sarebbe alto, questo l’ho capito. E insisto.

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    • Trovo che per affermare una cosa del genere ci voglia molto coraggio e tanta sincerità (verso sé stessi). Mi piace la tua risposta Grazia. Se sapessi che non riuscirò mai a sfondare con la scrittura non so cosa farei… Forse anch’io mi dedicherei ad altro. In fondo l’ho già fatto una volta, per dieci anni consecutivi per di più. Ma anche solo pensarlo mi butta giù.

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  2. Vedo che, in qualche modo, la sufficienza la rosichiamo tutti 🙂
    Non so cosa avesse fumato King quando ha tirato fuori la storia della telepatia, ma okay. Mi sconvolge di più la storia del terminare la prima stesura in tre mesi: ci sono riuscita due volte, ma non credo che ripeterò l’esperienza. Anche sei mi stanno bene. Anche un anno, a dire la verità. Meglio andare un po’ sul largo ^^

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    • Credo che con telepatia intenda la capacità di visualizzare la stessa scena allo stesso modo, sia per chi la scrive, sia per chi la legge. Non è così automatico né scontato. A me, come lettore, non capita sempre. Ci sono anzi spesso libri o singole scene che non mi appaiono poi così chiare, anche con scrittori quotati. Nel mio caso, come scrittore, quello che il lettore visualizza leggendo i miei racconti non mi è ancora molto chiaro. Uno dei motivi per cui ho scelto di aprire un blog è proprio questo: capire il lettore. Soprattutto capire cosa filtri di quello che scrivo nella sua mente.

      P.S. Per la sufficienza è facile dandosi da soli i voti. Verso noi stessi siamo più o meno critici di quanto lo sarebbero gli altri nei nostri confronti? In genere direi di più, ma pubblicamente? Personalmente ho cercato di essere onesto. 🙂

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